AGI - La prossima sarà la settimana delle banche centrali. Tra queste, osservata speciale è la Fed vicina al cambio al vertice e sotto la costante pressione del presidente Donald Trump che spinge perché abbassi il costo del denaro. Nonostante questo, tuttavia, il presidente uscente Jerome Powell dovrebbe lasciare i tassi invariati tra il 3,50% e il 3,75%, tenendo fede all'immagine di uomo indipendente e inflessibile alle pressioni della politica.
I giudici statunitensi hanno archiviato l'indagine penale contro il presidente Powell, una svolta che potrebbe spianare la strada alla conferma da parte del Senato di Kevin Warsh come governatore della banca centrale Usa. Secondo il 99,6% degli analisti la banca centrale americana lascerà i tassi fermi.
L'attenzione dei mercati
Per Richard Flax, chief investment officer di Moneyfarm, "il percorso dei tassi di interesse resta al centro dell'attenzione, anche alla luce delle ripetute dichiarazioni del presidente Donald Trump, che ha più volte auspicato un allentamento della politica monetaria statunitense. In questo contesto, ogni indicazione proveniente dalla Federal Reserve è osservata con particolare interesse, soprattutto per orientarsi sulle prossime mosse della Banca Centrale".
L'audizione di Kevin Warsh
Questa settimana, Kevin Warsh, indicato da Trump quale prossimo governatore della Fed, ha testimoniato davanti alla Commissione bancaria del Senato. "Warsh ha ribadito l'importanza dell'indipendenza della Banca Centrale nella definizione della politica monetaria, sottolineando al contempo come la Fed sia stata, a suo avviso, eccessivamente coinvolta nell'economia, soprattutto attraverso il Quantitative Easing", evidenzia ancora Flax.
Le previsioni di Jp Morgan
Per Jp Morgan Global Research, la Fed manterrà i tassi fermi per tutto l'anno in corso "prima di aumentarli di 25 punti base (bp) nel terzo trimestre del 2027" nonostante "i rischi economici derivanti dal conflitto in Medio Oriente". Tuttavia "la Fed potrebbe tagliare i tassi se il mercato del lavoro si indebolisse significativamente o se le ripercussioni economiche dell'aumento dei prezzi dell'energia si aggravassero".
Lo scenario secondo State Street
Meno netto è Noel Dixon, senior macro strategist di State Street Markets, secondo cui "sotto la leadership di Warsh, è probabile che la Fed assuma un orientamento più accomodante. Credo che all'interno del Board of Governors si possa formare una coalizione - Michelle Bowman, Christopher Waller, Stephen Miran e Kevin Warsh, ovvero quattro membri su sette - che tenderà verso una linea dovish. Inoltre, John Williams è noto per essere molto sensibile all'andamento dei mercati azionari. Se i mercati non fossero soddisfatti della mancanza di tagli dei tassi e si verificasse una reazione negativa da parte delle società tecnologiche, Warsh reagirebbe. Considerando questa possibile coalizione all'interno del Board della Fed, ritengo plausibile assistere a uno o due tagli dei tassi entro la fine dell'anno".




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