Hyundai, proclamato il primo sciopero generale in 10 anni

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AGI - Il sindacato dei lavoratori di Hyundai Motor ha indetto ieri negli stabilimenti della Corea del Sud il suo primo sciopero generale in dieci anni. La protesta, incentrata su questioni retributive e tutele contro l'automazione, ha visto la partecipazione di circa 40.000 lavoratori in tutto il Paese e un raduno di circa 3.000 manifestanti davanti alla sede centrale dell'azienda a Seoul.

Tra le richieste del sindacato figurano l'aumento dell'età pensionabile obbligatoria, in linea con le riforme promosse dal Presidente Lee, e l'incremento dei bonus mensili dal 750% all'800% dello stipendio base, oltre a garanzie sull'occupazione. I rappresentanti sindacali denunciano che il personale esperto viene spinto verso contratti a termine e temono che l'introduzione di intelligenza artificiale e automazione minacci i posti di lavoro nella produzione, nella ricerca e nell'ingegneria.

Piani di automazione dell'azienda

Hyundai, proprietaria di Boston Dynamics, pianifica infatti di installare robot umanoidi nello stabilimento statunitense in Georgia dal 2028 per poi estenderne l'uso ad altri siti. Il portavoce sindacale Kim Jin-wook si è detto aperto a riprendere i negoziati salariali, preannunciando tuttavia nuove proteste senza "proposte lungimiranti" della direzione.

La risposta di Hyundai Motor

Hyundai Motor ha replicato confermando l'impegno a trovare soluzioni attraverso il dialogo, sottolineando che lo sciopero impatta su clienti, partner e operazioni in un momento critico per la transizione globale verso la mobilità futura.

Impatto sulla produzione

La manifestazione segue una serie di scioperi parziali avviati a fine luglio che, secondo le stime dell'agenzia Yonhap News, hanno bloccato la produzione di 55.200 veicoli per un valore superiore a 2,3 trilioni di won (1,67 miliardi di dollari).

Difficoltà nelle vendite

L'agitazione si aggiunge alle difficoltà di Hyundai Motor, che a luglio ha previsto di non raggiungere l'obiettivo globale di vendite annuali a causa della concorrenza cinese in Europa e del calo delle vendite interne.

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