Leonardo Pieraccioni "L'IA non l'avrà vinta, anzi ci invidia"

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AGI - Leonardo Pieraccioni torna al cinema con "Un weekend artificiale", commedia che mescola fantascienza e sentimenti, in sala dal 12 novembre con Vision Distribution. Il regista e attore toscano, che firma e interpreta il film, e con Giulia Vecchio, protagonista nei panni di un umanoide al suo fianco, ha rilasciato un'intervista all'AGI.

La fotografia di una fase della vita

Il film, ha spiegato Pieraccioni, è la fotografia del momento che vive l'autore. "Ogni film rappresenta la Polaroid del momento che stai vivendo. Ho iniziato a 30 anni a raccontare dei laureati fuori corso che non sapevano quale fosse la loro strada, poi ho raccontato l'amore che arriva all'improvviso, poi l'amore che ha fatto fatica a essere sostenuto... A 60 anni incominci a capire le cose che valgono e le cose che invece hanno meno peso".

L'intelligenza artificiale che invidia gli esseri umani

Al centro della storia c'è un umanoide creato con l'intelligenza artificiale, con un capovolgimento: sono le macchine a invidiare noi. "Mi piaceva raccontare questo stato d'animo con l'argomento principe che ci accompagnerà per i prossimi anni, questa intelligenza artificiale, sostenendo però che la ragazza, intendendo l'intelligenza artificiale, ci invidia, vorrebbe avere le nostre paturnie, vorrebbe avere le nostre debolezze. Vorrebbe uscire dal telefonino e andarsi a mangiare la pizza con un bel trentasettenne. L'umanità e l'uomo saranno sempre più accesi rispetto a una risposta fredda", ha dichiarato il regista fiorentino.

Giulia Vecchio: «Un viaggio come quello di un bambino»

Per Vecchio, interpretare un essere privo di memoria e di identità ha richiesto un approccio essenziale, quasi infantile. "Non avendo dei ricordi, non avendo un'identità, il viaggio è stato molto basilare. Quali sono le cose che mi piacerebbe sapere? Che cos'è l'amore? Che cosa vuol dire dare un bacio, avere un legame con una persona? È stato proprio un viaggio di un bambino che chiede centomila 'perché'. Mi sono detta che l'intelligenza artificiale non ha nulla: è come quando dopo un trauma ci si sente totalmente resettati", ha spiegato l'attrice.

I rischi dell'IA e il paragone con il Bimby

Alla domanda sulla regolamentazione dell'IA e sui rischi per il mondo artistico, Pieraccioni ha risposto con una battuta: "Noi siamo misoneisti, abbiamo sempre paura delle novità. Si trova un articolo a Firenze di quando misero l'illuminazione alla stazione, insorsero tutti. L'intelligenza artificiale è un meraviglioso Bimby, ma riempito da quelli che sono i nostri sentimenti e si nutre di quello che le dici. Bisogna stare attenti come per lo scrollamento eccessivo sul telefono, ma l'intelligenza artificiale non l'avrà vinta".

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