Mattarella "La biodiversità è cultura di solidarietà e di pace. Il cibo non sia arma e ber...

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AGI - "Il futuro non può essere azzerato da un presente che si faccia onnivoro". Dal palco di Terra Madre, il Presidente della Repubblica lancia un allarme che abbraccia la cultura del cibo, del territorio, dell'ambiente, ma si allarga a livello globale, ai teatri di guerra alimentati da "volontà di potenza e di dominio, con assoluta noncuranza delle conseguenze devastanti sulle popolazioni, sulle città, sui territori e, ovviamente, sull'ambiente".

La premessa è una assunzione di responsabilità: "La biodiversità è un gigantesco patrimonio che protegge la salute umana, connota l'ambiente, la nostra vita. Un patrimonio che ci interpella". La bussola di Mattarella rimane la Carta Costituzionale, di cui il Presidente è custode. Ne cita l'articolo 9: "la Repubblica tutela l'ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell'interesse delle future generazioni".

 

 

Petrini, Papa Francesco e il cibo usato come arma

Davanti alla platea del Teatro Regio di Torino, il Presidente Mattarella richiama due 'numi tutelari' dell'ambiente e della pace da poco scomparsi: Carlin Petrini e Papa Francesco. "La biodiversità, ripeteva Petrini, è ricerca, incontro; è cultura di solidarietà e di pace. E appare appieno il valore della terra, delle terre, a partire da quelle coltivabili", ricorda Mattarella.

Ma proprio il cibo assieme alle risorse energetiche "sembrano diventate nuovamente arma strategica" e "bersaglio delle scellerate guerre in corso, dirette sempre più contro le popolazioni civili". Parole, quelle del Capo dello Stato, che rievocano le immagini recenti provenienti dal Sudan, dallo Yemen, da Gaza. Terre martoriate dalle bombe e dalla fame che si fa arma.

I numeri dicono che nel dicembre 2023 i palestinesi nella Striscia erano già l'80 per cento della popolazione mondiale esposta alla "fame catastrofica", secondo l'Onu. In Sudan, 25 milioni di civili sono in fuga e le parti combattenti usano il cibo come arma. La sospensione degli aiuti umanitari americani ha portato allo smantellamento dell'80 per cento delle cucine comunitarie, portando due milioni di persone a essere esposte alla totale penuria di cibo. In Yemen, nove anni di guerra hanno fatto della fame una piaga cronica, mentre il ritiro di UsAid ha chiuso il programma per identificarne i focolai più gravi tra i bambini.

L'appello alla mobilitazione: un'alleanza globale per la pace e per la terra

"Riappaiono, nei teatri di guerra, fame e malnutrizione", avverte Mattarella: "Quante risorse oggi vengono bruciate nelle guerre!. Guerre mascherate con ragioni di rivalsa nazionale, in realtà espressione di volontà di potenza e di dominio, con assoluta noncuranza delle conseguenze devastanti sulle popolazioni, sulle città, sui territori e, ovviamente, sull'ambiente".

Un terreno sul quale, per il Capo dello Stato, si incontrano gli insegnamenti di Petrini e Papa Francesco. Un incontro suggellato dall'enciclica Laudato Sì. Mattarella ne cita due passaggi: "L'ambiente umano e l'ambiente naturale si degradano insieme" e "non potremo affrontare adeguatamente il degrado ambientale se non prestiamo attenzione alle cause che hanno attinenza con il degrado umano e sociale. Di fatto, il deterioramento dell'ambiente e quello della società colpiscono in special modo i più deboli del pianeta". Temi che ispirano profonda Terra Madre.

 

 

"Arcigola, Slowfood, Salone del Gusto, Terramadre, sono altrettante pagine di un libro che ha saputo unire tradizione e creatività, come rispetto, conoscenza, riscoperta e attualizzazione delle radici", è il riconoscimento del Presidente della Repubblica, prima di un monito e un appello che suona come una 'chiamata alla mobilitazione': "Il futuro non può essere azzerato da un presente che si faccia onnivoro".

Quindi, "siamo chiamati, coltivatori, allevatori, pescatori, cuochi, gastronomi, consumatori, a una grande alleanza, a una comunità del cibo che, insieme, ci veda impegnati per la pace tra i popoli" perché "come non mai, dimensione locale e dimensione globale sono strettamente legati fra loro parlando di alimentazione. Come non mai, questi temi sono legati a una dimensione etica, quella dei diritti delle persone". La chiosa è un messaggio di speranza che richiama il rapporto tra l'uomo e la terra. E tra l'uomo e la Terra: "Chi conosce la terra lo sa: anche nei momenti difficili non bisogna mai smettere di seminare".

 

 

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