Lo stupore di Vasco Rossi: "Le mie canzoni diventate tesi di laurea. Che meraviglia!"

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AGI – Dottore (di ricerca), sì. Ma sempre Vasco. Dal palco all'università, il mestiere non cambia. È comunicare. Vasco Rossi ha ricevuto dall'Università degli Studi di Salerno il dottorato di ricerca honoris causa in Politica e Comunicazione, un riconoscimento che mette al centro non i numeri straordinari della sua carriera, ma la sua capacità di costruire, nel tempo, un linguaggio e, soprattutto, una relazione con il suo pubblico diventata essa stessa fenomeno culturale. Politica e comunicazione "non le ho studiate sui libri. All'università ho fatto economia e commercio", ricorda Vasco durante la sua lectio magistralis. "Però, le ho vissute, le ho subite e qualche volta, lo ammetto, anche provocate. Ho scritto canzoni. Dopo quasi cinquant'anni scopro che possono diventare perfino una tesi di laurea. Che meraviglia!".

"Quando ho saputo che il conferimento di questo dottorato era stato votato all'unanimità sono rimasto davvero sorpreso. All'unanimità? A me? Io che sono sempre stato considerato divisivo. Ho pensato: possibile che non ci fosse nemmeno uno contrario?", confida il rocker, rompendo un po' il protocollo e incassando applausi anche per la sua spontaneità. "Questa unanimità, per me, è la prova concreta - sottolinea - che lo studio e la conoscenza aprono le menti e rendono davvero liberi dall'ignoranza e dai pregiudizi".

La seconda volta di Vasco Rossi

È la seconda volta che il cantautore di Zocca entra nel mondo accademico con un titolo ad honorem. Nel 2005 era arrivata la laurea in Scienze della Comunicazione allo Iulm di Milano. Oggi, a distanza di oltre vent'anni, è l'Ateneo salernitano a riconoscere, nel suo percorso artistico, culturale e pubblico, un'esperienza di particolare rilievo per lo studio dei linguaggi e dei processi della comunicazione contemporanea. Non è soltanto una questione di canzoni. È il personaggio Vasco, con il suo lessico, le sue pose e un immaginario diventati riconoscibili immediatamente. Con i suoi testi ha parlato di fragilità, di solitudine, di desiderio, di amore, di disincanto, di voglia di vivere. E le sue canzoni sono diventate una sorta di archivio sentimentale di più generazioni.

La poetica di Vasco Rossi e la responsabilità di comunicare

"Quando una canzone entra nella vita degli altri - fa notare il cantautore - non appartiene più soltanto a chi l'ha scritta. Questa è la sua forza e anche il suo rischio. Per questo, cerco la parola giusta, quella che dice una cosa vera senza mettersi in posa. Comunicare non significa soltanto farsi capire, significa assumersi il peso di ciò che si mette nel mondo". E aggiunge: "Se esiste una 'poetica di Vasco Rossi', forse è tutta qui: dire le cose come le sento, senza trasformare la fragilità in una vergogna e senza confondere la libertà con il diritto di fregarsene degli altri. La ribellione non è soltanto dire di no. È rifiutare le parole già confezionate, le identità imposte, le risposte facili. È cercare un modo personale per stare nella realtà e, quando serve, provare a cambiarla".

Il tour 2026 e il pubblico al campus di Fisciano

Vasco, intanto, continua a fare Vasco. E il 2026 lo ha riportato sul palco con una scaletta nella quale ha trovato posto anche 'Marea', brano del 1996 mai eseguito prima dal vivo e diventato una delle sorprese del tour. "Continuerò a fare concerti", assicura. C'è un pubblico che lo segue da decenni e ci sono nuove generazioni che 'sentono' il Blasco. E sono anche la continuità e la profondità del rapporto costruito con i diversi pubblici a rappresentare un'esperienza di grande interesse pure per la ricerca nel campo della comunicazione. Al campus di Fisciano dell'Ateneo di Salerno, tanti giovani, ma anche persone più avanti negli anni. Tutti ad attendere il cantante emiliano sulle note di 'Stupendo'. "Abbiamo dimostrato non soltanto come l'Università sappia aprirsi a saperi che si formano oltre le aule accademiche, ma anche che sia capace di accogliere grandi eventi. Questo era un grande evento. E noi siamo felicissimi", commenta il rettore Virgilio D'Antonio, al termine della cerimonia.

 

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