AGI - La premier Giorgia Meloni riflette sulle prossime mosse dopo la sconfitta del fronte del sì alla riforma dell'ordinamento giudiziario. Con l'obiettivo, garantiscono più fonti parlamentari di Fdi, di assicurare stabilità al Paese e rilanciare un patto con i cittadini, le parti sociali e le imprese per un'agenda di fine legislatura. All'interno del governo subito dopo il referendum era emersa da più parti, sotto traccia, la tentazione del voto anticipato, ma anche oggi - dai ministri Antonio Tajani a Guido Crosetto fino al capo organizzativo di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli - in tanti hanno smentito l'ipotesi di tentare la strada delle urne. Si andrà avanti con le priorità, dalla sicurezza all'economia, dall'energia al piano casa al rafforzamento della Difesa.
Si attendono i prossimi dati Istat e poi si capiranno i margini di manovra e se la prossima legge di bilancio potrà rilanciare il taglio delle tasse o essere lacrima e sangue. Per fare un punto, in primis sul tema delle bollette, la presidente del Consiglio ha incontrato oggi, secondo quanto apprende l'Agi, il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti. Sul tema dell'energia è necessario avere "una rapida, coordinata e proporzionata risposta politica" alle conseguenze negative sull'economia causate dalla crisi in Medio Oriente "tenendo ben presenti gli insegnamenti del 2022-23" ai tempi dell'attacco russo all'Ucraina, ha detto il titolare del dicastero di viale XX settembre nel corso dell'intervento al G7 Finanze, Energia e Banche Centrali.
Il dossier nomine e l'agenda di governo
Tra l'altro sul tavolo dell'esecutivo c'è pure il dossier delle nomine. La premier oggi ha lavorato a palazzo Chigi anche in vista delle prossime riunioni del Consiglio dei ministri e alla vigilia degli incontri che avranno il ministro Adolfo Urso e il viceministro al Mef Maurizio Leo su Transizione 5.0. Dunque, la presidente del Consiglio punta ad andare avanti, anche se all'interno della maggioranza c'è chi ipotizza ancora una possibile finestra per le urne a ottobre. La premier Meloni punterebbe però a stabilire - come sottolineato da Salvini nella riunione della Lega - il record di permanenza a palazzo Chigi, tanto che il segretario del partito di via Bellerio guarda alla fine legislatura, senza alcun anticipo nel timing.
Rimpasto e sostituzioni nel governo
Per assicurare stabilità sarebbe esclusa l'eventualità di un governo bis o di un vero e proprio rimpasto. Nonostante le voci di possibili spostamenti nei dicasteri (in questi giorni è circolata l'ipotesi di un 'trasloco' del ministro Urso) si penserebbe al momento solo alla sostituzione del responsabile del Turismo Daniela Santanchè con la presidente del Consiglio che - non escluso prima di Pasqua - potrebbe cedere l'interim. Sarebbero in calo le quotazioni del presidente dell'Enit Alessandra Priante. Qualora la poltrona dovesse toccare sempre a Fdi (in netto calo anche l'ipotesi Zaia) in pole c'è il deputato di Fratelli d'Italia Gianluca Caramanna. Salvini ha fatto sapere di non voler chiedere alcun rimpasto, anzi di voler riconfermare la fiducia a tutto l'esecutivo.
Dialogo in Forza Italia e transizione
Mentre in FI sono in corso prove di dialogo tra Marina Berlusconi e Antonio Tajani che potrebbero vedersi nel fine settimana (si ipotizza giovedì). Paolo Barelli rimarrà al suo posto come capogruppo azzurro alla Camera, ma si potrebbe aprire una fase che qualcuno chiama di 'transizione' nel partito con un patto di unità auspicato dallo stesso ministro degli Esteri e vicepremier.
La legge elettorale e la governabilità
La prova decisiva per il centrodestra sarà quella sulla legge elettorale: Fratelli d'Italia pone il 'paletto' della governabilità - ovvero niente pareggio, chi vince deve avere la possibilità di guidare il Paese - ma apre ad un confronto sul premio di maggioranza e sul ballottaggio. Per ora confermata l'intenzione di presentare un emendamento sulle preferenze, una opzione che però viene osteggiata dagli alleati (e temuta anche da diversi esponenti del partito di via della Scrofa).





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