AGI - «Nel mondo dello spettacolo c'è chi tradisce e chi è leale, ma non etichetterei nessuno. In questo programma si gioca davvero sporco». Lo afferma Alessia Marcuzzi, alla guida della seconda stagione di The Traitors Italia, lo show Prime Original presentato a Palazzo Brancaccio e disponibile in esclusiva su Prime Video a partire dal 6 novembre.
«La prima impressione per una persona esterna viene completamente ribaltata una volta che si conduce il programma. Io mi trovavo nella tavola rotonda e dicevo: ma non è possibile che questo sta facendo questo», prosegue la conduttrice, illustrando le dinamiche del reality composto da sei episodi, in cui un cast di celebrità si sfida tra missioni e inganni con l'aggiunta di un «traditore segreto» chiamato ad agire nell'ombra in una location inedita.
«È un gioco psicologico assurdo che ti spappola il cervello, finisci la trasmissione e devi prendere un break. Noi siamo abituati ad avere una componente autoriale, qui proprio non esiste, ogni persona è autrice di sé stessa e il nostro film ce lo scriviamo noi. Siamo curiosi tanto quanto voi perché non sappiamo quali sono tutti gli intrighi», conclude Marcuzzi.
Un'esperienza intensa che lascia il segno
Le ripercussioni emotive accomunano l'intero cast. «Credo che The Traitors sia l'esperienza più folle, difficile e indimenticabile che abbia mai fatto. Non è uno spaccato della vita perché è un gioco e mi resterà dentro negli anni in modo elettrizzante», dichiara Lorella Cuccarini.
Un isolamento che ha lasciato il segno, come racconta Francesca Barra: «Sai che tutti ti possono tradire e questo è un esercizio incredibile, ho iniziato a dubitare di qualsiasi cosa. Questa è stata un'esperienza in solitaria perché lasciare il cellulare in tante ore eri davvero solo. Un lavoro alla fine per chi ama certi conflitti, un po' come quando a Cluedo da bambina dovevo scoprire l'assassino».
Tra nevrosi, dubbi e traumi psicologici
Dello stesso avviso Mario Ermito, entrato «con delle nevrosi» e uscito «peggio di prima», arrivando a dubitare di sé stesso: «Non ho mai smesso di andare dallo psicologo perché è vero non avere mezzi per staccare la testa sentendo i propri cari, tornavo in albergo e continuavo a pensare al perché di certi sguardi».
Un trauma condiviso dal ballerino Pasquale La Rocca: «Sono stato traumatizzato per settimane e sognavo i volti dei protagonisti nel letto».
La tensione ha travolto anche Camihawke, «piangente nel confessionale» e portata a «pensare alle cose fatte sbagliate, cosa che faccio ogni settimana con la mia psicologa», e Valentina Nappi, la quale ammette: «Sono entrata pensando di tenere a freno le emozioni, poi gli altri ti coinvolgono e ti fai travolgere dalle emozioni perché alla fine vivi in una realtà che è un'utopia».
Strategie, menzogne e sospetti continui
L'imperativo della sopravvivenza ha spinto i concorrenti verso strategie spietate. «Per la prima volta in vita mia sono stata sufficientemente astuta e cinica», ammette Giulia Salemi. «Ho sviluppato la memoria per preparare già le risposte, perché da psicopatica pensavo già a cosa rispondere alle accuse. Nella vita reale dico sempre la verità, ma alla fine penso che sono tutti dei bugiardi. Però se non hai rapporti con le persone non devi dire le bugie, che hanno le gambe corte».
Sul tema della menzogna, Cuccarini precisa: «Le bugie me le leggono in faccia, quella ero e questa sono, questo programma non mi ha cambiato». Un approccio antitetico a quello di La Rocca, il quale confessa che «dicevo le bugie prima di The Traitors e continuo a dirle anche oggi», e di Giorgia Palmas: «Io sono sempre stata una sincera nella vita, tranne per le bugie bianche. In questo gioco però è tutto concesso. Essere accusati ingiustamente è pesante, perché poi tu sai la tua posizione».
Il motto: "Mors tua vita mea"
Tattica pura per Awed: «Il vero imperativo di questo programma è mors tua vita mea, vai avanti seguendo un solo imperativo che è scagionare me stesso. Per 10 giorni puoi essere una brutta persona e hai anche la scusante».
Gianluca Torre ha invece fatto leva sulla deformazione professionale, ricordando che «gli agenti immobiliari già si predispongono a una difesa di una casa con i difetti», mentre lo stand-up comedian Daniele Gattano ha scelto di «guardare il gradino ma non la scala», giocando giorno per giorno.
Diversa la prospettiva dell'ex nuotatore Filippo Magnini, messosi in gioco «senza il fisico» e con uno «stile libero».
Un rifugio dalla realtà per alcuni concorrenti
Nonostante gli intrighi, per alcuni l'esperienza si è rivelata una valvola di sfogo. «Non immaginavo che questo programma mi permettesse di staccare dalla realtà che non era un bel momento con mia nonna che stava male. Mi sono divertito tantissimo ed è formato un bel gruppo», racconta il cantante Biondo.
Jolanda Renga: «La cosa peggiore è stata accusare e sbagliare»
A chiudere il quadro è Jolanda Renga, presentatasi con il consiglio dei genitori di divertirsi: «Io per come sono fatta è stato molto difficile accusare persone senza avere niente in mano. Sono partita con delle strategie perché penso tanto di solito, ma il mio cervello si è spento e ho come brancolato nel buio in certi momenti. Tutte le emozioni che ho vissuto erano molto amplificate e vere, la cosa peggiore è stata accusare e sbagliare».



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