Influencer: investimenti record a 425 milioni ma crollano i cachet stellari dei vip

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AGI - Crollano i cachet stellari degli influencer nonostante gli investimenti abbiano raggiunto la cifra record di 425 milioni con un incremento del 10% rispetto al 2025. È quanto emerge dal Report di DeRev che aggiorna il listino dei compensi degli influencer. Per il terzo anno consecutivo, secondo quanto emerge dal report, i compensi dei top influencer e delle Celebrity registrano perdite su tutte le piattaforme, con un pesante -18,8% su Facebook, -9,5% su Instagram, -8,6% su TikTok e -2,4% su YouTube.

Cosa svuota il portafoglio degli influencer

A svuotare i portafogli dei mega-vip è una precisa scelta strategica dei brand, stanchi di pagare cifre astronomiche a community ultra-generaliste dove l'efficacia commerciale è difficilmente misurabile. A beneficiare del nuovo trend, i profili cosiddetti intermedi che si posizionano tra i 'big' e i creator con pochi follower. Il 63,2% delle celebrity ha perso follower nell'ultimo anno

Chi sta erodendo le quote di mercato dei grandi nomi?

I nuovi re dei listini sono i Mid-Tier e i Macro influencer. Sono le uniche due categorie a registrare balzi in avanti nei compensi sulle tre piattaforme principali. Su Instagram, i guadagni dei Mid-tier salgono del +9,2% e quelli dei Macro del +7,1%; andamento simile su TikTok, dove i primi crescono del +7,1% e i secondi del +7,6%. I motivi di questo boom sono puramente matematici ed economici. I profili intermedi vantano community in crescita, rispettivamente +17,7% e +16,9% nell'anno, e, soprattutto, una Post interaction rate del 4,56% su Instagram, ben tre volte superiore a quella delle Celebrity, ferma all'1,61%. Le aziende lo hanno capito e preferiscono pagare il giusto per avere un pubblico reale, attivo e fidelizzato.

 

 

La geografia dei compensi varia drasticamente a seconda del social network. Instagram si conferma la cassaforte della creator economy. I volumi di contenuti aumentano ovunque, fino a un +100,5% per i Micro, e la variazione dei compensi medi è positiva sia sui singoli post (+2,45%) che sui set di storie (+3,8%). 

YouTube rimane la piattaforma che riconosce il valore economico più alto per singolo contenuto. Sebbene gli Shorts dominino la frequenza di pubblicazione, i budget commerciali si concentrano sui video lunghi: il 29% di essi contiene una sponsorizzazione dichiarata e il 74,9% presenta una call to action commerciale. I video lunghi vedono crescere i compensi del 5% per i Macro e del 2,9% per i Mid-tier. Gli Shorts entrano per la prima volta in listino come formato autonomo, quotati a circa un terzo del video tradizionale. TikTok vede i propri valori medi stabilizzarsi al -0,33% dopo i crolli degli anni passati, ma con la solita dinamica selettiva a favore delle fasce intermedie.

A muovere i fili della spesa sono sempre gli stessi storici settori

Il comparto Fashion e Beauty guida la carica catalizzando il 27% degli investimenti totali, in crescita di un punto percentuale. Medaglia d'argento per il Food e Beverage, stabile al 18%, seguito a ruota da Gaming e Tech e Travel e Lifestyle, entrambi attestati al 13,5%. Inizia a farsi largo, pur rimanendo una nicchia, il settore Business e Finance, che passa dal 2,5% al 3%: un mercato ristretto dove i creator qualificati sono pochissimi, il rischio reputazionale è altissimo e l'autorevolezza editoriale si paga a caro prezzo.

Come spiegato dal CEO di DeRev, Roberto Esposito, il caso Ferragni ha fatto da acceleratore, rendendo le aziende estremamente prudenti di fronte alla sovraesposizione mediatica. "La credibilita' di un creator - ha spiegato - si basa sulla fiducia riposta in lui da chi sceglie di seguirlo. Quando questa viene meno, i brand si ritirano rapidamente, e lo fanno in misura molto maggiore di quanto suggerisca la sola perdita di follower. In questo momento il mercato italiano è molto più attento al rischio reputazionale di quanto non fosse tre anni fa". 

 

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