AGI - In un tempo nemmeno troppo lontano, la borsa fotografica era un bagaglio irrinunciabile. Che si andasse in vacanza sulle Dolomiti, in crociera nei fiordi norvegesi o a visitare le città imperiali del Marocco, si riempiva la borsa (o lo zaino) con il corpo macchina della reflex e qualche obiettivo, magari un 35 millimetri per i paesaggi, un 50 per i ritratti e un 210 per le foto a distanza.
I più appassionati di foto sportive o naturalistiche non avrebbero rinunciato a un 400 millimetri. Poi sono arrivate le low-cost con biglietti sempre più economici e bagagli sempre più costosi e soprattutto gli smartphone con fotocamere sempre più performanti. E la borsa fotografica è finita in cantina, spesso con tutta l’attrezzatura.
La quantità di immagini condivise è aumentata in maniera esponenziale grazie ai social (mandando in cantina anche le esasperanti serate passate a guardare le diapositive della vacanza del più noioso degli amici) ma è lo sguardo a essere cambiato.
Gli ingrandimenti digitali hanno progressivamente ampliato le possibilità offerte dagli smartphone, ma non possono sostituire completamente le caratteristiche di un sistema ottico dedicato. Per questo la scelta di vivo – uno dei produttori di smartphone protagonisti assoluti nel marcato asiatico e tornati in Italia dopo un’assenza di tre anni - di sviluppare teleconverter esterni rappresenta un passaggio interessante: anziché affidare esclusivamente al software il compito di avvicinare un soggetto, si interviene anche sulla componente ottica.
I teleconverter vivo ZEISS Gen 2 e Gen 2 Ultra consentono di raggiungere focali equivalenti rispettivamente di 200 e 400 millimetri, ampliando le possibilità del teleobiettivo integrato nello smartphone.
Per comprenderne l'utilità non serve entrare nei dettagli dell'ottica fotografica. Una focale equivalente di 400 millimetri permette di inquadrare una porzione molto più ristretta della scena rispetto alla fotocamera principale di uno smartphone. È ciò che può fare la differenza quando si vuole fotografare un animale selvatico senza avvicinarsi, isolare un particolare della facciata di un edificio o riprendere un soggetto distante durante un viaggio.
Un teleobiettivo di questo tipo permette anche di sperimentare una diversa costruzione dell'immagine, isolando i particolari e modificando il rapporto prospettico percepito tra gli elementi della scena.
Non significa, naturalmente, trasformare uno smartphone in una reflex o in una mirrorless professionale. Le dimensioni dei sensori, le condizioni di illuminazione, la stabilità durante lo scatto e le possibilità di controllo continuano a fare la differenza. Ma l'utilizzo di accessori ottici dedicati consente di affrontare situazioni nelle quali il solo ingrandimento digitale può mostrare i propri limiti.
La collaborazione con ZEISS e il teleobiettivo da 200 megapixel
Il punto di partenza del sistema fotografico di X500 Pro Max è un teleobiettivo APO ZEISS da 200 megapixel, con una focale equivalente di 85 millimetri. La sigla APO indica una progettazione ottica finalizzata al controllo delle aberrazioni cromatiche, cioè quelle alterazioni che possono provocare contorni colorati indesiderati e compromettere la nitidezza, soprattutto nelle immagini caratterizzate da forti contrasti.
Il teleobiettivo è affiancato da una fotocamera principale ZEISS TrueDynamic da 50 megapixel, sviluppata intorno a un sensore vivo-Sony LYTIA L910, e da un'ultra-grandangolare anch'essa da 50 megapixel.
La collaborazione con ZEISS non si limita dunque ai teleconverter, ma interessa l'intero sistema fotografico, dalla progettazione ottica alla resa delle immagini.
È una scelta che riflette una tendenza sempre più evidente nel segmento premium: la ricerca di competenze specialistiche per migliorare la qualità fotografica, in un mercato nel quale la semplice crescita del numero dei megapixel non è più sufficiente a distinguere un prodotto dalla concorrenza.
Fotografare in viaggio, tra paesaggi e soggetti in movimento
Un teleobiettivo potente sarebbe tuttavia poco utile se non fosse accompagnato da sistemi capaci di mantenere stabile l'immagine e di seguire i soggetti durante il movimento.
Per questo vivo ha affiancato al comparto ottico una serie di tecnologie dedicate alla stabilizzazione e alla messa a fuoco. X500 Pro Max dispone di un sistema di stabilizzazione ottica professionale classificato CIPA 7.0, mentre le funzioni di tracciamento permettono di seguire soggetti in movimento e, in determinate modalità, di recuperarne la messa a fuoco anche quando escono temporaneamente dall'inquadratura.
La funzione Long-Range Motion Snapshot consente inoltre di fotografare soggetti in movimento a distanza con ingrandimenti fino a 30x sul modello Pro Max e fino a 20x su X500 Pro.
Sono caratteristiche che trovano applicazione soprattutto in situazioni nelle quali il fotografo non può controllare la scena: un animale che si sposta improvvisamente, un atleta durante una competizione, un'imbarcazione in mare o un artista che si muove sul palco di un concerto.
Per chi viaggia, il vantaggio potenziale è quello di disporre di una maggiore varietà di possibilità fotografiche senza dover ricorrere necessariamente a più apparecchi. Resta naturalmente da considerare che l'utilizzo dei teleconverter richiede di portare con sé e montare accessori aggiuntivi, con una perdita di quella immediatezza che costituisce uno dei maggiori punti di forza della fotografia con smartphone.
Dal paesaggio al cinema, il video diventa protagonista
Accanto alla fotografia a lunga distanza, vivo ha investito anche sulla registrazione video, un settore nel quale gli smartphone di fascia alta si stanno avvicinando progressivamente agli strumenti utilizzati dai produttori di contenuti professionali.
Entrambi i modelli della serie X500 supportano registrazioni in 4K a 240 fotogrammi al secondo, una funzione particolarmente interessante per realizzare riprese al rallentatore mantenendo un'elevata risoluzione.
La fotocamera principale ZEISS TrueDynamic consente inoltre di utilizzare modalità di registrazione Log, che offrono una maggiore flessibilità nella gestione dei colori e dei contrasti durante la post-produzione: una possibilità rivolta soprattutto a chi desidera intervenire successivamente sulla resa visiva della clip.
Per gli utenti meno esperti sono invece disponibili modalità cinematografiche che permettono di applicare direttamente alle riprese differenti interpretazioni cromatiche, dalla luce calda del tramonto a tonalità ispirate alla pellicola.
Particolare attenzione è stata dedicata anche ai ritratti video, con strumenti pensati per gestire situazioni complesse come i forti contrasti tra un volto in primo piano e uno sfondo molto luminoso.
È un'evoluzione che riflette il cambiamento delle abitudini di chi utilizza lo smartphone non soltanto per conservare ricordi, ma anche per costruire racconti visivi dei propri viaggi e delle proprie esperienze.
Due modelli, con una diversa interpretazione della fotografia mobile
La nuova serie arriva in Italia in due versioni che condividono buona parte delle tecnologie fotografiche, ma si rivolgono a esigenze differenti.
X500 Pro Max, con uno schermo da 6,85 pollici e una batteria da 6.750 mAh, rappresenta la proposta più completa, soprattutto per chi intende utilizzare i teleconverter e sfruttare le maggiori possibilità offerte dal teleobiettivo da 200 megapixel.
X500 Pro mantiene invece un formato più compatto, con uno schermo da 6,36 pollici e un peso che, a seconda della versione, rimane sotto i 200 grammi. Il teleobiettivo APO ZEISS da 64 megapixel conserva la focale equivalente di 85 millimetri, mentre la fotocamera principale utilizza lo stesso sensore da 50 megapixel del modello superiore.
Entrambi dispongono del processore MediaTek Dimensity 9600 Pro, del sistema operativo OriginOS 7 e della ricarica rapida da 90 watt, affiancata da quella wireless da 40 watt.
Sono caratteristiche importanti soprattutto quando il dispositivo viene utilizzato intensamente durante una giornata di viaggio, alternando navigazione, fotografie, registrazioni video e condivisione dei contenuti.
Prezzi da fascia alta, ma cambia il concetto di smartphone fotografico
La scelta di puntare su un sistema fotografico modulare si riflette anche nel posizionamento commerciale. Un investimento importante, che colloca il prodotto in una fascia di mercato nella quale la qualità fotografica deve rappresentare un valore concreto e non soltanto un argomento commerciale.
Il confronto con le fotocamere tradizionali è inevitabile, ma va affrontato tenendo conto delle differenze tra strumenti progettati esclusivamente per fotografare e dispositivi che devono concentrare molteplici funzioni in dimensioni relativamente contenute.
Per chi viaggia molto e considera la fotografia una parte importante dell'esperienza, il vantaggio è evidente: disporre di strumenti più versatili senza dover necessariamente trasportare un corredo completo.



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