Virus influenzali geneticamente modificati come cura contro i tumori

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AGI - Virus influenzali geneticamente modificati potrebbero diventare strumenti avanzati per vaccini e immunoterapie contro il cancro grazie ai progressi dell’ingegneria genetica e della biologia sintetica. È quanto riferisce un articolo di analisi pubblicato sulla rivista Engineering da Demin Zhou, Dezhong Ji e Jiandong Jiang, che descrive lo sviluppo di nuove piattaforme terapeutiche basate sul virus dell’influenza.

Gli autori spiegano che il virus influenzale, tradizionalmente considerato un importante patogeno umano, può essere oggi riprogrammato per trasportare antigeni contro altre infezioni e tumori, sfruttando la sua capacità naturale di indurre robuste risposte immunitarie mucosali e sistemiche.

Limiti delle piattaforme vaccinali convenzionali

Secondo la review, le piattaforme vaccinali antinfluenzali convenzionali presentano diversi limiti, tra cui lunghi tempi di produzione, ridotta efficacia nelle popolazioni vulnerabili e protezione insufficiente contro varianti virali differenti.

Controllo della replicazione con virus PTC

Per superare questi problemi, i ricercatori stanno sviluppando sistemi di controllo della replicazione virale attraverso l’impiego di amminoacidi non canonici e codoni di terminazione prematura inseriti nei geni essenziali del virus. Questo approccio genera i cosiddetti virus PTC, capaci di replicarsi soltanto in cellule ingegnerizzate specifiche e in presenza di particolari amminoacidi artificiali.

Biosicurezza e risultati preclinici

Gli autori sottolineano che il sistema crea una barriera genetica che aumenta la biosicurezza e limita il rischio di replicazione incontrollata. Nei test su cellule di mammifero ingegnerizzate, la replicazione del virus PTC è risultata confinata esclusivamente alle cellule modificate.

Efficacia immunitaria nei modelli animali

Esperimenti su topi, furetti e cavie hanno inoltre mostrato che questi virus inducono risposte immunitarie significativamente più forti rispetto ai vaccini antinfluenzali inattivati tradizionali. Tutti i topi immunizzati sono sopravvissuti all’esposizione al virus influenzale selvatico.

Adattamento alla terapia oncologica con CAP Flu

La piattaforma è stata successivamente adattata anche allo sviluppo di un vaccino sperimentale contro il cancro denominato CAP Flu. Il sistema combina antigeni tumorali associati alla proteina emoagglutinina del virus influenzale, un agonista TLR9 capace di attivare le cellule dendritiche e un gene nanobody anti-PD-L1 inserito nel genoma virale.

Somministrazione intranasale e risposta antitumorale

Secondo gli autori, la somministrazione intranasale di CAP Flu in modelli di metastasi polmonare ha migliorato il reclutamento delle cellule dendritiche nei tumori e nei linfonodi, inducendo forti risposte immunitarie cellulari e umorali e riducendo la crescita tumorale.

Vantaggi rispetto ad altri vettori virali

L’articolo evidenzia inoltre che il sistema PTC presenta vantaggi rispetto ad altri vettori virali utilizzati in immunoterapia, come adenovirus e virus della stomatite vescicolare, grazie alla maggiore stabilità genetica, alla capacità di indurre immunità mucosale e al controllo programmabile della replicazione virale.

Ostacoli e prospettive di traslazione clinica

Gli autori riconoscono tuttavia che rimangono diversi ostacoli alla traslazione clinica, tra cui l’immunità preesistente contro i virus influenzali, la necessità di ulteriori verifiche sulla biosicurezza degli amminoacidi non canonici e l’ottimizzazione del targeting verso tumori non polmonari.

Virus influenzali come piattaforme programmabili

Secondo i ricercatori, il design modulare e programmabile della piattaforma potrebbe però trasformare i virus influenzali in strumenti versatili per vaccini di nuova generazione e immunoterapie oncologiche avanzate.

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