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Mandelli, Minaccioni e Giovanni Esposito, su Prime Video arriva 'LOL 6' - Fast.it

Mandelli, Minaccioni e Giovanni Esposito, su Prime Video arriva 'LOL 6'

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AGI - Manca poco al ritorno di LOL: Chi ride è fuori, che debutta con la sesta stagione su Prime Video dal 23 aprile 2026, e il cast della nuova stagione si prepara alla sfida più difficile: non ridere. Alla presentazione del programma abbiamo incontrato i protagonisti, tra confessioni, strategie improvvisate e una consapevolezza comune: trattenere la risata è molto più complicato di quanto sembri.

Prepararsi a non ridere (impresa quasi impossibile). "Io seguivo LOL, mi sono preparato a non ridere con il mio portiere del palazzo, Pasquale Celotto, perché diciamo io ho questa predisposizione alla risata proprio naturale. Quindi mi mettevo lì, la mattina scendevo e facevo questo training… e non ci riuscivo", racconta Giovanni Esposito uno dei più attesi della nuova edizione reduce dal successo di Stasera tutto è possibile con Stefano De Martino.

Le strategie dei protagonisti per resistere

Sulla stessa lunghezza d’onda Sergio Friscia: "Io ero dato come un caso ingestibile, perché chi mi conosce sa che io rido nella vita senza motivo quindi pensavo che sarei durato come un gatto in tangenziale. È stata una sfida durissima, non so se l’ho superata o no. È proprio una cosa contro natura per uno come me non ridere". E ancora Yoko Yamada: "Io seguivo LOL e mi sono preparata guardando le mie serie preferite comiche, cercando di non ridere, The Office e Malcolm. È stato molto brutto non ridere, era un esercizio veramente pesante perché trattenere la risata, possiamo dirlo, è proprio pesante. Fa male". Più istintivo Carlo Amleto: "Con i miei amici ci siamo preparati i giorni prima… io mi preparavo a farli ridere e loro a far ridere me. Chi rideva prima aveva perso. Era fuori. Ho perso pure dei soldi in questo gioco, quindi mi sono allenato seriamente".

Tra fan del programma e approcci diversi

C’è chi arriva da fan dichiarato, come Valentina Barbieri: "Io ero super fan di LOL, tant’è vero che quando ho fatto il provino mi hanno fatto un botto di domande e sapevo rispondere a tutto, sembravo di stare a scuola. Raccontavo cose che erano successe nelle edizioni precedenti e loro erano stupiti. È stato proprio un onore fare LOL, perché sono tuttora fan del programma. Però non c’è un vero metodo: puoi pensare a cosa portare, ma poi è tutto improvvisato, non sai nemmeno chi hai davanti". All’opposto Francesco Mandelli: "Io non avevo visto un secondo di LOL, te lo giuro, perché ho sempre pensato: se un giorno mi chiamano, voglio andarci come quelli della prima edizione del Grande Fratello. L’ho vissuto con una naturalezza che forse è anche incosciente. Poi ho dovuto cambiare il mio tipo di comicità: non dovevo far ridere chi avevo davanti, ma chi guarda da casa".

E poi c’è chi ha vissuto la chiamata con entusiasmo ma anche con una certa paura, come Paola Minaccioni: "Io ero fan di LOL, ho visto diverse edizioni, ero terrorizzata. Da una parte lo volevo fare, dall’altra no, perché io sono più che altro un’attrice e quindi ero terrorizzata dall’idea di non trovare la chiave per stare dentro questo programma così pop. Però proprio questa cosa mi ha attratto: lavorare su un linguaggio contemporaneo, moderno, esplorare una comicità diversa da quella televisiva di qualche anno fa quando ho iniziato".

Comicità social e politicamente corretto

Accanto al gioco, emerge anche una riflessione sulla comicità di oggi. Gli UfoZero2 nati proprio grazie ai social spiegano le differenze di questa nuova frontiera: "È una comicità molto più veloce rispetto a quella classica, devi stare sempre sul pezzo perché la soglia dell’attenzione è cambiata. Sei vittima dell’algoritmo: a volte vorresti dire una battuta in un modo ma la cambi perché sai che sui social funziona meglio così. È più un adattarsi al social che il contrario". Sulla stessa linea Scintilla: "Io più che adattato mi sento costretto a fare quella roba lì, perché se non sei presente sui social sembra che non esisti. È una pubblicità pazzesca, però faccio ancora fatica a trovare le idee giuste in quel linguaggio".

Sul politicamente corretto, Valentina Barbieri, diventata virale recentemente per l'imitazione della premier Meloni, sottolinea: "Secondo me non c’è una regola precisa, sei tu che devi trovare una misura. Io cerco sempre di essere rispettosa nei confronti dei miei personaggi, di trovare un limite per non offendere troppo". E c'è una strepitosa Paola Minaccioni che ci regala proprio durante l'intervista l'imitazione della Presidente del Consiglio. Più netto Francesco Mandelli che con I Soliti Idioti ha sdoganato il tema anni fa: "Io ero politicamente scorretto quando ancora non esisteva il politicamente scorretto, quindi per me non è cambiato niente".

E ancora Scintilla: "Il political correct è pericoloso, perché sembra che non si possa dire più nulla. A volte una frase viene interpretata nel modo peggiore possibile e questo ti porta ad avere paura. Ma per far ridere devi essere libero". Tra chi aspettava la chiamata da tempo e chi temeva di non essere all’altezza, tutti concordano su un punto: LOL è semplice solo sulla carta. "Dal di fuori sembra facile, ma non c’è nulla di facile. È completamente diverso da come lo immagini", sintetizza Barbara Foria grande fan è felicissima di esser entrata nel cast. E forse è proprio questo il segreto del format: mettere in difficoltà chi, di mestiere, fa ridere. Dal 23 aprile, la prova passa allo schermo su Prime Video.

 

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