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La Rai invia una lettera di richiamo a Ranucci per le frasi su Nordio. Floridia: "Atto politico" - Fast.it

La Rai invia una lettera di richiamo a Ranucci per le frasi su Nordio. Floridia: "Atto politico"

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AGI - La Rai ha inviato una lettera di richiamo a Sigfrido Ranucci, conduttore della trasmissione 'Report' su Rai3. Secondo quanto si apprende, non si tratta di una lettera disciplinare ma di un richiamo da parte del direttore Paolo Corsini. Nella lettera si contesterebbe a Ranucci di aver fornito, durante il programma di Rete 4 'È sempre Cartabianca' di Bianca Berlinguer, alcune rivelazioni di informazioni "non ancora verificate" legate al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, sulla vicenda della grazia a Nicole Minetti. La Rai, sempre secondo quanto si apprende, non coprirà legalmente il suo giornalista nel caso in cui il ministro Nordio dovesse dare seguito all'annuncio di un'iniziativa legale. 

Floridia: "Richiamo politico, chiedo chiarimenti"

"La lettera di richiamo della Rai a Sigfrido Ranucci è un atto molto grave. Chiederò all'azienda i dettagli di un provvedimento di cui a nessuno può sfuggire la valenza 'politica'", anticipa la presidente della commissione di Vigilanza Rai, Barbara Floridia. "Registro un eccesso di zelo e un'attenzione al limite dello spasmodico verso Ranucci e verso Report: un clima tossico incompatibile con il servizio pubblico", prosegue definendo "particolarmente preoccupante il passaggio in cui l'azienda affermerebbe che qualora Nordio dovesse querelare Ranucci, la Rai non offrirebbe copertura legale". "Un messaggio che suona come una intimidazione che non può essere in alcun modo accettata, tanto più se rivolta nei confronti di un giornalista sotto scorta e che ha subito uno degli attentati più gravi degli ultimi anni", afferma ancora la senatrice M5s. 

Pd: "Difendiamo la libertà di stampa, solidarietà a Ranucci"

I parlamentari Pd in Vigilanza Rai chiedono "chiarimenti ai vertici Rai per la lettera di richiamo al giornalista Ranucci, il quale con estrema professionalità porta avanti le sue inchieste giornalistiche, sempre nel rispetto della piena trasparenza e con estremo coraggio, nonostante le numerose intimidazioni ricevute, di cui addirittura un attentato bomba". "I giornalisti svolgono un prezioso lavoro di informazione, un diritto sacrosanto sancito dalla nostra Costituzione", aggiungono gli esponenti dem. 

M5s: "Ritirare il richiamo e chiedere scusa a Ranucci"

"Nel giorno in cui si certifica il tracollo dell'Italia guidata da Giorgia Meloni sul fronte della libertà di stampa, con la caduta libera nella classifica di Reporter Senza Frontiere, Telemeloni mette il sigillo definitivo sull'asservimento della Rai al governo. Su Sigfrido Ranucci è stata superata la linea rossa. Qual è la sua colpa? Senza quell'intervento dalla Berlinguer nessuno avrebbe saputo che Carlo Nordio era stato in Uruguay. Nessuno. E questo dato, da solo, basta a spiegare il valore giornalistico di quanto detto", hanno commentato i Cinque Stelle in Vigilanza Rai, Dario carotenuto, Dolores Bevilacqua, Anna Laura Orrico e Gaetano Amato.

"Nordio - riprendono in una nota - ha dichiarato di conoscere Cipriani, cosa che non aveva mai detto prima. Anche questo è un fatto, non un'opinione. Non ci risulta che alcun ministro della Giustizia, oltre a Nordio, sia mai andato in Uruguay. Anche questo è un elemento oggettivo che merita di essere portato all'attenzione pubblica. Non c'è stato alcuno scoop venduto come verità assoluta. Ranucci ha detto chiaramente che si trattava di una notizia proveniente da una fonte attendibile e che era in corso di verifica. Non ha accusato nessuno. Non ha costruito sentenze".

"La parte più indegna e grave è quella in cui la Rai scrive nero su bianco che non fornirà alcuna tutela legale qualora il ministro decidesse di agire. E' un messaggio devastante: la negazione stessa del servizio pubblico. E' un atto di intimidazione interna che non ha precedenti recenti per brutalita'. La Rai deve tornare indietro. Deve ritirare quella lettera. Deve chiedere scusa a un giornalista che solo pochi mesi fa ha subito un attentato che ha messo in pericolo la sua vita e quella della sua famiglia. C'e' un limite a tutto, anche per TeleMeloni", concludono i Cinque Stelle.

 

 

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