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Torna "Un sacco bello", versione restaurata. Verdone: "Ansia e timidezza mi impedirono di ... - Fast.it

Torna "Un sacco bello", versione restaurata. Verdone: "Ansia e timidezza mi impedirono di ...

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AGI - Emozioni, ricordi e riflessioni legate al film che ha segnato il suo esordio al cinema: sono quelli di Carlo Verdone, oggi al Barberini per la proiezione evento restaurata di 'Un sacco bello', andata sold out in meno di due ore con 560 biglietti venduti. Un'occasione speciale, resa ancora più significativa da un dettaglio sorprendente: per la prima volta, a oltre 45 anni dall'uscita, l'attore e regista vedrà davvero il film in sala insieme al pubblico.

"È un giorno particolare perché io vedrò, e qua non ci crederete, per la prima volta il mio film in sala - ha spiegato Verdone, felice e visibilmente emozionato - tu dici: non l'hai mai visto in sala? La risposta è no. Perché ero ansioso, ero timido, ero una persona che aveva paura della folla, del giudizio, delle cose, non sapevo che cosa avevo fatto". Verdone racconta di aver visto 'Un sacco bello' soltanto durante il mix finale accanto a Sergio Leone e poi nella copia definitiva, senza mai affrontare davvero la prova della sala cinematografica.

Il primo tentativo in sala

Una sola volta provò ad assistere a una proiezione al cinema Cola di Rienzo, insieme alla moglie, ma durò pochissimo. "Ci mettemmo in fondo in fondo, dissi: ti prego, non voglio essere riconosciuto. A un certo punto dopo un quarto d'ora uno mi ha detto: 'Ma che c'è Verdone là?'. A quel punto, dopo aver visto un quarto d'ora, venti minuti di film, sono scappato via - scherza Verdone, sempre travolto dall'affetto del pubblico - e non ho mai avuto il coraggio di andare a vedere i miei film. Il primo che ho visto forse è stato 'Troppo Forte'".

Il valore personale del film

Verdone non ha dubbi sul significato di questo film: "Questa è stata la mia vita, io questa sera il film lo voglio rivedere di fatto accadere nella mia vita. A chi lo dedico? A Sergio Leone, il primo a credere in me. Oggi direbbe 'È un mondo che non capisco più, questo'". Anche i personaggi del film, ancora oggi amatissimi, restano per lui parte di qualcosa di profondamente personale.

I personaggi ieri e oggi

Alla domanda su quale dei tre protagonisti senta più vicino, la risposta è immediata: "No, tutti quanti. Voglio bene a tutti, sono tre figli miei". Secondo il regista, però, alcuni di quei personaggi oggi sarebbero inevitabilmente diversi: "I personaggi di questo film non so se sono ancora attuali. Sicuramente quello che parla così non è tanto attuale, oggi i ragazzi sono un po' più scafati di quello".

Marisol e il tempo che passa

Anche Marisol, figura simbolica del film, oggi avrebbe un'altra vita, pur conservando lo stesso calore umano: "Rappresenterebbe quello che è adesso realmente. Vive a Marbella, è una bella signora, è una nonna e si è imborghesita, forse. Quindi è meno hippie, più borghese, però sempre sorridente e sempre calorosa".

Roma, protagonista silenziosa

Ma il vero cuore del racconto resta Roma, protagonista silenziosa e fondamentale di 'Un sacco bello'. Una città che, secondo Verdone, non esiste più. "Di quegli anni rimpiango sicuramente la poesia. Quando dico poesia mi riferisco all'estate piena di solitudine, dove sentivi ancora il rumore delle cicale".

Una città cambiata

"Non senti più le cicale, non senti più le campane, non senti più quel silenzio. Perché a quell'epoca i romani alla fine quattro o cinque giorni in vacanza ci andavano. Oggi, anziché le cicale, sentiamo i trolley dei turisti". Anche il primo ricordo che riaffiora pensando al set è legato proprio a quell'atmosfera.

Il confronto con l'Italia di oggi

"Sì, era un'Italia più povera, però si era pure più felici, secondo me. Non c'erano i social, alla fine c'era sempre un incontro di persone, vis-à-vis. Oggi è tutto online. Oggi sono schermi". Ripensando invece al ragazzo timido degli inizi, Verdone oggi lo guarda con affetto.

Il senso di "Un sacco bello"

"Credo di aver fatto un lavoro onesto e sono riuscito a trasmettere quest'anima al pubblico. Ecco perché il pubblico poi è venuto così numeroso. Perché il pubblico, in fin dei conti, vuole rivedere quella Roma, vorrebbe una Roma più buona, più ingenua, come quella che è rappresentata in Un sacco bello".

Uno sguardo al futuro

E guardando al futuro, Verdone lascia aperta anche una nuova possibilità artistica: "Interpretare un nonno? Spero di poterlo fare nel prossimo film, perché no? Quando cambia l'età".

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