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Traiano e i miracoli all’inferno - Fast.it

Traiano e i miracoli all’inferno

3 ore fa 2

AGI  - L'imperatore Traiano: dall’inferno al paradiso. Dal tormento alla gioia grazie al pianto di un Papa. A quanto pare la dannazione non è sempre eterna, il grande salto è possibile anche nell’oltremondo. Stando alla tradizione, lo ha fatto l’anima dell’imperatore di Roma Marco Ulpio Traiano, meglio conosciuto con quest’ultimo nome. Il pontefice che si è commosso per lui invece è Gregorio Magno.

Gli anni in cui i due hanno vissuto sono distanti tra loro. Il primo è nato nel 53 e morto nel 117 d.C. Mentre le date del secondo sono 540 e 604. Dunque, come è stato possibile che l’uno abbia incontrato l’altro e sia avvenuto il passaggio dalle stalle alle stelle? Sicuramente per le buone azioni compiute dal sovrano mosso a pietà da una vedova. Probabilmente per la propaganda servita a entrambi.

L'imperatore Traiano 

Traiano è un famoso dell’antichità. "L’imperatore che con le sue conquiste seppe portare l’Impero romano alla sua massima estensione territoriale", scrive lo storico Livio Zerbini nel suo "Traiano" (Salerno Editrice, 2021). "Il suo avvento al potere (98-117 d.C.) – aggiunge - fu uno dei periodi più felici della Storia di Roma".

Tanti urrà però vogliono una spiegazione. L’accademico le individua nei tratti più evidenti del principe: primatiforza militare e propaganda.

Traiano, il primo Cesare non romano 

Traiano è stato il primo Cesare non romano, spagnolo per l’esattezza; primo imperatore adottivo e primo "Optimus princeps", titolo di ottimo principe riconosciutogli dal Senato e in precedenza attribuito solo a Giove.

È stato un abile militare, che s’ispirava al padre (grande generale) e al condottiero macedone Alessandro Magno.

Traiano fece dell'Urbe un immenso cantiere 

E poi la pubblicità dell’impero. "Nella propaganda – spiega Zerbini - i Romani furono degli insuperati maestri. Traiano fece dell’Urbe un immenso cantiere affinché potesse meglio corrispondere al suo ruolo di capitale di un impero che con lui raggiunse una dimensione universale".

Le opere urbanistiche

E qui si avvicina al prodigio. Di opere urbanistiche l’imperatore ne ha fatte edificare tante. Per esempio l’Arco di Benevento, i porti di Civitavecchia e Fiumicino. Ma il Foro e la Colonna di Traiano (alla base della quale volle fossero messe le spoglie sue e della moglie Plotina) vengono considerati dagli storici capolavori artistici e della fabbrica del consenso.

La colonna di Traiano

Inaugurata nel 113, la Colonna in origine era policroma, la prima dei suoi tempi costruita a coclide (a chiocciola). Raffigura le guerre vinte da Traiano nella Dacia (attuale Romania) dal 101 al 106. «Il grande rotolo di marmo – precisa Zerbini - si estende per circa duecento metri e avviluppa la Colonna lungo 23 volute, in cui si avvicendano 154 scene». L’imperatore appare 59 volte (fonte: Comune di Roma).

Il leggendario incontro tra Traiano e una vedova 

E a una di queste scene si deve la salvezza del sovrano nell’aldilà. Nella formella è scolpito il leggendario incontro tra Traiano e una vedova che gli avrebbe chiesto giustizia per il figlio ucciso. L’Augusto avrebbe interrotto la partenza del suo esercito, trovato i colpevoli e puniti.

La "Giustizia di Traiano"

Una storia-leggenda nota appunto come la "Giustizia di Traiano": avrebbe commosso papa Gregorio, sarebbe stata spiegata teologicamente da Tommaso d’Aquino e celebrata nella "Divina Commedia" di Dante Alighieri (e non solo).

Lo storico Vincenzo Tedesco ha dedicato un libro all’argomento: "L’anima di Traiano tra inferno e paradiso" (Carocci editore, 2024).

L'origine della leggenda

L’autore colloca l’origine dell’episodio nell’opera "Vita di Gregorio" scritta "da un anonimo monaco del monastero di Whitby in Northumbria – precisa - oggi nella contea del North Yorkshire (Inghilterra, ndr), tra il 704 e il 714. Nell’ultima parte – continua - i numerosi miracoli compiuti da Gregorio, ed è proprio qui che è contenuta la leggenda traianea".

Traiano e il miracolo di san Gregorio

"Grazie alle lacrime di san Gregorio – dice il testo riportato dal professore - l’anima dell’imperatore Traiano fu refrigerata e persino battezzata. Un giorno [Gregorio] passando per il foro di Traiano, mentre lo osservava trovò che egli [il sovrano], da pagano, aveva compiuto un’azione così caritatevole da sembrare che potesse essere più di un cristiano che di un pagano".

Il mito e la propaganda 

Praticamente un episodio fatto apposta per le necessità propagandistiche della Chiesa di allora. "Nel Medioevo – conclude Zerbini - la ‘leggenda di Traiano’ fu rappresentata nell’arte sacra per il forte legame con Gregorio Magno e anche per certi aspetti come manifesto della supremazia del papato sull’impero, in quanto il papa con la sua preghiera riesce a trarre Traiano dall’Inferno". Il miracolo è servito.

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