Pensioni a 64 anni per 180mila: la proposta della Lega nella Manovra

1 ora fa 4

AGI - La Lega rilancia la proposta di un anticipo pensionistico a 64 anni, per una platea di 180mila persone, come una delle misure centrali della prossima legge di bilancio.

Una proposta da inquadrare, secondo il vicepremier Matteo Salvini, in un "superamento" della legge Fornero che regola il sistema previdenziale. La norma costerebbe circa 5 miliardi per il prossimo triennio.

Le precisazioni di Durigon e lo scontro sul TFR

Le opposizioni replicano: non bisogna toccare il Tfr per consentire uno scivolo pensionistico. Dal 2027 sarebbe scattato un aumento dell'età pensionabile a 67 anni e tre mesi, "due li abbiamo sterilizzati" con l'ultima manovra, "adesso stiamo lavorando addirittura per fare uscire prima la gente, avendo la possibilità di fare 64 anni. Non c'entra niente il TFR, per rispondere a qualcuno che fa demagogia su questo. Credo invece sia una grande norma che la Lega vuole a tutti i costi portare avanti nella prossima manovra", spiega il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon. La misura sperimentale per tre anni, specifica, richiederebbe un impegno di spesa in manovra "intorno ai 5 miliardi per fare uscire a 64 con un anticipo, un canale che coinvolge circa 180.000 persone, che potrebbero andare in pensione in modo facoltativo, non sarebbe obbligatorio".

La replica del Movimento 5 Stelle

La replica del M5S: "Il Tfr non è il bancomat del Governo. È salario differito: soldi guadagnati dai lavoratori nel corso della loro carriera e messi da parte. Utilizzarlo per permettere anche a chi è nel sistema misto di andare in pensione a 64 anni, con il ricalcolo contributivo dell'assegno, non è flessibilità ma una scelta che scarica il costo dell'operazione sugli stessi lavoratori".

Le priorità della legge di bilancio e il nodo risorse

Il dibattito sulla legge di bilancio, in arrivo nelle prossime settimane, entra nel vivo e si concentra su tre punti: riduzione della pressione fiscale per il ceto medio-basso, crescita dei salari (a partire da quelli dei più giovani) e pensioni. Le forze politiche di maggioranza stanno fissando le loro priorità, ma il nodo principale resta quello di definire le risorse a disposizione in un contesto geopolitico caratterizzato da tensioni internazionali che hanno portato al rialzo i prezzi dell'energia portando a una nuova crescita dei prezzi al consumo. Complesso al momento quantificare i fondi disponibili, l'auspicio delle forze di maggioranza sarebbe quello di una manovra espansiva da 30 miliardi.

Attesa per i dati Istat e la flessibilità sui fondi

Un primo appuntamento chiave è fissato al 22 settembre quando l'Istat certificherà il dato finale sul deficit/Pil per il 2025: un risultato inferiore al 3% porterebbe all'uscita dalla procedura UE di infrazione aperta nel 2024, liberando delle possibili risorse da spendere in manovra, in caso contrario, la coperta sarà più corta. Un aiuto potrebbe arrivare dalle risorse ottenute dal governo con la flessibilità sulle spese per l'energia deliberate a partire dal 28 febbraio, ovvero dall'avvio del conflitto tra Stati Uniti e Iran, ma non saranno ammesse quelle per il taglio delle accise sui carburanti.

Le altre misure sul tavolo: fisco, giovani e bollo auto

Il provvedimento cardine potrebbe essere ancora una volta il taglio del cuneo fiscale con l'aliquota al 33% per i redditi fino a 60 mila euro. Forza Italia spinge per arrivare alla detassazione delle tredicesime. Sia gli azzurri sia la Lega domandano anche un ritocco al rialzo delle pensioni minime. Mentre il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti propone una sorta di flat tax al 5% sugli stipendi dei giovani per agevolare la crescita delle loro prime buste paga.

La legge di bilancio sarà chiamata anche a trovare i fondi per rendere strutturale il taglio del bollo per auto e moto fino agli 80 kW, varato ieri con un decreto approvato dal Cdm per il solo 2027. La misura richiede di ripianare alle regioni 2,3 miliardi di mancato introito fiscale legato al pagamento del bollo.

Ipotesi di estensione per le famiglie numerose

Non mancano le proposte per ampliare il provvedimento. "Sicuramente proporrò di allargare la misura, per le famiglie numerose quelle con più di tre figli, magari aumentando un po' i kilowatt per queste categorie, avendo macchine con 6/7 posti, però non penso si aumenterà di molto. Vedremo assieme al Mef, però ho visto che queste auto, questi monovolume, hanno più o meno 150 kW, però riguarderà solo le famiglie con più di tre figli", afferma il presidente della Commissione Finanze della Camera, Marco Osnato di FdI.

Leggi l'intero articolo