AGI - Sono stati 3.026 i visitatori che tra sabato 4 aprile e lunedì dell'Angelo hanno varcato l'ingresso del Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria; 47.500 sono state quelle richiamate dalla mostra su Gianni Versace dalla sua inaugurazione, avvenuta il 18 dicembre scorso per gli 80 anni dalla morte del grande stilista reggino e prorogata al 3 maggio prossimo dato il grande successo riscosso.
Il museo nazionale della MArRC programma il suo futuro partendo da dati che testimoniano l'interesse crescente per un sito ricco di reperti e storia, specchio delle radici magnogreche della città e della regione.
Il museo: storia, architettura e collezioni
Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria si affaccia su Piazza De Nava, nel centro cittadino, e sul lungomare, offrendo una vista panoramica sullo Stretto di Messina. L'edificio che lo ospita è un'opera dell'architetto Marcello Piacentini, realizzata negli anni '30 del XX secolo. Si tratta di uno dei primi edifici in Italia progettati specificamente per l'esposizione museale, caratterizzato da un design moderno che integra elementi funzionali ed estetici.
Custodisce una vasta collezione di reperti che testimoniano la ricca storia della Calabria dall'età preistorica all'epoca romana. Tra i pezzi più celebri spiccano i Bronzi di Riace, due statue bronzee del V secolo a.C., ritrovate nel mare Jonio dal sub dilettante Stefano Mariottini nel 1972, considerate capolavori dell'arte greca classica e attribuite alla scuola di Fidia, ma anche la Testa del filosofo, altra opera bronzea di probabile provenienza magnogreca risalente alla seconda metà del V secolo a.C, ritrovata nel 1969 in un relitto trovato in mare davanti alla spiaggia di Porticello, nei pressi di Cannitello, frazione a nord di Villa San Giovanni.
I percorsi espositivi e i servizi per il pubblico
Le collezioni si trovano su cinque livelli espositivi, ciascuno dedicato a specifiche epoche e tematiche:
- il livello A è dedicato alla preistoria e protostoria della Calabria, con reperti che illustrano le prime fasi di insediamento umano nella regione;
- il livello B è focalizzato sull'età arcaica e classica, con particolare attenzione alle colonie greche e alle loro produzioni artistiche;
- il livello C è incentrato sull'età ellenistica, evidenziando l'evoluzione culturale e sociale delle comunità locali;
- il livello D è dedicato all'epoca romana, con reperti che testimoniano la romanizzazione della Calabria e la vita quotidiana nelle città dell'epoca;
- il livello E ospita il lapidario, la necropoli ellenistica e le mostre temporanee offrendo uno sguardo sulle pratiche funerarie e sull'architettura sepolcrale.
Il museo offre una serie di servizi per i visitatori, tra cui visite guidate in italiano e inglese, laboratori didattici, una biblioteca specializzata e spazi per esposizioni temporanee, ma promuove anche attività di ricerca e pubblicazioni scientifiche, contribuendo attivamente alla diffusione della conoscenza archeologica.
La visione del museo e il piano strategico 2026-2028
La missione del MArRC - secondo la visione del direttore, Fabrizio Sudano - è quella di essere non solo un luogo di esposizione, ma un centro di ricerca, apprendimento e partecipazione attiva. "La pluralità di iniziative, la cura nel rendere ogni esperienza significativa e il dialogo con il territorio testimoniano l’impegno a fare del museo un’istituzione contemporanea, capace di raccontare il passato con lo sguardo rivolto al futuro" dice all'AGI.
Con questo spirito il MArRC ha presentato il piano strategico 2026–2028 che definisce la visione, le priorità e le azioni del museo nel medio periodo, con l’obiettivo di rafforzarne il posizionamento nel sistema museale nazionale e internazionale. Frutto di un percorso partecipato e condiviso, il piano propone un approccio integrato di indirizzo e coordinamento delle politiche culturali, organizzative e gestionali del MArRC nel prossimo triennio.
Un’iniziativa significativa che permette al museo di affermare il proprio ruolo di punto di riferimento internazionale per la storia e la civiltà della Magna Grecia. "Il piano - spiega Sudano - punta a valorizzare questa identità, rendendola sempre più riconoscibile a livello nazionale e internazionale, attraverso mostre, ricerche scientifiche, collaborazioni e progetti europei".
Una strategia condivisa e orientata al futuro
Concepito a circa due anni dall’insediamento di Sudano, il Piano Strategico risponde all’esigenza di dotare il museo di una programmazione strutturata, capace di orientare in modo coerente e sistemico le scelte strategiche, evitando frammentazioni e discontinuità. Il documento integra le diverse progettualità in corso all’interno di una visione unitaria, ponendo le basi per uno sviluppo sostenibile, inclusivo e orientato all’innovazione. Siciliano di Lentini, il direttore del museo reggino ha svolto gran parte della sua attività professionale in Calabria, "una regione - dice - dalle grandissime potenzialità. Il Piano Strategico 2026–2028 rappresenta per il museo uno strumento fondamentale per programmare il futuro con consapevolezza e coerenza”.
Sudano sottolinea che il piano scadrà un anno dopo la fine del suo mandato a Reggio a testimonianza di una visione lungimirante. Il documento “nasce dall’esigenza condivisa di superare interventi frammentari e costruire una visione unitaria, capace di integrare le diverse progettualità e valorizzare appieno il potenziale del MArRC. Si tratta di un percorso che mette al centro le persone, rafforzando l’identità del museo e la sua capacità di dialogare con il territorio, con i pubblici e con le istituzioni, in una prospettiva sempre più aperta e plurale. Vogliamo rafforzare il ruolo del museo come luogo di ricerca, dialogo e sviluppo, aperto alla comunità e proiettato in una dimensione nazionale e internazionale, in grado di affrontare con strumenti adeguati le sfide della digitalizzazione, dell’accessibilità e della sostenibilità”.
Non a caso il percorso di elaborazione del piano è stato caratterizzato da un approccio partecipato, basato sull’ascolto e sul coinvolgimento attivo, oltre che del personale e degli organi collegiali del museo, degli interlocutori istituzionali, culturali, scientifici e sociali, in un processo di co-progettazione che ha consentito di individuare bisogni, priorità e potenzialità strategiche.
Obiettivi e sviluppo del museo nel Mediterraneo
Tra gli obiettivi principali spiccano il consolidamento del ruolo del museo come punto di riferimento per la storia e l’archeologia della Magna Grecia, il rafforzamento del legame con il territorio e con i diversi pubblici, lo sviluppo di un’offerta culturale innovativa e accessibile e il potenziamento della capacità di attrarre risorse economiche e progettuali.
"Particolare attenzione è rivolta al miglioramento della qualità complessiva dell’esperienza museale - sottolinea Sudano - attraverso interventi coordinati su accessibilità fisica, cognitiva e digitale, sulla cura degli spazi e sulla programmazione culturale. In questa prospettiva, la tutela, la conservazione e la digitalizzazione delle collezioni rappresentano un presupposto strategico per una valorizzazione duratura del patrimonio".
Un percorso corale e fortemente condiviso ha visto impegnato un team di lavoro di alto profilo, guidato dallo stesso Sudano e arricchito dalla prefazione al documento del professore Massimo Osanna, direttore generale Musei del ministero della Cultura. Fondamentale il contributo della consulenza scientifica e metodologica del professore Ludovico Solima dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”.
Il piano prevede un approccio dinamico e partecipativo, con obiettivi integrati che mirano a rafforzare il posizionamento del Museo come hub culturale del Mediterraneo, promuovere l’accessibilità e l’inclusività, consolidare i legami con il territorio e i pubblici locali, sviluppare offerte culturali innovative e attrarre risorse economiche e progettuali. “Il Piano Strategico del MArRC è uno strumento fondamentale per orientarne lo sviluppo, chiarire le priorità e rafforzarne il ruolo culturale, scientifico e territoriale”, ha dichiarato Solima.
“Non si tratta - ha aggiunto - di un adempimento formale, ma di un dispositivo di governo che consente al museo di definire obiettivi chiari, valorizzare le proprie risorse e consolidare il rapporto con i pubblici, il territorio e gli stakeholder". Per questo non si è pensato a un'opera statica e definitiva ma a uno strumento dinamico, soggetto a monitoraggio e revisione periodica, in grado di adattarsi ai cambiamenti del contesto e di garantire coerenza tra visione, azioni e risultati.
Eventi futuri e nuove sfide
Per l'attrattività del museo reggino c'è un test immediato: il ponte fra il 25 aprile ed il 1* maggio, preceduto dalla festa di San Giorgio, patrono della città, ma Sudano annuncia un evento importante per gli ultimi mesi dell'anno: "Una mostra internazionale - spiega - che sarà inaugurata a settembre e che speriamo possa protrarsi fino alla fine del 2026. I dati sui visitatori ci soddisfano, perché vanno rapportati ad una realtà che non ha il bacino d'utenza di Firenze o Roma. Per questo ci riteniamo più che soddisfatti e riteniamo questi risultati il frutto dell'attività di promozione che stiamo svolgendo. Noi, comunque, più che sulla quantità, puntiamo sulla qualità del pubblico, sui giovani in particolare".




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