AGI - Alla première romana di “Finché morte non ci separi 2”, l’atmosfera è quella delle grandi occasioni, tra fan in delirio e riflettori puntati. A catalizzare l’attenzione è soprattutto Sarah Michelle Gellar, accolta con entusiasmo travolgente: la star di 'Buffy l'ammazzavam', serie amatissima nel nostro Paese, ha letteralmente fatto impazzire il pubblico presente, confermando un legame fortissimo che, a distanza di anni, resta fortissimo.
Sul red carpet, l’attrice si concede con disponibilità e ironia, riflettendo anche sulla sua evoluzione artistica. Per lei, da sempre associata a figure eroiche, interpretare ruoli più oscuri è un piacere: “Penso di essere molto fortunata. Ovviamente interpretare quel tipo di ruolo è divertentissimo, ma i miei fan mi hanno sempre permesso di oscillare tra le due cose. Tiene me sulle spine e tiene loro sulle spine, e ne sono molto grata”.
Il fascino dei film horror
Alla domanda sul perché il pubblico ami così tanto i film horror, Gellar individua la chiave nell’esperienza emotiva condivisa: “Perché parla di qualcosa che viviamo insieme. Si tratta di provare davvero certe emozioni. Quello che fa piangere una persona magari non tocca un’altra, quello che fa ridere qualcuno non fa ridere tutti. Ma quando qualcuno salta fuori dall’ombra e ti afferra, quello spaventa tutti: è un’esperienza collettiva”.
Paure reali e ruoli futuri
Non manca un momento leggero quando prova a cimentarsi con il titolo italiano, tra sorrisi e qualche incertezza. E quando si parla di paure “reali”, non ha dubbi su cosa eviterebbe per un futuro film: “Gli ambienti al freddo. Non me la cavo bene con neve, baite isolate… preferisco le città”.
Ambiguità del personaggio e ruoli passati
Sul suo personaggio mantiene un’ambiguità divertita: “Non direi che è una killer. È solo sua responsabilità trovare Grace. Non direi ucciderla… anche se, sì, vuole ucciderla”.
Guardando al passato, tra Scream e Scooby-Doo, l’attrice ammette un piccolo rimpianto: “Mi ha dato fastidio non essere tornata nel settimo capitolo, ma dato che non ero un’assassina hanno riportato solo i killer. È stato un peccato”. E su Daphne rassicura i fan: “Penso sia in ottime mani con McKenna Grace, quindi non sono preoccupata”.
La prospettiva di Kathryn Newton
Accanto a lei, Kathryn Newton porta un’energia più istintiva e giocosa. Anche lei si presta alle domande più curiose, svelando i trucchi del set come quello sul sangue finto: “Per toglierlo dai capelli serve la schiuma da barba. Funziona davvero”. E sul sapore del sangue finto scherza: “Sa un po’ di ciliegia e cioccolato… buonissimo”.
Le paure di Newton e la comunità horror
Quando si parla di paura, Newton sorprende: “Non ho paura di niente. Venite pure! No, davvero, non ci sono molte cose che mi spaventano. Al massimo i jump scare, i rumori forti… ma non ho grandi paure”.
Il legame speciale con i fan dell'horror
Infine, il suo sguardo si sposta sui fan, veri protagonisti del genere horror: “Quando guardi un horror fai parte di una comunità di persone che ama questi film. A volte trovi persino una piccola famiglia. Io vado spesso al cinema da sola e mi piace parlare con le persone dopo il film. Incontro tanti fan, e penso che siano loro a rendere l’horror così speciale. E poi mi piacciono perché offrono ruoli fantastici”.







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