A 53 anni dal golpe in Cile, la Treccani consacra il mito degli Inti-Illimani

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AGI - Una band simbolo di un’epoca segnata da violenza e sopraffazione, capace di dimostrare come l’arte possa rivelarsi un motore di cambiamento temuto dalle dittature al pari di un colpo di pistola.

A cinquant’anni dalla pubblicazione italiana del celebre inno "El pueblo unido jamás será vencido", la Treccani dedica una voce della nuova Enciclopedia della Musica Contemporanea agli Inti-Illimani, lo storico gruppo cileno che ha trasformato la musica popolare in uno strumento di impegno civile e di difesa della libertà.

Gli Inti-Illimani e la voce sulla Treccani

La celebrazione coincide con la cerimonia di assegnazione del Premio Salvador Allende al cantautore Joan Manuel Serrat, organizzata dal Festival del Cinema Ibero-Latino Americano di Trieste in collaborazione con l’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani e la Fondazione Treccani Cultura. L'appuntamento è fissato per oggi 11 settembre: una data per nulla casuale, che ricorre nell'anniversario dei 53 anni dal golpe del generale Augusto Pinochet, il colpo di Stato che stroncò la democrazia cilena e segnò l’inizio del lungo esilio della band in Italia, luogo di pace e motore creativo per gli artisti fuggiaschi.

Inoltre, il prestigioso riconoscimento giunge mentre gli Inti-Illimani si trovano proprio a Roma per il concerto al Parco Schuster, unica tappa italiana del loro lungo tour europeo.

La colonna sonora della storia cilena

Considerata un punto di riferimento assoluto della canzone politica e popolare sudamericana, la band muove i suoi primi passi nel 1967, dall'iniziativa di un gruppo di studenti dell’Universidad Técnica del Estado, nell'alveo del movimento della Nueva Canción Chilena.

Nel tempo, i suoi componenti, hanno costruito un repertorio unico che intreccia la tradizione andina ai grandi autori latinoamericani, aprendosi poi alle sonorità della world music durante gli anni dell'esilio europeo.

Una discografia contro l'oblio

Tra i loro album più iconici spiccano Canto al programa (1970) - nato per mettere in musica i punti programmatici del governo di Salvador Allende appena eletto -, Autores chilenos (1971), omaggio a maestri come Violeta Parra, Víctor Jara e Sergio Ortega, e Canto para una semilla (1972), la celebre cantata popular composta da Luis Advis in onore di Parra. A questi si aggiunge, ovviamente, El pueblo unido jamás será vencido (1976), il primo singolo pubblicato in Italia dall’inizio del loro esilio, diventato uno straordinario inno universale di resistenza e libertà.

In oltre mezzo secolo di carriera, il gruppo ha inciso decine di dischi e solcato i palchi di tutto il mondo per mantenere alta l'attenzione sulla causa cilena, condividendo la scena con giganti della musica internazionale come Bruce Springsteen, Sting, Peter Gabriel, Mercedes Sosa e Lucio Dalla.

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