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La Liberazione e il no di Mattarella alla 'legge del più forte' - Fast.it

La Liberazione e il no di Mattarella alla 'legge del più forte'

10 ore fa 2

AGI - La Liberazione, "pagina fondante della Repubblica", acquisisce un valore ancora più alto in un contesto segnato da guerre, diritti calpestati e sopraffazioni provocate da chi si ritiene, "provvisoriamente" peraltro, il più forte, tanto da imporre la sua legge. È il cuore della riflessione sul 25 Aprile consegnata dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella, ai rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d'Arma, ricevuti oggi pomeriggio al Colle.

Un incontro di rito in vista dell'81mo anniversario della Liberazione, onorando il sacrificio di chi ha combattuto l'oppressione nazifascista e il regime per far nascere la democrazia italiana. La lotta per la Liberazione - ricorda infatti Mattarella - "segna il riscatto morale e civile di un popolo che, nella Resistenza, espresse la forza e la capacità di affermare i valori di libertà, giustizia, pace, democrazia". Dopo gli interventi del Generale Paolo Gerometta, presidente del Consiglio Nazionale permanente delle Associazioni d'Arma, del Presidente della confederazione Italiana fra le Associazioni Combattentistiche e Partigiane, Claudio Betti e del Sottosegretario alla Difesa, Isabella Rauti, il Capo dello Stato insiste a più riprese sul dovere di trasmettere alle nuove generazioni quel patrimonio vivo di valori che sono alla base della Resistenza e della nostra Costituzione. Valori - ribadisce - che "non sono soltanto il frutto di una stagione storica, ma costituiscono il fondamento della nostra convivenza civile e della presenza dell'Italia nel contesto internazionale".

La difesa della libertà e il rifiuto dei totalitarismi

La libertà, lungi dall'essere un "bene acquisito", al pari della pace - avverte il Capo dello Stato - in Italia "è stata ottenuta a caro prezzo e questo - osserva - ci richiama rigorosamente, ogni giorno, alla responsabilità di difenderla e rinnovarla". Da qui, insiste il Capo dello Stato in un altro passaggio del suo discorso, "il fermo rifiuto di ogni forma di sopraffazione e di ogni deriva totalitaria, a prescindere dalla matrice ideologica o religiosa che la ispira". Mentre la macchina propagandistica di Mosca continua ad attaccare le massime cariche dello Stato italiano, Mattarella invita a rendersi conto di come "il prevalere della legge imposta da chi si ritenga provvisoriamente più forte è destinato a seminare lutti e distruzioni", arrivando a innescare "conflitti permanenti, di barbarie nella vita internazionale".

Scenari di guerra e violazione del diritto internazionale

"In molte, troppe parti del mondo, uomini, donne e bambini vivono contesti di guerra, spesso sotto il giogo di regimi autoritari, privati dei diritti fondamentali, della libertà di espressione, della possibilità di scegliere il proprio destino", prosegue il Capo dello Stato evocando "scenari scandalosi", dove "la dignità umana viene calpestata e la violenza di guerre ingiustificabili colpisce indiscriminatamente i civili". E dove "il diritto internazionale viene apertamente violato e quello umanitario disatteso".

Memoria condivisa e impegno per la pace

"Le sofferenze di questi popoli colpiscono profondamente e ci ricordano quanto sia prezioso ciò che abbiamo conquistato", ha concluso il Capo dello Stato ribadendo, ancora una volta, l'impegno dell'Italia per la pace, il rispetto dei diritti umani e la costruzione di società più giuste. Nonché l'impegno a custodire, con le associazioni presenti, una memoria condivisa e sempre viva dei valori fondanti della Repubblica. Nella consapevolezza che questi ultimi non sono al riparo dalla dissennatezza dei nostri tempi. E che servono "consapevolezza e impegno" per preservarli intatti, oggi e domani.

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