Le donne sono le più colpite dall'insonnia

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AGI - Le donne presentano un rischio più elevato di sviluppare insonnia rispetto agli uomini, una vulnerabilità legata sia a fattori sociali sia, soprattutto, alle oscillazioni ormonali che influenzano in modo diretto i meccanismi fisiologici del riposo. Estrogeni e progesterone, infatti, intervengono direttamente nei meccanismi neurofisiologici che regolano l’addormentamento e la continuità del riposo.

Quando la concentrazione di questi due ormoni varia, anche il sonno tende a perdere stabilità, diventando più leggero, frammentato e associato a risvegli frequenti. A spiegarlo sono gli specialisti di Synlab Data Medica Padova, intervenuti in occasione della Giornata mondiale del sonno, che si celebra ogni anno il secondo venerdì di marzo.

Insonnia, le cause sono molteplici 

L’insonnia è un disturbo del sonno caratterizzato da difficoltà ad addormentarsi, a mantenere il sonno durante la notte oppure da risvegli mattutini precoci che impediscono di riposare in modo adeguato. Le cause possono essere molteplici: stressansia, abitudini scorrette, condizioni mediche, variazioni ormonali e fattori ambientali.

Come affrontare l'insonnia 

Per questo è importante riconoscerla e intervenire con strategie adeguate, che includono una corretta igiene del sonnotecniche di rilassamentosupporto psicologico e, quando necessario, trattamenti specifici. "Nel corso della vita di una donna i cambiamenti ormonali non hanno un impatto soltanto sul corpo, ma anche sul modo in cui si dorme", spiega Giorgia Chinaglia, medico esperto del sonno Aims, responsabile dell’Ambulatorio per i disturbi del sonno, Synlab Data Medica Padova.

Il sonno durante la gravidanza 

"Durante la gravidanza, ad esempio, le oscillazioni ormonali del primo trimestre – continua Chinaglia – possono portare a una sonnolenza o a difficoltà di addormentamento, mentre nel terzo trimestre i cambiamenti fisici, come l’aumento del volume corporeo, rendono il sonno meno continuo".

La gravidanza, infatti, rappresenta uno dei momenti più delicati. In alcuni casi, oltre alle variazioni fisiche e ormonali, può insorgere la sindrome delle gambe senza riposo, una malattia caratterizzata da un fastidioso impulso a muovere gli arti inferiori più frequente nelle ore serali, spesso associato a difficoltà ad addormentarsi e risvegli ripetuti, e che durante la gravidanza può comparire in soggetti predisposti a causa della carenza di ferro.

Insonnia e menopausa 

Allo stesso modo, anche la menopausa e la fase di transizione che la precede rappresentano un periodo in cui la qualità del sonno può deteriorarsi in modo significativo. È in questa fase, caratterizzata da oscillazioni ormonali irregolari, che molte donne iniziano a sperimentare risvegli più frequenti e un sonno meno stabile, spesso accompagnato da vampate notturne e sudorazioni che interrompono la continuità del riposo.

Sbalzi d'umore e disturbi depressivi 

Oltre ai fattori fisiologici, questa frammentazione del sonno può influire sul benessere emotivo, contribuendo a irritabilitàsbalzi d’umore e, nei casi più complessi, alla comparsa o al peggioramento di disturbi depressivi. "La transizione verso la menopausa – ricorda Chinaglia – è un momento particolarmente sensibile per il sonno femminile.

Risvegli ripetuti e sonno frammentato 

Non è tanto l’arrivo della menopausa in sé a creare difficoltà, quanto i mesi o gli anni che la precedono. In questa fase molte donne sperimentano risvegli ripetuti o un sonno frammentato, anche in assenza di un vero problema di addormentamento. La qualità del sonno peggiora e, proprio perché estrogeni e progesterone partecipano alla promozione del sonno profondo, la loro riduzione rende più vulnerabili ai disturbi del sonno".

Non solo insonnia, le apnee notturne 

Accanto all’insonnia, un altro disturbo molto diffuso, ma spesso sottovalutato, nelle donne sono le apnee notturne. Nella popolazione generale le apnee sono più frequenti negli uomini, ma nelle donne la condizione è ampiamente sottostimata perché i sintomi si manifestano in modo diverso.

Nelle donne, infatti, non sempre c’è un russamento evidente e spesso compaiono piuttosto insonniastanchezza diurnasonno disturbato e risvegli frequenti. Dopo la menopausa, inoltre, l’incidenza nella donna tende ad avvicinarsi a quella maschile, con un impatto significativo sulla salute cardiovascolare e sulla qualità di vita.

L'utilizzo della Cpap, la terapia più efficace 

Nonostante le terapie disponibili per migliorare la condizione, molte donne continuano a non aderire alla terapia, in particolare all’utilizzo della Cpap, considerata il trattamento più efficace nelle forme moderate e gravi. La scarsa aderenza è legata soprattutto a fattori psicologici e culturali poiché il dispositivo viene spesso percepito come ingombrante, poco estetico e difficilmente conciliabile con l’immagine femminile durante il riposo notturno.

"Insonnia e la terapia poco seguita"

"Nelle donne – spiega Riccardo Drigo, pneumologo, medico esperto del sonno Aims – l’aderenza alla Cpap è ancora troppo bassa, spesso la mascherina viene percepita come poco estetica e difficile da accettare nel contesto della vita di coppia. Eppure, nelle forme moderate e severe, questa terapia rimane la più efficace. Per migliorare la compliance stiamo introducendo un nuovo modello di adattamento, basato sulle ‘quattro T’, telemedicinasupporto dedicatotracciabilità dell’uso e una personalizzazione sartoriale dei parametri, con l’obiettivo di accompagnare le pazienti in un percorso più graduale e accogliente, così da favorire un utilizzo costante e realmente efficace della terapia".

 Synlab ribadisce l’importanza di riportare il sonno al centro della salute femminile, promuovendo una maggiore consapevolezza, percorsi di supporto e una corretta informazione sui disturbi del sonno nelle diverse fasi della vita.

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