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'Sussurando'...alla Camera, Roberta Tondelli 'porta' la canzone napoletana in Parlamento - Fast.it

'Sussurando'...alla Camera, Roberta Tondelli 'porta' la canzone napoletana in Parlamento

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AGI - Roberta Tondelli 'porta' la canzone classica napoletana in Parlamento. Un viaggio lungo un secolo attraverso i brani più celebri rivisitati in chiave smooth jazz dalla musicista di Torre del Greco. L'album "Sussurrando" è stato presentato oggi anche alla Camera per iniziativa dell'intergruppo parlamentare Sviluppo Sud.

Tondelli: "La musica napoletana è viva e si evolve" 

"Sono felice di poter dimostrare attraverso questo lavoro che la canzone classica napoletana è assolutamente viva ed è capace di evolversi senza essere snaturata", ha spiegato l'autrice: "Per me è un grande orgoglio essere figlia di questa terra amata in tutto il mondo. Il patrimonio musicale napoletano", ha proseguito Tondelli, "è infinito ed è stato molto complicato scegliere alcuni brani ed escluderne altri".

Da Fred Bongusto a Totò

Tra le altre tracce che compongono l'album, si trovano "Vieneme 'nzuonno", brano del 1959 reso celebre da Sergio Bruni, "Comm'aggia fa'" di Fred Bongusto, ma anche "A cchiù bella" di Antonio De Curtis, in arte Totò.

"Nel repertorio classico c’è una eleganza che non troviamo nei testi moderni", ha spiegato Tondelli, "e il tentativo è tornare a parole sane che non offendono. L’obiettivo è quello di attualizzare una parte di questo immenso repertorio senza snaturarlo. E così facendo aprire un po’ la mente ai ragazzi. Il mio sforzo è proprio quello di abbracciare le nuove generazioni più abituate a messaggi d’odio, per tornare un po’ più umani".

Tondelli omaggia Pino Daniele

Un'emozione particolare, poi, è data a Tondelli dall'interpretare un pezzo di Pino Daniele, "Ammore scumbinato". "Questo è il mio terzo album e non ho mai inserito un pezzo di Pino Daniele prima di oggi perché mi sembrava quasi di profanarlo, di mancare di rispetto. Invece ho trovato il coraggio. Nella canzone ci sono due frasi che trovi liberatorie, 'la vita è nu muorzo, nun me fa 'ntussicà', che oggi trovo particolarmente significativa, visto il mondo che ci circonda".

Un ponte culturale con la Mongolia

La presentazione dell'album ha fornito, poi, l'occasione per fare incontrare due culture e due tradizioni solo apparentemente lontanissime. Alla Camera, assieme a Tondelli e ai rappresentanti dell'intergruppo, era infatti presente anche una delegazione della Mongolia, paese in cui la musica e la cultura italiane sono da sempre molto amate.

Un amore che, come ricorda la soprano Ayana Sambuu, è universale: "O Sole mio è stata la prima canzone intonata nello spazio da Juri Gagarin", sottolinea Sambuu, "e il teatro della Mongolia ha promosso moltissimo la musica italiana".

Cantante lirica, Sambuu studia musica classica dall’età di sei anni, "sono nipote del primo regista del cinema tradizionale della Mongolia e figlia di una scienziata di fisica quantistica. Sono innamorata dell’Italia da quando ero piccola anche perché mio nonno era regista e portò sul grande schermo il mondo della lirica e dell’opera. Quando ero bambina pensavo che le canzoni più belle del mondo fossero quelle napoletane".

La rappresentante dei territori della Mongolia occidentale, Erdenebileg Munkh, sottolinea la storia millenaria della musica mongola e il grande amore del suo paese per "la musica italiana e l’opera in particolare. Anche la Mongolia ha una lunga tradizione musicale che affonda le radici in tempi antichissimi. Collaborando anche nel campo dell’arte, della cultura e della musica si può contribuire alla promozione della pace e del dialogo tra i popoli".

"Trecento anni di musica napoletana" 

Il presidente dell'intergruppo Alessandro Caramiello, deputato M5s, ringrazia quanti hanno reso possibile l'evento e l'intergruppo stesso, "composto da persone che lavorano al di là di ogni steccato ideologico e politico. Sono contentissimo che Roberta Tondelli abbia scelto di presentare il disco alla Camera, un disco che racconta trecento anni di musica napoletana. È un lavoro da fare tutti insieme per rilanciare la musica napoletana nel mondo. Abbiamo avviato una collaborazione in Mongolia, dobbiamo portare avanti la cultura partenopea".

 

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