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Piantedosi dà mandato a un legale per il caso di Claudia Conte - Fast.it

Piantedosi dà mandato a un legale per il caso di Claudia Conte

7 ore fa 2

AGI - Il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, ha dato mandato a un legale per tutelarsi contro chi a qualsiasi titolo ipotizza favoritismiconcessioni di incarichi, interessamenti a vantaggio di Claudia Conte, la giornalista che in una intervista al sito Money.it ha parlato di una loro relazione. Il day after lo scoppio del caso, dal Viminale non arriva alcun commento ufficiale, solo la conferma che il ministro continua regolarmente il suo lavoro.

"Non mi sembra che Piantedosi abbia nulla da nascondere e comune fa benissimo il ministro. E, poi, ciascuno ha la sua vita privata e fa quello che vuole. In questo momento ci sono problemi più seri rispetto quello di capire chi vuole bene a chi". Così Giovanni Donzelli, deputato e responsabile organizzazione di Fratelli d'Italia, sul 'caso Piantedosi' scoppiato dopo le rivelazioni della giornalista Claudia Conte. Avvicinato dai cronisti in piazza Montecitorio Donzelli esclude categoricamente una possibile riedizione del caso dell'ex ministro

La richiesta di chiarimento del Partito Democratico

"Non bastano le voci filtrate da Palazzo Chigi né le uscite dei partiti di maggioranza: serve un chiarimento da parte del ministro Piantedosi, la cui trasparenza è parte integrante della sua funzione. Il suo ruolo di ministro dell'Interno richiede comportamenti specchiati, senza limitazioni legate a questioni personali o rischi di ricatto". Lo afferma la deputata e responsabile giustizia del Partito DemocraticoDebora Serracchiani.

Trasparenza e credibilità del ruolo

"Non entriamo nelle questioni private, ma il ministro deve chiarire ogni elemento pubblico, a partire dagli incarichi legati a enti pubbliciaziende controllate dallo Stato e ruoli in Rai, che secondo quanto riportato dalla stampa sembrerebbero collegati alla relazione. Se confermato, sarebbe grave. Prima di ogni giudizio, serve trasparenza: non vorremmo che questa situazione comprometta l'autonomia e la serenità necessaria all'esercizio della sua funzione o, peggio ancora, renda il ministro ricattabilePiantedosi non può trincerarsi nel silenzio: ne va della credibilità del suo ruolo e delle istituzioni", conclude. che - rammenta - "era vittima di questa situazione" tanto che alla fine, dice, "fu indagata la Boccia".
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