AGI - La guerra in Medio Oriente sta costando all'industria turistica della regione 600 milioni di dollari al giorno in termini di mancati introiti. È la stima del World Travel & Tourism Council, riportata dal Financial Times. Le cancellazioni dei voli, la chiusura dello spazio aereo e il crescente malessere tra i potenziali viaggiatori stanno di fatto danneggiando l'economia turistica della regione. A parte le mancate visite, i viaggiatori si sono affrettati a cancellare le vacanze in Medio Oriente che avevano pianificato in precedenza allo scoppio del conflitto. Secondo i dati raccolti dal gruppo AirDNA, nella sola Dubai sono state cancellate più di 80.000 prenotazioni di affitti a breve termine nella settimana fino al 6 marzo.
Prima dell'attacco, il World Travel & Tourism Council aveva stimato che quest'anno i visitatori internazionali avrebbero speso circa 207 miliardi di dollari in Medio Oriente. I grandi hub regionali come Abu Dhabi, Dubai, Doha e Bahrein gestiscono in genere più di mezzo milione di passeggeri aerei al giorno, ma secondo il fornitore di dati Cirium, i cinque giorni di cancellazioni dei voli in tutta la regione hanno lasciato a terra circa 4 milioni di viaggiatori la scorsa settimana. Centinaia di voli sono decollati dagli aeroporti del Medio Oriente la scorsa settimana nel tentativo di riportare a casa le decine di migliaia di turisti ancora bloccati.
Prospettive future per il turismo
Le destinazioni del Medio Oriente si sono già riprese in passato da episodi di conflitto. Ma nel frattempo, fino a quando non verrà trovata una soluzione, il turismo resterà fermo. Alcuni analisti prevedono una ripresa ma solo dei viaggi d'affari grazie alla posizione strategica della regione tra Europa e Asia. Altri sono più ottimisti e sono sicuri che appena i raid termineranno, i visitatori torneranno a viaggiare nella regione.







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