Sui dazi Usa il governo non esclude "risposte adeguate a difesa delle nostre produzioni"

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AGI - L'obiettivo principale deve essere quello di lavorare per evitare una guerra commerciale, ma questo non "non esclude, se necessario, di dover anche immaginare risposte adeguate a difendere le nostre produzioni", dice Giorgia Meloni. "Se dovremo reagire, reagiremo. Ma è l'extrema ratio", sottolinea il vicepremier Antonio Tajani.

 

I due si sono sentiti in mattinata, secondo quanto si apprende: la linea del governo sul tema dei dazi è quella di attendere le decisioni del Presidente americano, Donald Trump, e poi valutare. In ogni caso la posizione è quella della gradualità, della calma: "È una maratona, non sono i 'cento metri'...".

 

Il presidente del Consiglio continua a lanciare avvertimenti, l'introduzione di nuovi dazi "avrebbe risvolti pesanti per i produttori italiani" ma "sarebbe anche un'ingiustizia per molti americani perché limiterebbe la possibilità di acquistare e consumare le nostre eccellenze".

 

Insomma, la tesi è che non convengono a nessuno, serve dialogo. "Non una reazione di pancia", dice il responsabile della Farnesina che considera "sagge" le parole di Sergio Mattarella. I dazi sono un "errore profondo", da parte europea "serve una risposta compatta, serena, determinata", ha detto il Presidente della Repubblica.

 

Si attende, dunque, il 'Liberation Day' mentre la Commissione Ue prepara le contromisure. Domani il responsabile della Farnesina vedrà a Bruxelles Commissario al Commercio Sefcovic e lunedì sarà a Lussemburgo per il Consiglio Commercio: "Siamo in costante contatto con la Commissione europea. Il presidente Meloni sente regolarmente anche su queste questioni il presidente von der Leyen".

 

L'obiettivo del governo "è rafforzare il sistema imprenditoriale del nostro paese", insomma - il 'refrain' - le nostre aziende "non sono parassite". Il ministro ha annunciato di aver istituito una nuova unita' operativa per l'export (entro fine legislatura deve arrivare a un valore di 700 miliardi di euro") e ribadito di voler puntare "a una forte diversificazione in aggiunta ai nostri più importanti mercati di sbocco tradizionali".

 

La partita si gioca sulla tempistica, oltre che sui prodotti sui quali verranno introdotti i dazi. Fare come il Canada? "Ogni paese reagisce come crede. Serve un tempo necessario, ma non si deve andare alle calende greche", dice ancora il leader di FI. La premessa è che a trattare sarà l'Europa, mentre Matteo Salvini si è sempre augurato, tesi che dovrebbe essere rilanciata anche dai 'governatori' leghisti, anche un canale tra Roma e Washington. Meloni questa mattina ha citato soprattutto la difesa del nostro agroalimentare, "è stata una priorità per questo governo fin dal suo insediamento".

 

Ed è proprio sulle mosse statunitensi riguardo a questo comparto che si guarda con maggiore attenzione. La convinzione nel governo è che la premier riuscira' a ritagliarsi un ruolo di ricucitura ("guardando soprattutto agli interessi del nostro Paese e non escludendo accordi bilaterali", spiega un 'big' di Fdi), anche in vista della visita negli Stati Uniti a Pasqua del vicepresidente Vance, considerato già come il possibile futuro successore del 'tycoon'.

 

Una visita che servirà non solo ad affrontare il dossier dei dazi, ma anche a preparare la 'trasferta' Usa che farà il presidente del Consiglio ("Penso a maggio", sostiene la stessa fonte) alla Casa Bianca. Intanto nell'esecutivo si pesano le conseguenze di quello che accadrà. "Gli Stati Uniti "sono il secondo mercato di destinazione, con un export che nel 2024 è salito del 17%", ha sottolineato Meloni.

 

"Sono convinto che una guerra commerciale può provocare una crescita dell'inflazione negli Stati Uniti e la Federal reserve - ha osservato Tajani - sarà costretta ad alzare il costo del denaro. Noi dobbiamo fare l'esatto contrario se vogliamo essere competitivi, lasciare sempre il mercato libero, il mercato aperto e la Banca centrale europea, se puntiamo alla crescita, non deve assolutamente aumentare il costo del denaro, anzi deve continuare a fare quello che ha fatto". 

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