Vecchioni rivela: "Finirò quello che Guccini ha lasciato incompiuto"

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AGI – "Io e Francesco ci siamo conosciuti a Sanremo nel '73, eravamo arrivati tutti e due molto presto. Ci siamo seduti in un bar e abbiamo fatto a gara a chi finiva prima una bottiglia di vino. Ha vinto lui. Abbiamo condiviso molto". Così, all'AGI, Roberto Vecchioni, ricordando l'amico Francesco Guccini scomparso oggi all'età di 86 anni.

"Nel 2018 - aggiunge - ha cantato con me 'T'insegnerò a volare', è stato faticoso convincerlo, sono andato a Pavana, poi quando ha sentito il brano ha detto 'canto su questo' perché ci si ritrovava. Ci presentò Amilcare Rambaldi. Lui mi disse: ho sentito una tua bella canzone, quella che parla dello stadio e della partita di calcio. Stava sfottendo 'Luci a San Siro'. E io: anch'io ho sentito quella tua del trenino che va a spaccarsi e non è male. Come cantautore mi lascia un'eredità di cose che mi ha detto e che non è riuscito a compiere, gliele finirò io".

Per Vecchioni, "Francesco era un iniziatore, un romantico attento al senso delle piccole cose del mondo, 'le case viste dal treno', è stato un maestro nelle parole, nelle metafore, sapeva arrivare alle persone con esempi metaforici. Era un cercatore di verità. Per me il più grande cantautore".

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