MoonJune Festival arriva in Italia, la quarta edizione sbarca a Teramo con un cast mondiale

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AGI - Un cartellone internazionale di rara potenza, una visione culturale che intreccia venticinque anni di ricerca musicale e un territorio pronto a trasformarsi in una cittadella sonora: il MoonJune Festival torna nel 2026 con la sua quarta edizione e approda per la prima volta in Italia, a Teramo, all’interno di LET’S GET LOST – storia di uomini e di jazz – Summer 2026.

Presentato dall’associazione culturale Music By Eder ETS, il festival si annuncia come uno degli appuntamenti più importanti dell’estate europea, grazie a una programmazione che riunisce giganti della scena internazionale come Soft Machine, Gong, Osanna, Gary Husband, Steve Hillage, David Jackson e molti altri protagonisti di rock, jazz, fusion, avant-rock e progressive. MoonJune porta avanti da un quarto di secolo una filosofia chiara: sostenere una musica che trascende i generi, che vive in un continuum evolutivo capace di esplorare i confini del jazz, del rock, dell’avanguardia, dell’etno e dell’ignoto. Una visione nata dal poliedrico Leonardo Pavkovic, anima della storica etichetta e agenzia di booking newyorkese MoonJune Music, oggi operativa da Toledo e riconosciuta in tutto il mondo per il lavoro con colossi della musica contemporanea.

 

 

Dopo le edizioni di Jaca 2022, Toledo 2023 e Guadamur 2024, il festival arriva in Italia grazie all’impegno dell’associazione Music By Eder, guidata da Emiliano Di Serafino (Eder), realtà attivissima nel territorio teramano. Dal 22 al 25 luglio 2026, Teramo diventerà un polo internazionale di musica e cultura, con concerti, tavole rotonde, percorsi esperienziali dedicati alla scoperta del territorio, tra enogastronomia, natura e storia, grazie alla collaborazione delle istituzioni e all’arrivo di un pubblico internazionale che segue da anni gli eventi MoonJune.

Il programma delle prime giornate: dal welcome party agli Osanna

L’apertura è prevista per mercoledì 22 luglio in Piazza Sant’Anna con un welcome party a ingresso libero: una festa di benvenuto animata da una jam session che coinvolgerà gli artisti del festival. Il giorno successivo, giovedì 23 luglio, segna il vero battesimo della rassegna con una tavola rotonda al Castello della Monica dedicata ai 25 anni di MoonJune Music, seguita dal concerto di Vittorino Curci con Luca Calabrese e Boris Savoldelli, un incontro fuori dagli schemi tra musica e poesia. Nel pomeriggio, Largo Melatino ospita la fisarmonica di Danilo Di Paolonicola alle prese con Charlie Parker e il duetto folgorante tra Dewa Budjana e Nicolas Meier. La serata in Piazza Sant’Anna propone tre concerti di altissimo livello: Markus Reuter con il progetto TRUCE, la MoonJune All Star Band guidata da Beledo, e il gran finale con gli Osanna insieme al sax di David Jackson, in un concerto creato appositamente per il festival.

 

 

Il venerdì nel segno dei Soft Machine e di Steve Hillage

Venerdì 24 luglio si apre con una round-table dedicata ai 60 anni dei Soft Machine, seguita da una performance speciale di Beppe Crovella e Michel Delville. Largo Melatino ospita poi i venezuelani Oswaldo Gomez e Heidy Balza, e il Fractal Trio del visionario Stephan Thelen con Fabio Anile e Anthony Garone. La serata in Piazza Sant’Anna è un crescendo: prima l’esclusiva MoonJune con Steve Hillage e Miquette Giraudy dedicata a Rainbow Dome Musick (1979), poi la performance solista del polistrumentista Gary Husband, e infine il concerto dei Soft Machine nella loro ultima formazione, con Husband ospite insieme a John Etheridge, Theo Travis, Freddy Baker e Asaf Sirkis.

Il gran finale del sabato e i MoonJune Awards

L’ultima giornata, sabato 25 luglio, è un susseguirsi di esclusive. Alle 11.00 vengono consegnati i MoonJune Awards a John Etheridge, Lino Vairetti, Markus Reuter e Asaf Sirkis, preceduti dall’apparizione – la prima in Italia dai tempi dei Gentle Giant – del loro fondatore Derek Shulman, che presenterà il libro Giant Steps: My Improbable Journey from Stage Lights to Executive Heights. Il preserale in Piazza Orsini vede protagonista il chicano Gustavo Cerqueiras Tierra Mia, seguito dalla band dell’olandese/americano Anton Roolaart con Beledo. Il gran finale in Piazza Sant’Anna è affidato al flamenco jazz di Diego Amador e a un evento clamoroso: Steve Hillage salirà sul palco con i Gong per un concerto destinato a diventare memorabile.

 

 

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