AGI - Di fronte all'impennata dei prezzi e alle interruzioni delle forniture di petrolio e gas, i paesi asiatici fortemente dipendenti dai combustibili fossili provenienti dal Golfo, teatro della guerra, si stanno muovendo per proteggere i propri mercati interni. Ecco alcune delle misure prese in considerazione per limitare l'impatto della guerra:
COREA DEL SUD - Il presidente Lee Jae Myung ha dichiarato che la potenza manifatturiera, ottavo consumatore mondiale di petrolio greggio, sta valutando l'introduzione di un tetto massimo ai prezzi dei carburanti per alleviare la pressione sull'approvvigionamento energetico del Paese. "Dobbiamo introdurre rapidamente e attuare con determinazione un sistema di tetto massimo per i prodotti petroliferi che hanno recentemente subito aumenti di prezzo eccessivi", ha dichiarato. Il Paese intanto si è già assicurato la "consegna di emergenza" di quattro milioni di barili di greggio dai porti degli Emirati Arabi Uniti.
Vietnam: riduzione delle aliquote fiscali
Il governo di Hanoi ha preparato un progetto di decreto che ridurrebbe a zero le aliquote fiscali sulle importazioni di alcuni prodotti petroliferi nel tentativo di "stabilizzare il mercato interno". In base al decreto, le attuali tariffe del 10% sulla benzina senza piombo e del 7% sul diesel, sul carburante per aerei e sul cherosene sarebbero temporaneamente eliminate.
Giappone: attingere alle riserve nazionali
Secondo l'agenzia di stampa Kyodo, Tokyo sta valutando la possibilità di attingere alle riserve nazionali di petrolio per proteggersi da possibili interruzioni prolungate dell'approvvigionamento, una misura richiesta dalle raffinerie del Paese. Il governo ha dichiarato la scorsa settimana che il Giappone dispone di scorte pari a 254 giorni di consumo di petrolio greggio, comprese le riserve detenute dal settore privato, e a tre settimane di consumo di gas naturale liquefatto (GNL).
Filippine: settimana lavorativa di quattro giorni e riduzione dei consumi
Dipartimenti governativi hanno iniziato ad adottare una settimana lavorativa di quattro giorni. Il presidente Ferdinand Marcos ha inoltre ordinato a tutte le agenzie governative di ridurre il consumo di carburante ed elettricità dal 10 al 20%, mentre la polizia ha messo in guardia contro l'accaparramento, dato che in alcune stazioni di servizio si sono formate code.
India: importazioni di petrolio russo e scorte abbondanti
Il gigante asiatico ha portato avanti le importazioni di petrolio russo, dopo che gli Stati Uniti hanno concesso una deroga temporanea che permette a Nuova Delhi di acquistare il petrolio di Mosca se attualmente bloccato in mare. Una fonte del governo indiano, tuttavia, riferisce AFP, ha affermato che New Delhi non ha bisogno del permesso di nessun paese per acquistare il carburante dalla Russia, il suo principale fornitore di greggio. La fonte ha anche affermato che l'India dispone di "scorte abbondanti" con oltre 250 milioni di barili di greggio e prodotti petroliferi per "far fronte a interruzioni a breve termine".
Taiwan: compensare la mancanza di GNL
Taiwan Paese dominato dall'industria tecnologica e fortemente dipendente dalle importazioni di idrocarburi, si sta muovendo rapidamente per compensare la mancanza di GNL dal Qatar. "Dobbiamo organizzare la fornitura di circa 22 spedizioni di GNL per marzo e aprile", ha dichiarato il ministro degli Affari economici Kung Ming-hsin, sottolineando che 20 di queste spedizioni sono già state garantite. Il governo sta inoltre cercando di mantenere i prezzi "il più stabili possibile" per i consumatori attraverso "una formula di determinazione del prezzo del carburante" che tenga conto dei mercati vicini.
Cina: sospensione delle esportazioni per esigenze interne
Secondo Bloomberg la seconda economia mondiale, ha chiesto alle sue principali raffinerie di sospendere le esportazioni di diesel e benzina per dare priorità alle esigenze interne. Secondo la società di analisi Kpler, nel 2025 il Medio Oriente rappresentava circa il 57% delle importazioni dirette di greggio della Cina trasportate via mare.
Indonesia: aumento dei prezzi del carburante e limiti ai sussidi
Il Paese, sotto pressione a causa di una politica fiscale che preoccupa i mercati, ha avvertito dei limiti del suo margine di manovra. "Non c'è altra soluzione che condividere... l'onere con la popolazione", ha dichiarato il ministro delle Finanze Purbaya Yudhi Sadewa. "Ciò significa che i prezzi del carburante dovranno aumentare e che il bilancio non potrà più sostenere" l'aumento dei sussidi energetici.
Cambogia: prezzi al dettaglio più elevati
Il ministero del Commercio ha fissato prezzi al dettaglio più elevati per il carburante per un periodo di tre giorni fino a martedì, sottolineando che l'aumento è dovuto al picco dei prezzi globali del petrolio. Il Paese del Sud-Est asiatico, che dipende completamente dal diesel e dal petrolio importati per il proprio fabbisogno di carburante, dispone di riserve sufficienti per circa tre settimane.
Myanmar: razionamento del carburante
Da sabato, il governo militare del Myanmar ha applicato norme per razionare il carburante, imponendo a metà dei veicoli privati di restare fuori, con un criterio di rotazione a seconda del numero di targa. I giornalisti dell'AFP a Yangon hanno visto code fuori alcune stazioni di servizio e restrizioni sulla quantità di carburante venduta a ciascun automobilista, ma finora la giunta ha consentito solo modesti aumenti di prezzo.
Thailandia: forniture assicurate e sospensione delle esportazioni
Bangkok ha dichiarato di aver assicurato due mesi di forniture di petrolio, ma di aver sospeso le esportazioni per conservare le proprie scorte. Il governo ha anche fissato il prezzo del diesel a poco meno di 30 baht (0,94 dollari) al litro per un periodo di 15 giorni.








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