La tana di un lupacchiotto attaccata da una volpe rossa, non era mai stato documentato in natura

2 ore fa 3

AGI - Per la prima volta è stata documentata con immagini video la predazione di un cucciolo di lupo da parte di una volpe rossa. L’episodio è descritto in uno studio guidato da Celeste Buelli e Rudy Brogi del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Sassari, insieme a colleghi dello stesso ateneo, pubblicato sulla rivista Current Zoology. La registrazione proviene da una fototrappola installata nella Tenuta presidenziale di Castelporziano, area naturale protetta sulla costa tirrenica alla periferia di Roma.

L’osservazione rappresenta il primo caso documentato di una volpe rossa (Vulpes vulpes) che attacca e probabilmente preda un cucciolo di lupo (Canis lupus), un tipo di interazione predatoria tra le due specie finora non riportato nella letteratura scientifica. In generale, infatti, le relazioni tra lupi e volpi sono caratterizzate soprattutto da coesistenza o da forme di facilitazione trofica, ad esempio quando le volpi sfruttano le carcasse lasciate dai lupi.

Nella Tenuta di Castelporziano

L’evento è stato registrato nel maggio 2025 nell’area della Tenuta di Castelporziano, una riserva di circa 59,9 chilometri quadrati dove i lupi sono tornati nel 2016 e dove è presente una ricca comunità di ungulati selvatici. I ricercatori stavano monitorando la riproduzione di un branco presente nell’area utilizzando dati GPS provenienti da due lupi maschi dotati di collare e una rete di fototrappole posizionate nei pressi della tana.

Le registrazioni hanno mostrato la presenza di due cuccioli maschi di circa un mese di età nei pressi dell’ingresso della tana. Nella notte tra il 16 e il 17 maggio 2025, una fototrappola ha documentato l’arrivo di una volpe rossa che si aggirava attorno all’ingresso. Secondo quanto riportato nello studio, la volpe è stata filmata mentre entrava nella cavità della tana e trascinava fuori un cucciolo vivo, che inizialmente riusciva a liberarsi e rientrare. Pochi secondi dopo, però, l’animale è tornato nella tana e ha catturato nuovamente uno dei cuccioli.

La sequenza di registrazioni di fototrappole mostrano: (1) i due cuccioli di lupo (Canis lupus) nella tana secondaria; (2) l'evento di predazione portato a termine da una volpe rossa (Vulpes vulpes) su uno dei cuccioli; (3) i successivi movimenti dei lupi attorno alla tana, inclusi un individuo subordinato e il cucciolo sopravvissuto; e (4) un ulteriore fotogramma di fototrappola che documenta il cucciolo sopravvissuto durante uno spostamento successivo con un lupo subordinato.

I giorni successivi

La registrazione si interrompe subito dopo a causa dei limiti tecnici della fototrappola, ma nei giorni successivi le telecamere hanno documentato la presenza di un solo cucciolo nell’area, mentre il secondo non è stato più osservato. Prima dell’evento, i due cuccioli erano stati registrati in numerose sequenze video. Dopo la predazione, invece, tutte le registrazioni mostrano un unico esemplare sopravvissuto.

Le fototrappole hanno inoltre documentato i movimenti dei membri del branco nei giorni successivi, inclusi individui subordinati e il maschio dominante, che hanno visitato l’area della tana. Il branco ha poi abbandonato definitivamente il sito il 18 maggio, spostandosi verso un’altra area, comportamento che in letteratura è associato alla percezione di una minaccia per i cuccioli.

Secondo gli autori, l’episodio non sembra legato a scarsità di cibo, dato che l’area è caratterizzata da un’elevata densità di ungulati selvatici. È più probabile che rappresenti un comportamento opportunistico della volpe rossa, specie nota per la grande flessibilità alimentare.

Gli studiosi sottolineano che gli eventi di predazione sui cuccioli di lupo da parte di altre specie sono estremamente rari e difficili da documentare direttamente. Questa osservazione amplia quindi il quadro delle possibili cause di mortalità nei primi stadi di vita dei lupi e suggerisce che anche carnivori di dimensioni più piccole possano esercitare una pressione sulla sopravvivenza dei cuccioli.

Il caso evidenzia inoltre il valore del monitoraggio sul campo tramite fototrappole e telemetria nel rivelare comportamenti ecologici inattesi e poco documentati nelle popolazioni di grandi carnivori.

 

Leggi l'intero articolo