AGI - "Centoquaranta morti, l'insopportabile prezzo dell'incidente più grave della nostra navigazione civile". Una "tragedia che poteva e doveva essere evitata e a cui fecero seguito, per altro, disorganizzazione e ritardi nella gestione dei soccorsi". A sottolinearlo, 35 anni dopo il disastro del traghetto Moby Prince, nella rada livornese è il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
"La Repubblica - prosegue il Capo dello Stato - si stringe ai familiari di quanti persero la vita, alla città di Livorno che mai potrà dimenticare il dramma vissuto, ai tanti che nel tempo si sono adoperati per ricostruire fatti e responsabilità, riuscendo a chiarire aspetti a lungo oscuri, anche se purtroppo permangono interrogativi che non hanno ricevuto esaustive risposte".
L'impegno per la sicurezza e la memoria
"Dal ricordo e dalla memoria che facciamo oggi deve rinnovarsi - esorta Mattarella - l'impegno perché simili eventi non possano ripetersi in futuro, alzando l'attenzione sulle norme di prevenzione e sugli standard di sicurezza in mare. Un impegno delle istituzioni e dell'intera comunità", conclude il presidente della Repubblica.






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