AGI - Come era la Terra nel passato. Lo svela una mappa. Utrecht Paleogeography Model è uno strumento online che permette di visualizzare, per qualsiasi località sulla Terra, la sua latitudine in un passato lontano, risalendo fino a 320 milioni di anni fa. A descriverlo sono gli scienziati dell'Università di Utrecht e del CEREGE di Aix-en-Provence, che hanno pubblicato un articolo sulla rivista Plos One per rendere noti i risultati del proprio lavoro.
Il team, guidato da Douwe van Hinsbergen, Bram Vaes ed Emilia Jarochowska, ha sviluppato uno strumento online che permette di scoprire a quale latitudine si trovava qualsiasi punto della Terra nel passato, fino all'epoca del supercontinente Pangea.
Un modello senza precedenti
Il sistema è il più dettagliato mai realizzato e consente di ricostruire con grande precisione il movimento delle placche tettoniche, comprese quelle scomparse. I risultati contribuiscono a comprendere meglio l'evoluzione del clima, della biodiversità e delle grandi estinzioni del passato.
Latitudine e clima nel passato
La latitudine di un luogo, spiegano gli esperti, determina l'intensità della luce solare ricevuta e quindi il suo clima. Per questo, lo studio del clima passato necessita della conoscenza di dove si trovavano le rocce al momento della loro formazione.
Lo spostamento delle placche
Le placche tettoniche si spostano enormemente. Ad esempio Winterswijk, nei Paesi Bassi, 245 milioni di anni fa aveva un ambiente simile all'attuale Golfo Persico, con deserto e mare tropicale, perché si trovava a una latitudine molto più meridionale.
Placche scomparse e continenti perduti
Nell'ambito dell'indagine, i ricercatori hanno creato un modello molto più preciso rispetto ai precedenti. Gli scienziati hanno incluso non solo le grandi placche tettoniche, ma anche piccole placche e continenti perduti, come Greater Adria, le Tethys Himalayas e Argoland, oggi scomparsi ma ancora riconoscibili nelle rocce piegate delle montagne del Mediterraneo, dell'Himalaya e dell'Indonesia.
Il ruolo del campo magnetico
Gli autori hanno ricostruito il movimento relativo delle placche valutando l'interno delle catene montuose e rimettendo insieme i frammenti, per poi determinare la latitudine passata grazie alle tracce del campo magnetico terrestre. Molte rocce contengono infatti minerali magnetici che registrano la direzione del campo magnetico terrestre al momento della loro formazione.
Ricostruire il percorso delle rocce
"Questo modello – afferma van Hinsbergen – ci permette di collegare le rocce alle placche originarie, ricostruendo il percorso che hanno compiuto nel corso del tempo". Il sistema, sostengono gli scienziati, apre nuove possibilità nello studio dell'evoluzione della biodiversità e della risposta degli ecosistemi ai cambiamenti climatici estremi del passato.
Obiettivi futuri della ricerca
Nei prossimi step, gli autori sperano di estenderlo ancora più indietro nel tempo, fino a 550 milioni di anni fa, all'epoca dell'esplosione cambriana, quando comparvero molte forme di vita complessa. "Il nostro lavoro – concludono gli scienziati – ci permette di comprendere importanti insegnamenti per la resilienza della biodiversità, perché questo strumento ci permette di spostare la comprensione delle specie da una prospettiva unidimensionale, limitata al tempo, a una tridimensionale, che considera anche lo spazio".



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