Nella bozza del dl sicurezza sul tavolo del Consiglio dei ministri, il primo articolo è dedicato a disposizioni "per il contrasto dei reati in materia di armi o di strumenti atti ad offendere". "Chiunque, senza giustificato motivo, porta fuori della propria abitazione o delle appartenenze di essa, strumenti dotati di lama affilata o appuntita eccedente in lunghezza i centimetri otto, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni", si legge nella bozza visionata dall'AGI. Gli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria "trasmettono i relativi atti al prefetto del luogo della commessa violazione, il quale può applicare, per un periodo fino ad un anno, una o più delle seguenti sanzioni amministrative accessorie, dandone comunicazione all'autorità giudiziaria competente: sospensione della patente di guida, del certificato di abilitazione professionale per la guida di motoveicoli e del certificato di idoneità alla guida di ciclomotori o divieto di conseguirli; sospensione della licenza di porto d'armi o divieto di conseguirla".
Sono previste sanzioni amministrative connesse al porto di armi o di strumenti atti ad offendere da parte di minori di 18 anni, se il reato in questione "è commesso da un minore di anni diciotto, nei confronti del soggetto che esercita la responsabilità genitoriale sul minore è applicata la sanzione amministrativa pecuniaria da 200 a 1.000 euro".
Divieto di vendita ai minori di strumenti atti ad offendere
Riguardo la stretta anti-lame è previsto - si legge nella bozza - il divieto di vendita ai minori di strumenti atti ad offendere. "Ai fini dell'osservanza del divieto, chiunque, nell'esercizio di un'attività commerciale, vende gli strumenti" atti ad offendere "ha l'obbligo di chiedere all'acquirente, all'atto dell'acquisto, l'esibizione di un documento di identità, tranne i casi in cui la maggiore età dell'acquirente sia manifesta. "Ai medesimi fini, i gestori di siti web e i fornitori di piattaforme per la vendita elettronica degli strumenti anzidetti adottano efficaci sistemi di verifica della maggiore età prima della conclusione dell'acquisto", si legge nella bozza del dl.
Sanzioni per la violazione del divieto e registro vendite
La violazione del divieto è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 3.000 euro. Nei casi di vendita "può essere disposta la chiusura dell'esercizio per un periodo non superiore a quindici giorni". "Nell'ipotesi di reiterazione della violazione, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 6.000 euro", si sottolinea nella bozza. "Gli esercenti l'attività di vendita di strumenti dotati di lama a un taglio eccedente in lunghezza i centimetri quindici, sono obbligati a tenere un registro delle operazioni giornaliere concernenti i predetti strumenti, nel quale sono annotate le generalità delle persone con le quali le operazioni stesse sono compiute", si legge ancora.
Contrasto a furto con destrezza e rapina organizzata
Il decreto legge sulla sicurezza sul tavolo del Consiglio dei ministri prevede, tra l'altro, disposizioni "per il contrasto del furto con destrezza e della rapina commessa da un gruppo organizzato". Un articolo delle norme visionate dall'AGI è dedicato ai casi di rapina aggravata commessa da un gruppo organizzato: la pena è della reclusione da dieci a venticinque anni e della multa da euro 6.000 a euro 9.000 se il fatto "è commesso in danno di istituti di credito, uffici postali, sportelli automatici, veicoli adibiti al trasporto di valori o locali attrezzati per il deposito e la custodia di valori, da un gruppo organizzato che scorre in armi le campagne o le pubbliche vie ovvero fa uso di dispositivi esplosivi o comunque micidiali, armi, sostanze chimiche o batteriologiche nocive o pericolose, o impiega ogni altra tecnica o metodo per il compimento di atti di violenza o sabotaggio".
Zone a vigilanza rafforzata e nuove misure
Previste nel decreto "zone a vigilanza rafforzata" ("il prefetto può individuare specifiche zone urbane, caratterizzate da gravi o ripetuti episodi di criminalità o di illegalità, nelle quali è disposto l'allontanamento dei soggetti denunciati negli ultimi cinque anni per delitti non colposi contro la persona o il patrimonio"), il potenziamento del divieto di accesso ai centri urbani e "la previsione della possibilità di arresto in flagranza differita per i danneggiamenti in occasione di manifestazioni pubbliche".








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