Paracetamolo in gravidanza, nessun rischio di autismo o di ADHD

7 ore fa 1

AGI - L’assunzione di paracetamolo durante la gravidanza non è associata a un rischio più elevato di autismo, disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD) o disabilità intellettiva nella prole. A confermarlo è uno studio, pubblicato sulla rivista The Lancet Obstetrics, Gynaecology, & Women’s Health, condotto dagli scienziati dell’Università di Chieti, dell’Università di Ferrara, dell’Università di Liverpool e dell’Università di Oslo.

Il team, guidato da Francesco D’Antonio e Maria Elena Flacco, ha esaminato 43 lavori precedenti, e gli autori hanno considerato solo analisi più ampie e metodologicamente più rigorose. Nel settembre 2025, spiegano gli esperti, l’amministrazione statunitense ha dichiarato che l’assunzione di paracetamolo durante la gravidanza potrebbe aumentare il rischio di disturbi dello sviluppo cognitivo nei bambini.

Contesto e nuova revisione sistematica

Precedenti meta-analisi avevano evidenziato leggere associazioni tra i due fattori, ma spesso queste indagini si basavano su studi soggetti a bias. La nuova revisione sistematica dimostra che il paracetamolo assunto durante la gestazione non è correlato ad autismo, ADHD o disabilità intellettiva.

Metodologia e valutazione della qualità

Gli autori hanno considerato le principali banche dati mediche come MEDLINE, Embase e Cochrane Library, esaminando pubblicazioni uscite fino a settembre 2025. La qualità dei lavori è stata valutata utilizzando lo strumento QUIPS (Quality In Prognosis Studies).

Fattori confondenti e sicurezza

I ricercatori sottolineano che le associazioni precedentemente segnalate tra paracetamolo durante la gravidanza e autismo, ADHD o disabilità intellettive potrebbero essere dovute ad altri fattori materni, come dolore latente, disagio, febbre o predisposizione genetica, piuttosto che a un effetto diretto del paracetamolo. “Questo lavoro – scrivono gli scienziati – supporta la sicurezza del paracetamolo, se utilizzato in modo appropriato durante la gravidanza, e rafforzano le indicazioni degli enti regolatori e professionali”.

Ricerca futura

La ricerca futura, commentano gli autori, dovrebbe concentrarsi sul miglioramento della misurazione relativa all’esposizione al paracetamolo, sulla standardizzazione delle definizioni degli esiti e sull’integrazione di disegni di studio meccanicistici e basati sulla famiglia per chiarire eventuali incertezze residue.

Leggi l'intero articolo