L'aurora boreale dà spettacolo nrlla notte artica. Ssarà un inverno da record

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AGI - L'aurora boreale rinnova il suo spettacolo nella notte artica: all'improvviso la volta celeste prende vita, lunghi veli di luce verde smeraldo ondeggiano come drappi di seta, si intrecciano e si dissolvono. Un teatro di stelle in cui la natura rivela un frammento della sua bellezza più segreta facendoci sentire infinitamente piccoli ma parte di qualcosa di immenso. Questo inverno rappresenta l'ultima occasione per ammirare le Luci del Nord al massimo del loro splendore per oltre un decennio, anzi si annuncia come la 'stagione' più intensa di questo inizio di millennio. Un osservatorio privilegiato è stato offerto ai passeggeri della Crociera Costa Club in Norvegia, dedicata proprio all'aurora boreale. Costa Favolosa, salpata il 5 ottobre da Amburgo, ha fatto tappa a Bergen e la sera di giovedì 8 ha superato il Circolo Polare Artico. Poche ore dopo, in navigazione, c'è stato il primo avvistamento: sui parapetti di prua è scattata la caccia frenetica alla foto più suggestiva. Una caccia destinata a proseguire alle isole Lofoten con escursioni dedicate alle fantasmagorie dell'autunno scandinavo.

Questo straordinario fenomeno in cui la scienza incontra la magia dipende dall'attività del Sole e l'attuale fase di massimo solare terminerà nel corso del 2027. In Europa il periodo migliore per osservare l'aurora boreale va da settembre a marzo. Sebbene i mesi invernali, da dicembre a febbraio, regalino le notti più lunghe e buie, anche settembre e marzo sono particolarmente indicati grazie al cosiddetto effetto equinoziale, un fenomeno per cui le aurore tendono a essere più attive in prossimità degli equinozi.

L'origine dell'aurora boreale e il ciclo solare

L'aurora boreale prende il nome dalla parola latina per l'alba legata alla dea dei Romani e al greco boréas, la personificazione del Vento del Nord nella mitologia greca. Il fenomeno nasce dall'attività del Sole che emette continuamente un flusso di particelle cariche che in prossimità dei poli terrestri riescono a penetrare il campo magnetico ed entrano in collisione con l'ossigeno e l'azoto, liberando energia sotto forma di luce. Il Sole segue un ciclo di attività della durata di circa 11 anni, durante il quale si alternano periodi di attività minima e massima. La fase di maggiore attività, chiamata massimo solare, determina un aumento della frequenza e dell'intensità delle aurore boreali. Il 25mo ciclo solare ha raggiunto il suo picco nell'ottobre 2024 e da allora il Sole è entrato nella sua fase di attività decrescente. L'attività solare, però, rimane ben al di sopra della media a lungo termine e le tempeste geomagnetiche più intense di un ciclo si verificano spesso proprio negli anni immediatamente successivi al picco.

Le condizioni del 2026 e il prossimo massimo solare

Il 2026 è quindi un anno particolarmente favorevole per osservare l'aurora boreale, il 2027 sarà leggermente meno attivo ma con condizioni superiori alla media, poi l'attività solare diminuirà fino al prossimo minimo solare, previsto intorno al 2030-2031. Per assistere a un nuovo massimo solare di intensità paragonabile a quello attuale, bisognerà probabilmente attendere il periodo compreso tra il 2034 e il 2036.

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