AGI - Arriva in Italia Pippo Pollina, cantautore siciliano, una delle voci più originali e riconosciute della canzone d'autore italiana in Europa. Dopo i successi di pubblico a Berlino, Vienna, Zurigo, Amburgo e Salisburgo, il suo 'La vita è bella così com'è tour 2026' farà tappa in Italia per 5 date.
Per l'occasione, il cantautore proporrà i suoi brani più celebri insieme a selezioni dal nuovo album 'Fra guerra e pace'. Il ricavato delle date italiane di Pippo Pollina sarà devoluto a Ong e realtà impegnate nel sociale sul territorio nazionale.
Il nuovo album fra guerra e pace
E dell'album 'Fra guerra e pace', il cantautore ha parlato con AGI: "'Fra guerra e pace' nasce dall'osservazione dei conflitti che negli ultimi anni si stanno moltiplicando in tutto il mondo, allargandosi a macchia d'olio e coinvolgendo indirettamente anche noi, qui in Europa occidentale. Sentivo l'esigenza di scrivere un canzoniere contro la guerra - ha spiegato - un filone che ha una lunga tradizione, da 'Blowin' in the wind' di Bob Dylan in poi perché la canzone occidentale è piena di brani che condannano la guerra come qualcosa di insensato, che annienta l'uomo nella sua essenza più profonda".
"Nelle canzoni ho cercato di descrivere tutto questo, attingendo alla storia e raccontando anche ciò che sta accadendo oggi in varie parti del mondo. E' un disco che canta i drammi delle persone, delle vittime. Sta dalla parte della gente, non del potere, e questo per me è fondamentale. Di autobiografico non c'è quasi nulla - ha aggiunto Pollina - l'unico elemento personale è la copertina, che ritrae un mio prozio saxofonista in una jazz band siciliana nel 1944, quando la Sicilia era occupata dagli angloamericani. Per il resto, ci sono solo i miei pensieri, che ho trasformato in canzoni".
Il rapporto con la Sicilia
Pollina a un certo punto è andato via dalla Sicilia. Perché? "Me ne sono andato tanti anni fa, per una storia lunga da raccontare. Tornarci stabilmente? Direi di no, ma passare qualche mese all'anno sì, per svernare, ad esempio. Ho ancora casa a Palermo e il mio cuore è rimasto qui. La Sicilia - ha sottolineato - è sempre stata una fucina di talenti, è l'isola del sogno, un sogno che spesso si realizza altrove, per tanti motivi sui quali potremmo parlare per ore". In effetti la Sicilia regala da sempre voci, musicisti e cantautorato di spessore: "In Sicilia continuano a nascere talenti importanti che avrebbero bisogno di essere valorizzati davvero, non solo a parole - ha detto ancora Pollina - sarebbe bello che i siciliani sostenessero di più i propri artisti. Un grande talento, secondo me, è Raquel Romeo, una musicista di strada palermitana: per quanto so, sta lavorando al suo primo disco".
Giovani e partecipazione
Restando in Sicilia, l'ultimo referendum ha dato un segnale, soprattutto per quanto riguarda i giovani che sono andati a votare. Hai fiducia nelle nuove generazioni, siciliane e non? "Sì - ha risposto - a Palermo c'è stata una percentuale molto alta di voti contrari. Questo mi fa pensare che il voto di opinione, il voto di coscienza, sia rimasto, anzi forse cresciuto, ed è stato quello a incidere. L'elettorato che normalmente vota partiti di centrodestra è rimasto più distante - ha spiegato Pollina - probabilmente perchè non vedeva un tornaconto o non comprendeva fino in fondo il senso del referendum. Questo ha aumentato in percentuale il peso dei voti contrari, e ne sono felice, perchè anch'io ho votato 'no'. Fiducia nei giovani? Me lo auguro davvero. Non ho il 'polso' totale della situazione, perchè il mainstream mostra spesso una gioventù esposta alle intemperie tecnologiche e al decadimento umanistico di questa epoca. Ma vedo anche una nuova generazione che vuole tornare protagonista; manifesta, partecipa, si esprime. Questo è un ottimo segnale".
Rap e cantautorato
Una riflessione su una parte della musica attuale, fra rap e giovani che vanno verso un nuovo cantautorato: "Quello che sento oggi, in generale, non mi entusiasma. Mi sembra ci sia una banalizzazione dell'arte - ha osservato - e poco desiderio di sperimentazione autentica, quella che nasce dall'anima, non dall'industria. Oggi ho l'impressione che le spinte creative siano piu' legate al desiderio di fare successo, carriera, notorietà e quindi denaro. Spero di essere smentito".
C'è un musicista del passato o del presente che è stato determinante nella formazione di Pippo Pollina? "Non direi. Ho avuto i miei idoli, come tutti - ha detto ancora l'artista - per quanto riguarda la canzone d'autore italiana, all'inizio sicuramente Luigi Tenco. Negli anni novanta ho ammirato molto Ivano Fossati. Poi ho amato la grande canzone francese, soprattutto Lèo Ferrè, Georges Brassens e Jacques Brel, e la canzone latino-americana, portata qui anche dagli Inti-Illimani. Ho apprezzato tantissimo il rock anglosassone dei primi anni Settanta. Tante cose sono state importanti, ma parlare di punti di riferimento 'determinanti' forse è eccessivo".
Venticinque dischi incisi, più di 300 canzoni scritte, tour nel mondo. Cosa c'è dietro questo grande successo? "Credo dipenda molto dalla mia continuità, dal fatto di essere riuscito a rimanere creativo nel corso dei decenni e a proporre sempre nuovo repertorio al mio pubblico. Un pubblico molto fedele, che mantiene l'attenzione su quello che faccio. Questo è sicuramente uno dei segreti del mio successo".
Dagli Agricantus ai grandi teatri
Pippo Pollina ha esordito con Agricantus, gruppo di ricerca popolare legato alle tradizioni dell'America Latina e del Sud Italia. Ha collaborato con il mensile antimafia I Siciliani, diretto da Giuseppe Fava, giornalista e scrittore assassinato dalla mafia nel 1984. Alla fine del 1985 lascia l'Italia e parte per un viaggio senza meta attraverso l'Europa. Per mesi vive suonando ovunque attraversando quasi tutti i Paesi europei, dall'Ungheria alla DDR, dalla Francia all'Inghilterra, dall'Austria alla Svizzera, fino alla Scandinavia. Durante un'esibizione a Lucerna viene notato dal cantautore svizzero Linard Bardill, che lo invita a partecipare a un progetto discografico e concertistico in lingua romancia.
Il tour, con circa 60 date, tocca Svizzera, Belgio e Germania e nel 1988 viene pubblicato l'album 'I nu passaran'.
L'anno successivo Pollina firma il suo primo album solista. Da quel momento costruisce una carriera internazionale unica composta da 24 album, più di 4.000 concerti e un pubblico particolarmente numeroso nell'area di lingua tedesca. Collabora con artisti di grande prestigio come Konstantin Wecker, Georges Moustaki, Franco Battiato, Nada, Inti-Illimani, oltre a progetti speciali come 'Leo', dedicato a Lèo Ferrè e realizzato con il sassofonista americano Charlie Mariano e il gruppo berlinese d'avanguardia L'Art du Passage.
Il suo percorso lo ha portato fino ai grandi teatri europei e alle arene più importanti tra cui l'Arena di Verona e l'Hallenstadion di Zurigo con oltre 8.000 spettatori. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Lunezia, il Premio della Critica del MEI, il prestigioso Kleinkunstpreis svizzero, il Premio Musica e Cultura in memoria di Peppino Impastato e il Premio Pino Puglisi a Palermo.
Date solidali in Italia
Il ricavato della data del 28 aprile a Fiesole (Firenze) sarà devoluto all'Associazione Pantagruel Odv, impegnata nella tutela dei diritti delle persone detenute. La data del 30 aprile a Bollate (Milano) sosterrà l'Asd Polisportiva Cassina Nuova attraverso una raccolta fondi destinata ai progetti 'Calcio Integra' e 'Teatro Revoluscion', dedicati all'integrazione sociale tramite sport e teatro. Il concerto del 3 maggio a Bologna sarà un evento di beneficenza, realizzato in collaborazione con l'Oratorio San Filippo Neri, a favore delle cucine popolari. Infine, la data del 4 maggio a Bergamo contribuirà alle attività del Centro Spazio Autismo, un importante progetto rivolto a bambini e ragazzi con disturbo dello spettro autistico.



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