Perchè migliaia di rondini sono morte in Texas nel 2021

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AGI - Il gelo eccezionale che colpì il Texas nel febbraio 2021 causò la morte di migliaia di rondini viola e potrebbe avere conseguenze a lungo termine sulla specie, con una possibile ripresa che richiederà anni o addirittura decenni. È quanto emerge da uno studio guidato da Maria Stager della University of Massachusetts Amherst e pubblicato sulla rivista scientifica Nature Ecology & Evolution.

L’evento climatico, soprannominato “Great Texas Freeze”, colpì la costa del Golfo degli Stati Uniti per nove giorni nel febbraio 2021, con due intense ondate di gelo consecutive che portarono neve, temperature molto basse e il collasso della rete elettrica del Texas. Secondo i ricercatori, l’ondata di freddo provocò la morte di migliaia di rondini viola (purple martins), uccelli migratori molto diffusi in Nord America che ogni anno arrivano dalla loro area di svernamento in Sud America per riprodursi lungo la costa del Golfo. Le analisi indicano che l’evento potrebbe aver causato la perdita fino al 27% della popolazione riproduttiva della specie in Texas e Louisiana, un impatto molto più grande di quanto inizialmente stimato.

Vulnerabilità e arrivo precoce

Le rondini viola sono tra i primi uccelli migratori a tornare negli Stati Uniti ogni anno, con molti adulti che arrivano tra gennaio e inizio febbraio. Questo arrivo precoce le rende particolarmente vulnerabili a tempeste invernali tardive, eventi storicamente rari ma che potrebbero diventare più frequenti con il cambiamento climatico.

Il ruolo dei citizen scientist

Per molto tempo studiare gli effetti di eventi di mortalità di massa causati dal meteo è stato difficile, perché questi fenomeni sono imprevedibili. In questo caso i ricercatori hanno potuto ricostruire l’impatto della tempesta grazie al contributo di citizen scientist, cioè volontari e appassionati di birdwatching. Il team ha collaborato con la Purple Martin Conservation Association (PMCA) e con il Louisiana State University Museum of Natural History, utilizzando dati raccolti da cittadini che monitorano le colonie di rondini viola nei loro giardini e nelle comunità locali. Molti abitanti degli Stati del Golfo installano infatti apposite casette per ospitare le rondini viola, una tradizione diffusa da decenni. Grazie a questa rete di osservatori volontari, i ricercatori hanno potuto monitorare centinaia di siti di nidificazione e stimare che le tempeste hanno causato la morte di uccelli adulti in fino al 52% dei siti riproduttivi osservati tra Texas e Louisiana.

Conseguenze a lungo termine e recupero

Gli individui sopravvissuti al gelo hanno mostrato effetti significativi anche nella stagione riproduttiva successiva. Nel 2021 le rondini hanno ritardato la riproduzione e prodotto meno pulcini rispetto alle condizioni normali. Le conseguenze dell’evento sono state osservate anche negli anni successivi. Durante la stagione migratoria del 2022, gli uccelli sono arrivati nelle aree di nidificazione circa due settimane più tardi del normale. Inoltre, l’analisi genetica ha mostrato che la composizione genetica della popolazione è cambiata dopo l’evento: gli individui arrivati nel 2022 presentavano caratteristiche più simili alle popolazioni di rondini viola che vivono più a nord. Secondo i ricercatori, questo suggerisce che la tempesta abbia modificato temporaneamente la struttura della popolazione locale.

Recupero e minacce future

Entro il 2023 i modelli migratori sembravano tornare gradualmente alla normalità e la popolazione potrebbe recuperare nel giro di sei o sette anni, se non si verificheranno nuovi eventi meteorologici estremi simili. Tuttavia la riduzione del successo riproduttivo registrata dopo la tempesta potrebbe avere effetti a catena che si estendono per più generazioni. Lo studio evidenzia come anche popolazioni apparentemente numerose e stabili possano diventare vulnerabili quando eventi di mortalità di massa si ripetono nel tempo. Secondo gli autori, con il cambiamento climatico gli eventi meteorologici estremi stanno diventando più frequenti e imprevedibili, aumentando il rischio per molte specie animali. “Se gli uccelli devono avere un futuro in un clima che cambia, dobbiamo capire meglio come riescono a sopravvivere a condizioni sempre più imprevedibili, che possono includere anche ondate di freddo estremo”, ha spiegato Stager. I risultati suggeriscono quindi che le tempeste invernali improvvise potrebbero rappresentare una minaccia crescente per le specie migratrici, anche quando le popolazioni sembrano inizialmente numerose e resilienti.

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