AGI - Ci sono rivalità che si costruiscono negli anni. Quella tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz si è costruita partita per partita, punto per punto, fino ad arrivare a una parità che fa la gioia degli amanti delle statistiche (o della cabala): entrambi hanno vinto 26 titoli nel circuito, entrambi hanno trascorso 66 settimane al numero 1 del ranking ATP, e — fatto quasi impossibile da credere — entrambi hanno conquistato esattamente 1.651 punti nei loro scontri diretti. Oggi a Montecarlo, nella finale del Masters 1000 del Principato, quel pareggio si romperà. Qualcuno tornerà a casa con in bacheca 27 titoli ATP e il numero 1 del mondo che vale anche la 67esima settimana in vetta (e ne seguirano inevitabilmente altre).
Jannik Sinner e Carlos Alcaraz si affrontano per la diciassettesima volta nella carriera. Il bilancio complessivo vede lo spagnolo avanti 10-6, ma i numeri sull'egemonia condivisa raccontano qualcosa di ancora più impressionante: negli ultimi 21 tornei in cui hanno partecipato entrambi, il titolo è finito sempre nelle mani di uno dei due. Risalendo a 24 tornei a partecipazione congiunta, solo uno — Madrid 2024, vinto da Rublev — ha resistito al loro duopolio.
La superficie e il peso del momento
Alcaraz arriva a giocare la finale sul Court Rainier III nel suo habitat naturale. Sulla terra battuta conduce nei precedenti diretti 3-1, e nell'ultima stagione ha vinto 26 delle sue ultime 27 partite sul rosso. La sola vittoria di Sinner sulla terra contro di lui risale alla finale di Umago 2022 — un'antichità geologica nel tennis contemporaneo. Lo spagnolo ha vinto la finale di Roma e quella del Roland Garros nel 2025, quest'ultima in cinque set in quella che è già entrata nella storia: 5 ore e 29 minuti, la finale più lunga nella storia del torneo parigino.
Il record di Jannik e l'imbattibilità in finale
Dall'altra parte c'è un Sinner che arriva a questa finale sull'onda di una forma straordinaria. È l'unico tennista ad aver vinto il Sunshine Double — Indian Wells e Miami — senza perdere un solo set, e l'unico ad aver inanellato 37 set consecutivi vinti. In finale non perde contro nessuno che non si chiami Alcaraz: dal 2024 ha disputato 21 finali con un record di 14 vittorie e 0 sconfitte contro tutti gli avversari tranne lo spagnolo, contro cui invece il bilancio è 2-5.
Il numero 1 in palio: i calcoli del ranking
La finale vale anche la vetta del ranking. Alcaraz difende i 1.000 punti del titolo conquistato qui l'anno scorso. Se Sinner vince, con la combinazione Indian Wells-Miami-Montecarlo scavalca lo spagnolo e torna numero 1 del mondo a partire da lunedì 13 aprile. Nei tornei del Grand Slam Alcaraz conduce 4-1 su Sinner, ma sul piano psicologico l'altoatesino ha in tasca l'ultimo confronto diretto: la finale delle ATP Finals 2025 a Torino.
Le chiavi tattiche: servizio vs mobilità
Gli esperti dividono il match su due fronti: il servizio di Sinner, che anche sul rosso viaggia sopra il 70% di prime in campo, contro la mobilità e il dritto incrociato dello spagnolo. La differenza la faranno i momenti decisivi — i tie-break e le palle break. Nei tie-break diretti Sinner ha una leggera superiorità (5 su 8), ma nei momenti che contano di più è quasi sempre stato Alcaraz ad avere l'ultima parola.




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