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Simone Inzaghi compie 50 anni tra le suggestioni per la panchina azzurra - Fast.it

Simone Inzaghi compie 50 anni tra le suggestioni per la panchina azzurra

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AGI - Se l'egemonia del 3-5-2 nel nostro calcio è l'effetto, e non la causa, della cronica carenza di talenti azzurriSimone Inzaghi è uno dei tecnici che hanno saputo farne un'arma d'avanguardia, trasformando un limite in una risorsa. Dopo la terza esclusione consecutiva dai Mondiali, l'Italia si interroga anche sul modulo diventato dogma nazionale. Una gabbia al talento, secondo qualcuno. La soluzione d'emergenza alla crisi di dribbling, è la lettura più ovvia.

Da Lazio-Palermo del 2017 Simone Inzaghi non lo ha più abbandonato. È il modulo che lo ha accompagnato nella vittoria di una Coppa Italia (2018-19) e due Supercoppe Italiane (2017, 2019) in biancoceleste. Poi ancora all'Inter dove ha alzato uno Scudetto (2023-24), altre due Coppe Italia (2021-22, 2022-23) e tre Supercoppe Italiane (2021, 2022, 2023), raggiungendo anche due finali di Champions League, perse rispettivamente contro Manchester City (1-0) e Psg (5-0).

Il futuro di Inzaghi e il passato da calciatore

Per i suoi 50 anni (li compirà il 5 aprile) il destino presenta un incrocio col destino. All'Al-Hilal guadagna circa 25 milioni a stagione, ma la rivoluzione in Figc accende le suggestioni azzurre. Da calciatore, il suo rapporto con Coverciano è stato poco più che un timido corteggiamento mai sbocciato.

Inzaghi allenatore e il futuro del 3-5-2

Mentre con la Lazio metteva in bacheca uno Scudetto, una Supercoppa Europea, tre Coppe Italia e due Supercoppe Italiane, in azzurro racimolava appena tre presenze: tutte in amichevole, tutte da subentrato, sempre confinato nell'ombra ingombrante del fratello Pippo. Da allenatore, però, le gerarchie si sono ribaltate: oggi il "big" della panchina è lui. Il suo nome è in cima alla lista per il nuovo ciclo azzurro, affiancato a nomi come Max Allegri e Antonio Conte, altri due profeti di quel 3-5-2 finito oggi sul banco degli imputati. La rottura necessaria dopo il flop in Bosnia difficilmente passerà da uno stravolgimento tattico. Finché il calcio italiano non tornerà a produrre estro e talento, quel sistema di gioco rischia di non essere una scelta, ma una clausola di sopravvivenza. Una necessità da codificare e da trasformare in eccellenza. In pochi lo hanno fatto come Simone Inzaghi.

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