Perché nuotare in acque libere moltiplica il rischio di infezioni

2 ore fa 7

AGI - Chi pratica il wild swimming o nuota in fiumi e laghi corre un rischio significativamente maggiore di contrarre infezioni gastrointestinali e di sviluppare irritazioni cutanee rispetto a chi resta a riva.

A scoprirlo è il più ampio studio controllato mai realizzato sul tema, condotto da un team di ricercatori della University of East Anglia (UEA). La ricerca, guidata da Paul Hunter dell’ateneo britannico, ha coinvolto 2.368 partecipanti e ha rivelato che i nuotatori presentano una probabilità più che doppia di registrare problemi alla pelle (come sfoghi cutanei o prurito) rispetto ai non nuotatori (2,7% contro 1,3%).

Rischi gastrointestinali e contaminazione

Inoltre, sebbene il semplice contatto con l’acqua non aumenti di per sé il rischio di disturbi di stomaco, questo sale sensibilmente in presenza di alte concentrazioni di Escherichia coli e di altri marcatori di contaminazione fecale.

Le linee guida dell’Oms

I risultati mettono in discussione la scelta dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) di rimuovere l’E. coli dalle linee guida per il monitoraggio delle acque dolci balneabili a favore dei soli enterococchi. “Ciò che abbiamo scoperto — spiega Hunter — è che gli enterococchi non mostrano una correlazione con l’aumento dei rischi, mentre l’E. coli sì. C’è una forte motivazione scientifica per reinserire l’E. coli negli standard di sicurezza delle acque dolci”.

Le possibili cause dei problemi alla pelle

Per quanto riguarda i problemi alla pelle, lo studio precisa che non sono risultati direttamente collegati ai batteri fecali, ipotizzando che possano essere causati da alghe o parassiti presenti negli ecosistemi fluviali e lacustri. Gli esperti sottolineano l’importanza di questi dati di fronte al crescente boom del nuoto all’aperto a livello globale.

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