Sequerciani, il 'paradiso' virtuoso della Maremma dove tutto è in simbiosi con la natura

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AGI - Nel cuore della Maremma, nel Grossetano, vicino a Gavorrano, appena sotto il borgo medioevale di Tatti, c'è una realtà nata quasi per caso, un piccolo miracolo. Si chiama Sequerciani, 170 ettari di terra coltivata a viti (14 vigneti), ulivi, ma anche grano, ortaggi, frutta. Qui si produce vino, olio, miele, come in molti agriturismi. Ma Sequerciani è una cosa diversa perché fa della filosofia su cui è nata il motivo stesso della sua esistenza e della sua forza. Si tratta, in definitiva, di una sorta di miracolo etico. E sta diventando un modello virtuoso per tutta la Maremma.

Sequerciani è un progetto di territorio nato dalla visione dell'imprenditore e regista svizzero Ruedi Gerber, che ha scelto di restituire vita a un luogo attraverso l'agricoltura, il vino, la cucina, l'arte e le persone. Un processo lento e condiviso, modellato dal carattere della Maremma e da chi la abita da generazioni. Quando Gerber arrivò per la prima volta a Tatti, all'inizio degli anni '90, non venne con l'idea di trasformare un luogo, ma per ascoltarlo e trovare il suo angolo di pace nel mondo. Attratto dalla luce, dal silenzio e dalle storie sedimentate in quel paesaggio collinare che arriva fino al mare, entrò in un territorio ricco di saperi, di resilienza e di storie personali.

Da questo incontro è nato un percorso comune: un dialogo paziente nel quale agricoltura, architettura, ospitalità e pratica artistica si sono intrecciate, dando forma a un unico organismo culturale. Un dialogo che continua, che stratifica e arricchisce il progetto nel tempo. Qui il paesaggio non è uno sfondo, ma il punto di partenza. È ciò che guida ogni scelta, dall'agricoltura all'ospitalità, dalla cucina alla ricerca, fino alla volontà di contribuire a una nuova rinascita del borgo di Tatti.

L'agricoltura biodinamica e l'agri-ristorante Paesìa

Si parla di agricoltura biodinamica, di rispetto per l'ambiente e per tutta la natura, di ritorno alle origini dell'agricoltura e della cucina, del 'farm to table', dalla fattoria alla tavola. Ma anche un'idea 'filosofica' ben precisa che mira a valorizzare e sviluppare l'economia della Maremma in cui Sequerciani può davvero diventare una sorta di modello. All'azienda fanno capo 30 produttori locali, un biodistretto che fornisce lavoro, materie prime e supporto nella produzione di vino, olio, pane, miele. Ma non solo. Adesso a rendere concreto e visibile il progetto c'è anche l'agri-ristorante 'Paesìa', immerso nel Podere, nato per essere l'espressione più completa della filosofia dell'azienda. Qui il paesaggio entra nella cucina attraverso gli orti, le erbe spontanee, i prodotti della tenuta, i vini e il ritmo delle stagioni.

La cucina dello chef Marco Crippa

Alla guida della cucina c'è Marco Crippa, chef con esperienze internazionali tra Stati Uniti, Trussardi alla Scala e il ristorante stellato Nublo in Spagna. La sua cucina guarda avanti senza perdere il dialogo con la tradizione: privilegia il vegetale, la stagionalità, la precisione del gesto e una ricerca continua sull'identità del territorio. La tecnica non viene mai usata come esibizione, ma come strumento per rendere gli ingredienti più nitidi, profondi e memorabili.

I percorsi degustazione e il rispetto degli animali

Accanto a una carta essenziale e misurata, gli ospiti possono scegliere tra tre percorsi degustazione, costruiti con ritmi e profondità diverse. Ogni esperienza può essere accompagnata dagli abbinamenti con i vini Sequerciani e da una selezione di produttori locali scelti per affinità di visione, autenticità e rispetto della terra. Ed è proprio in cucina che si concretizza ciò che può fare di Sequerciani un modello guida per tutta la Maremma. "Tutto ciò che proponiamo qui viene dalla terra che coltiviamo - spiega il 47enne chef bergamasco - per cui i piatti che preparo sono a base di erbe che raccogliamo a Sequerciani. Abbiamo poi aziende che lavorano con noi, piccoli produttori della zona. Per le carni o il pesce abbiamo delle piccole aziende affiliate, ma anche per loro vale il discorso etico di base: devono trattare gli animali con rispetto e amore. Inoltre non proporrò piatti troppo popolari perché dove c'è grande richiesta, inevitabilmente c'è un'accelerazione della produzione a discapito della salute e del benessere degli animali". È proprio lo chef a sintetizzare la filosofia e il destino di Sequerciani: "Cerchiamo di creare un distretto in Maremma che offra tutto e sia autosufficiente, biodinamico, rispettoso dell'ambiente e degli animali".

Il design del ristorante e la gestione di Fabio Rossi

E in quest'ottica lo stesso ristorante si presenta come un esempio concreto del progetto: impatto visivo quasi nullo (in simbiosi con la natura, con vetrate che abbattono quasi le barriere tra l'interno e l'esterno), arredamento e design interni accuratissimi, dai lampadari alle decorazioni alle suppellettili. In questo la gestione e la cura del ristorante è affidata al manager e sommelier Fabio Rossi che dopo l'esperienza in Spagna è approdato e ha sposato l'idea di Ruedi Gerber.

Il recupero della tenuta e della villa

Nulla a Sequerciani è lasciato al caso. Dalla villa iniziale acquistata da Ruedi Gerber ha preso vita un progetto per molti versi clamoroso. Per una volta l'uomo è diventato il miglior alleato della natura. Prima che l'attuale proprietario acquistasse e riunisse i terreni nei primi anni '90 per fondare l'azienda agricola biodinamica, la tenuta storica e la villa appartenevano al marchese Barabesi Bourbon di Petrella. Quando Gerber arrivò a Tatti, la proprietà originaria si presentava come un vecchio podere in gran parte abbandonato, incolto e circondato da terreni vergini. Il regista ne ha curato il totale recupero architettonico e agricolo, trasformandolo nell'attuale complesso d'eccellenza.

L'albergo diffuso e la Fattoria di Tatti

La villa è stata restaurata e adattata dal regista a sua dimora, mentre le stalle e altre costruzioni della tenuta sono diventati case per ospitare turisti e visitatori (tra cui due per gli artisti che vengono invitati a Sequerciani): una sorta di 'albergo diffuso' che si estende tra vigne, colline e il borgo medievale di Tatti dove Gerber ha adattato lo storico Palazzo Gramsci a bed and breakfast e dove, nella primavera del 2027, aprirà la Fattoria di Tatti con lo scopo di offrire ai turisti un'esperienza condivisa con la natura e gli abitanti del borgo (i tatterini).

Le origini dell'azienda biodinamica e le coltivazioni autoctone

L'unicità di Sequerciani, però, è nella filosofia che Ruedi Gerber ha portato e sposato fin dall'inizio. Fin da quando ha avviato la coltivazione delle viti. Per poter avere il permesso di costruire una piscina Gerber doveva trasformare la sua tenuta in agriturismo. Per cui piantò delle viti su due ettari di campi.

Sarebbe stato sufficiente per avere il permesso. Ma Ruedi è svizzero ed è cresciuto con l'idea che bisogna essere seri e non fare i furbi. Così decise di far diventare davvero agriturismo la sua tenuta, Sequerciani (chiamata così perché in passato c'erano sei querce). E da lì la scelta di creare un'azienda biodinamica, di riportare nei campi coltivazioni autoctone, anche di specie in via di estinzione. Di tentare esperimenti per recuperare sapori e tradizioni della Maremma. E così la decisione di piantare filari di uva locale e di fare vino con varietà usate spesso per tagliare altre uve più pregiate (come il Pugnitello o il Foglia tonda), di recuperare una varietà di frumento, i Grani antichi, di piantare varietà di ortaggi rari (cipolla bianca maremmana, aglio rosso, pomodoro canestrino toscano oltre a cece rosso di Maremma).

La Fondazione Sequerciani Arte Terra Clima

In un luogo dove la terra modella l'architettura e l'architettura modella l'ospitalità, l'arte emerge naturalmente - non come ornamento, ma come ricerca. Sequerciani offre palcoscenici liberi e naturali dove sviluppare la creatività in tutte le arti e dare spazio all'espressione individuale e allo scambio di idee. La sinergia tra agricoltura e arte contemporanea trova espressione nella Fondazione Sequerciani Arte Terra Clima, fondata nel 2021 da Ruedi Gerber che ha nominato Marianne Burki e Li Zhenhua - curatori internazionali noti come il duo Burki & Li - direttori artistici del progetto, con il compito di invitare artisti a Sequerciani dando vita al progetto Sequerciani Arte Clima

Le residenze artistiche e il rapporto con il territorio

Alla base del progetto vi è la convinzione che una maggiore conoscenza della natura e del territorio generi nuove prospettive di cura e responsabilità. Per questo, gli artisti vengono invitati a soggiornare più volte a Sequerciani, sviluppando relazioni profonde con l'ambiente e con le persone che lavorano nella tenuta. Collaborano con studiosi, scienziati e comunità locali. Le residenze rappresentano un elemento centrale di Sequerciani Arte Clima. Gli artisti vengono selezionati dai direttori artistici per la loro pratica basata sulla ricerca e per il loro impegno individuale nei confronti delle tematiche ambientali.

Le opere permanenti e su commissione

Oltre alle opere sviluppate durante le residenze - alcune delle quali restano permanentemente in situ - vengono realizzate anche opere su commissione. In collaborazione con Ruedi Gerber, i curatori selezionano artisti per la creazione di lavori destinati a contesti specifici, architettonici o naturali. Gli artisti ospiti possono inoltre proporre opere destinate a diventare permanenti.

Le souffle de Sequerciani di Alexandre Joly

Tra queste particolarmente affascinante e significativa, anche dal punto di vista simbolico, l'opera del 2024 dell'artista e musicista francese Alexandre Joly, 'Le souffle de Sequerciani' (Il respiro di Sequerciani). Sotto un gazebo appesa al centro c'è una pietra di 750 chili estratta dal sottosuolo del Podere sorretta da corde di pianoforte che vibrano e i suoni vengono amplificati da 16 casse di risonanza offrendo un'esperienza che fonde contemplazione ed esperienza sensoriale. L'installazione celebra la poesia del luogo, la musica sospesa delle corde e invita a percepire la connessione tra paesaggio, vento e vibrazioni sottili.

 

 

 

 

 

 

 

 

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