AGI - 'Dio è morto' sottotitolo 'se Dio muore, è per tre giorni poi risorge' è, insieme ad 'Auschwitz' e la 'Locomotiva', una delle canzoni più note e importanti di Francesco Guccini: censurata dalla Rai perché ritenuta erroneamente contro la religione, fu invece trasmessa da Radio Vaticana che ne colse il valore di denuncia della crisi morale della società.
Il titolo del brano del 1965 prende ispirazione dall'aforisma sulla morte di Dio di Friedrich Nietzsche mentre il testo si ispira al poema di Allen Ginsberg intitolato 'L'urlo'. Il testo punta il dito contro il perbenismo, il consumismo, l'ipocrisia. La canzone visse momenti bui, al punto da essere censurata sulle tv nazionali che non compresero il vero significato morale e spirituale contenuto nel testo. A "liberare" questo grande successo fu invece proprio la Chiesa, (si dice infatti che piacesse a Paolo VI) che iniziò a trasmetterla su Radio Vaticana. Il brano fu scritto da Guccini e interpretato da Caterina Caselli e poi dai Nomadi che ne fecero un pezzo di cultura generazionale.
Le strofe contro conformismo e ipocrisia
Nelle strofe vengono presi di mira il conformismo, il lusso, la guerra: "Tutto ciò che è falsità, le fedi fatte di abitudine e paura. Una politica che è solo far carriera. Il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto. L'ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto. E un dio che è morto. Nei campi di sterminio, dio è morto. Coi miti della razza, dio è morto. Con gli odi di partito, dio è morto...".
Il sottotitolo del pezzo contiene invece un messaggio di speranza: se Dio muore nei falsi valori, rinasce nel valore della giustizia, nell'impegno civile degli uomini. E infatti, le strofe conclusive dicono: "Ma penso che questa mia generazione è preparata. A un mondo nuovo e a una speranza appena nata. A un futuro che ha già in mano. A una rivolta senza armi. Perché noi tutti ormai sappiamo. Che se dio muore è per tre giorni e poi risorge. In ciò che noi crediamo, dio è risorto. In ciò che noi vogliamo, dio è risorto".
Le reinterpretazioni e il messaggio spirituale
Nel mondo che faremo, dio è risorto". Il brano è stato oggetto nel tempo di tante reinterpretazioni. Fiorella Mannoia, durante un recente concerto-evento per il suo compleanno, si è esibita in una versione di questo pezzo con Brunori Sas e ha rivelato che nel 2013 i collaboratori di Papa Francesco le chiesero di cantare 'Dio è morto' per la Giornata Mondiale della Gioventù. Lei non poté accettare a causa di precedenti impegni di lavoro ma, come ha spiegato la stessa cantante, quella richiesta testimonia l'importante messaggio spirituale e morale che traspare da un testo mai come oggi attuale.



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