Perché i prodotti profumati per la pulizia possono essere un pericolo per i nostri polmoni

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AGI - I prodotti profumati per la pulizia reagiscono con l'ozono dell'aria, formando in pochi minuti miliardi di nanoparticelle ultrafini capaci di penetrare in profondità nei polmoni, con un'esposizione respiratoria simile o superiore a quella di una strada trafficata. Questo, almeno, è quanto emerge da uno studio, presentato durante l'incontro autunnale dell'American Chemical Society (ACS), condotto dagli scienziati della Purdue University. Il team, guidato da Brandon BoorNusrat Jung ed Ernest Blatchley, ha utilizzato un ambiente di laboratorio controllato, simulando attività quotidiane di pulizia.

Stando a quanto emerge dall'indagine, i terpeni, composti organici naturali responsabili del profumo, dell'aroma e del sapore di molte piante e fiori, evaporano velocemente e reagiscono con l'ozono presente nell'aria. Questo processo, che in natura genera le nuvole nelle foreste, può avvenire in modo molto più veloce e a concentrazioni più elevate se si verifica in un ambiente chiuso.

Le particelle generate

Secondo le stime del gruppo di ricerca, le reazioni possono formare delle particelle di diametro compreso tra uno e 30 nanometri, che sfuggono ai sensori domestici e possono entrare nel sangue. L'uso simultaneo di lampade disinfettanti far-UV accelera drasticamente il processo.

I risultati dello studio

I risultati, commentano gli scienziati, evidenziano che le reazioni dell'ozono con i profumi dei detergenti producono nanoparticelle con una dose respiratoria paragonabile o superiore a quella lungo una strada trafficata.

I consigli degli esperti

"L'aria pulita - afferma Boor - non dovrebbe emanare odori particolarmente aromatici. Consigliamo di scegliere prodotti senza profumi, ventilare bene le stanze ed evitare l'uso di lampade UV per tutelare la salute delle vie respiratorie".

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