Meloni frena sul voto anticipato: "Surreale questo dibattito"

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AGI - Incassa la riforma della legge elettorale, "una riforma fatta per l'Italia" e rinvia ogni soluzione su quando andare a votare. "Surreale questo dibattito", afferma Giorgia Meloni arrivando ad Ascoli per presenziare alla cerimonia di inaugurazione del restauro di Palazzo Saladini Pilastri, un palazzo al centro della città di quasi cento stanze con un immenso giardino.

Il capo dell'esecutivo, tra il taglio del nastro e il bagno di folla per la prima uscita dopo l'ok allo 'Stabilicum', si avvicina alle telecamere. "Io penso a lavorare", dice, "lascio ad altri queste alchimie".

Le priorità del governo e l'ipotesi del voto in primavera

Per la presidente del Consiglio la priorità è ora la legge di bilancio, la battaglia in Europa sulla flessibilità, le politiche sull'energia. La decisione, dunque, è 'congelare' la data delle urne, anche - spiega un 'big' di FdI - per non dare alcun vantaggio al centrosinistra impegnato nel dibattito sulle primarie e sulla definizione del programma.

È evidente che il partito di via della Scrofa punterebbe alle urne in primavera, "votare a giugno - afferma il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari - consentirebbe di tornare alla normalità del ciclo elettorale e permetterebbe al nuovo governo di fare la legge di bilancio con un minimo di serenità", votare in autunno, invece, "vorrebbe dire ripetere quello che questo governo si è trovato a dover fare nel 2022, con la prima manovra scritta in pochissimi giorni e senza dare al Parlamento i tempi consueti per valutarla".

È un 'timing', quello del voto anticipato, già prefigurato da diversi dirigenti di Fratelli d'Italia, a partire dal capogruppo al Senato, Lucio Malan. Ma FI e Lega continuano a frenare.

Tajani e Lega contrari alle elezioni anticipate

"Votare a giugno? E perché? Fazzolari giustamente ha le sue idee, io credo che si debba votare a fine legislatura, l'opinione di Forza Italia è questa", taglia corto il vicepremier e leader azzurro Antonio Tajani. Anche la Lega è contraria a urne vicine e soprattutto alla possibilità di accorpare le Politiche con le amministrative.

Meloni difende lo Stabilicum: «Più potere ai cittadini»

Meloni in ogni caso 'spegne' quelle che considera speculazioni. "Manca ancora un anno alla fine della legislatura", glissa rilanciando la soddisfazione per il via libera alla riforma della legge elettorale. E per la compattezza della maggioranza.

"Ma - aggiunge - sono soprattutto soddisfatta che quando la prossima volta gli italiani andranno a votare potranno scegliere tutto, potranno scegliere il partito, la coalizione e il programma, il candidato premier, il parlamentare dopo oltre 30 anni che per l'elezione del Parlamento questo non era consentito. E quindi è una legge che semplicemente rimette più potere nelle mani dei cittadini, che garantisce la stabilità, una buona cosa".

Le possibili date delle elezioni e l'appello di Vannacci

E mentre cala il sipario sulla legge elettorale targata centrodestra, anche se per le opposizioni non si tratta ancora dell'ultimo atto, in attesa di un pronunciamento della Consulta che si ipotizza possa arrivare prima del ritorno alle urne, nella maggioranza - così come nello schieramento opposto - continua a tenere banco nei capannelli in Transatlantico il tema del voto, con chi azzarda già delle ipotetiche date: domenica 30 maggio oppure il 6 giugno.

Non è sfuggito, in entrambi gli schieramenti, l'invito alla maggioranza rivolto dal vannacciano Ziello in Aula: "Serve il 42% per avere il premio di maggioranza e tutti i sondaggi dicono che il centrodestra senza Vannacci non può ottenere il premio: noi siamo pronti a un dialogo, però serve da parte vostra rispetto, è arrivato il momento di avviare un'interlocuzione seria".

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