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Il santo e il dragone - Fast.it

Il santo e il dragone

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AGI - San Mercuriale, l’uomo che ha sconfitto il drago di Forlì, il Gandalf della Romagna. Un vecchio libro di monsignor Lodovico Martini (‘I lustri antichi e moderni della città di Forlì’) esalta il pio guerriero. Lo chiama “l’operatore della prodigiosa uccisione dell’orribile dragone, che con stragi continue infestava i villaggi alla città confinanti”.

Vero, falso, leggenda? San Mercuriale ancora oggi viene ricordato per questa sua straordinaria impresa. Non è l’unica. Si dice anche che riuscì a salvare dalla schiavitù duemila forlivesi che i Visigoti volevano deportare in Spagna.

Le celebrazioni di San Mercuriale

Festa del venerabile, e patrono di Forlì, il 30 aprile prossimo: giorno della sua morte; celebrato pure il 26 ottobre: giorno del ritrovamento delle reliquie nella basilica abbazia che porta il suo nome avvenuto nell’anno 1601.

Quando visse san Mercuriale?

Ma la scomparsa del presule è relativa a quale secolo? Qui le notizie si sovrappongono. Il santo viene collocato tra il IV e il V, dato come primo vescovo della città.

La carica di vescovo

La carica di ministro della Chiesa è certa, menzionata nel Martirologio Romano del 2006 promulgato da Giovanni Paolo II e, nella versione italiana, dichiarato “testo obbligatorio” dalla Conferenza episcopale italiana.

I santi uccisori di draghi

Mercuriale non è l’unico santo sauroctono (uccisore di draghi) che si rintracci nelle storie-leggende. Come spiega lo storico Alessandro Barbero in una scheda curata da Tania Perfetti, la creatura sputafuoco “è un personaggio frequente nelle agiografie medievalisimbolo del paganesimo e del male o, se proveniente da laghi o paludi, di pestilenze ed epidemie”.

Il drago nelle culture e nella letteratura

Di certo, in testa all’esercito celeste c’è l’arcangelo Michele, vincitore del drago-demone. Ma la figura del mitico che domina e sconfigge il malefico corre un po’ in tutte le culture e nei generi letterari. Per esempio, va da mago Merlino (collegato con la leggenda di re Artù nelle opere di Goffredo di Monmouth, della prima metà XII secolo) al “Signore degli anelli” del filologo inglese John Ronald Reuel Tolkien, dove lo stregone Gandalf, dopo lunga e faticosa lotta, scaraventa sul fianco della montagna l’antico demone di fuoco e ombra, il Balrog.

Alfredo Cattabiani e San Mercuriale

L’opera fantasy di Tolkien torna anche per un altro motivo. L’uomo che negli anni Settanta ha consentito la diffusione dell’opera tolkieniana nelle librerie italiane è stato l’eclettico intellettuale Alfredo Cattabiani, scomparso nel 2003, uno dei pochi autori che in un suo libro - “Santi d’Italia (Rizzoli, 1993) - dedica al ritratto di san Mercuriale qualche riga in più.

Le origini e le reliquie

La prima attenzione è alle date. Cattabiani indica Mercuriale “vescovo della città fra il 422 e il 449-450, il cui nome latino ‘Mercurialis’ significava ‘dedicato al dio Mercurio’. Mercuriale – continua - non sarebbe stato forlivese ma, secondo le versioni, albanese o armeno; avrebbe portato dalla Terrasanta a Forlì alcune reliquie dei santi Innocenti, una mandibola di san Giacomo d’Alfeo e parte del capo di san Geremia”.

Le scoperte sullo scheletro del santo

Su origini, malanni e fisionomia del santo, nel 2019 un gruppo formato da antropologi, storici e medici aveva esaminato lo scheletro e il cranio del santo: il primo conservato nell’abbazia, l’altro nella chiesa della Santissima Trinità. Ed era arrivato ad alcune conferme: Mercuriale “morì fra i 40 e i 50 anni di età, era alto un metro e sessanta, soffriva di osteoporosi”. L’Ambasciata della Repubblica d’Armenia presso la Santa Sede aveva esultato anche per un altro dettaglio: “Il vescovo che portava al guinzaglio il drago è armeno”.

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