AGI - La sfida energetica dell'Italia è quella di diventare sempre più autosufficiente puntando su rinnovabili e nucleare. Lo ha detto all'AGI il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, alla conferenza per i 20 anni di Confindustria Energia. "Diciamo che si celebrano i 20 anni e si celebrano in un momento dove ci si rende conto che l'energia è diventata il veicolo dello sviluppo. Lo era certamente nel secolo scorso, ma il secolo scorso è stato anche quello della grande industrializzazione. Oggi siamo in un momento dove l'elettrificazione, anche a seguito del dovere di decarbonizzazione, è un veicolo di cambiamento che però sta mettendo in luce come il nostro Paese sia purtroppo molto dipendente dall'estero. E l'essere molto dipendente dall'estero significa anche subirne le conseguenze, come stiamo subendo in questo momento a seguito dei due conflitti che abbiamo alle porte", ha sottolineato.
Per essere competitivi come sistema Paese è importante "avere la quantità di energia necessaria. La sfida è quella di essere più sicuri, più autosufficienti, quindi di implementare le rinnovabili e poi nella prospettiva del prossimo decennio arrivare al nucleare".
Pichetto Fratin: "L'Europa deve considerare le diverse esigenze energetiche"
"L'Europa in questo momento deve rendersi conto che abbiamo tante esigenze diverse nei vari Paesi europei. Ci sono realtà come i Paesi del Nord che non hanno, per una ragione di modello produttivo, di numero di abitanti e quindi di consumatori, le esigenze che hanno i grandi Paesi del Sud Europa come l'Italia o comunque della parte continentale come la Germania, che sono grandi realtà manifatturiere dove la domanda di energia e normalmente la disponibilità non sempre riescono a pareggiare", ha proseguito.
Il ministro si è poi soffermato sul price cap ai carburanti. "L'estensione di questo impegno volontario fino a fine anno sui carburanti è molto positiva", ha evidenziato Pichetto. "Chiaramente il fatto che Eni abbia assunto l'iniziativa e poi sia stata seguita da tutte le grandi compagnie è un dato d'aiuto rilevante. Certo non è la soluzione. La soluzione non sta nelle disponibilità di bilancio perché non abbiamo un bilancio dello Stato in grado di andare a sopperire a quello che è un fenomeno di cui subiamo le conseguenze internazionali".


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