"Il popolo di Ultimo". Un libro racconta "il fenomeno musicale degli ultimi 20 anni"

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AGI - "Ultimo è la cosa più grande accaduta nella musica italiana negli ultimi venti anni". Così Mattia Marzi, giornalista e autore del libro "Il popolo di Ultimo", edito da Gallucci per la collana Sounds Good uscito a pochi giorni dal grande concerto che l’artista terrà il 4 luglio a Roma nell’area di Tor Vergata, spiega cosa lo ha indotto dedicare al cantautore romano, particolare attenzione a questo vero e proprio fenomeno musicale.

Ultimo, la cosa più grande accaduta negli ultimi venti anni sicuramente, ma non solo "per gli streams e dischi d'oro o platino - prosegue Marzi - perché nell'era della musica liquida, le cifre lasciano il tempo che trovano e ormai un disco d'oro non si nega a nessuno. Mi riferisco piuttosto al seguito reale, concreto e di biglietti venduti per i concerti: l'unico vero dato che oggi misura l'aderenza di una comunità di fan a un artista. Nessun altro artista italiano di nuova generazione è riuscito a costruire un seguito come il suo, come certifica anche il dato dei 250 mila biglietti venduti in pochissime ore per il concerto a Tor Vergata. Andava raccontato. Non solo come artista musicale, ma soprattutto come fenomeno di massa".

Il fenomeno della Generazione Ultimo

Il libro analizza quello che comunemente ormai viene chiamato il fenomeno della Generazione Ultimo. Niccolò Moriconi, vero nome dell'artista, ha decine di milioni di visualizzazioni su YouTube, su Spotify viene seguito regolarmente da oltre 2 milioni di ascoltatori, i suoi social raccolgono oltre 5 milioni di follower e i suoi concerti accolgono centinaia di migliaia di fan che cantano a memoria le canzoni fra emozioni e lacrime. Ha incantato milioni di persone in Italia e anche all'estero visto che Russel Crowe, al festival del cinema di Taormina, ha dichiarato di essere suo fan. Negli stadi ha superato i record di presenze a suon di sold out, conquistando un vero e proprio "popolo".

Il paragone con Vasco Rossi

Interessante è l'opinione dell'autore, in merito ai motivi che inducono molti giovani fra i 15 e 30 anni e oltre, a partecipare ai grandi raduni e ad appassionarsi alle canzoni dell'artista dove il sentimento è alla base di ogni composizione: "Nel libro paragono il fenomeno Ultimo al fenomeno Vasco, con le dovute proporzioni - spiega Marzi - Il paragone è sia musicale che 'sociale'. Vasco negli Anni '80 utilizzò il rock come lingua per dare forma allo smarrimento della 'generazione di sconvolti senza santi né eroi' a cui si rivolgeva, in anni in cui il rock in Italia era un genere decisamente minoritario".

"Anche Ultimo si rivolge alla sua generazione utilizzando un genere minoritario, il cantautorato melodico di scuola Baglioni, nell'era del rap e della trap. E mentre rap e trap fondano tutta la loro narrazione sull'ostentazione del successo, le canzoni di Ultimo parlano di fragilità, insicurezze, paure. Dal punto di vista 'sociale' - chiarisce ancora Marzi - se quella di Vasco era la generazione cresciuta negli anni del tramonto delle ideologie, degli anni di piombo e infine dell'edonismo degli Anni '80, quella di Ultimo è la generazione cresciuta con le immagini delle Torri Gemelle, con l'ansia della crisi economica del 2008, con il terrore del Bataclan e infine con la pandemia. Così come la 'generazione di sconvolti senza santi né eroi' si aggrappò a Vasco, la generazione dei millennials e la Gen Z ha trovato in Ultimo un cantore delle proprie paure e del proprio smarrimento".

Il rapporto con i media e i fan

Moriconi comunica poco con la stampa, per lui parlano i mega raduni: "C'è un capitolo dedicato proprio a questo tema, che è centrale nel fenomeno. Si intitola 'Il rumore dei nemici' - aggiunge Marzi - una citazione di José Mourinho, che è sempre stato un maestro di comunicazione. Mourinho utilizza la funzione narrativa del nemico per compattare le squadre che allena a mo' di branco, creando uno spirito di comunità, una tribù: gli è riuscito all'Inter nell'anno del triplete e gli è riuscito anche alla Roma nei due anni e mezzo. Cito Mourinho non a caso: Ultimo è un grande romanista e questa passione fa capolino qui e là nel libro. In Mourinho c'è della strategia. Ultimo sembra invece sinceramente convinto di non essere capito dalla critica e il suo è un modo per proteggere quel legame con la sua tribù che sente evidentemente minacciato dall'esterno. Quel che è certo è che in ogni favola che si rispetti ci sono degli antagonisti contro i quali l'eroe deve scontrarsi. Reali o immaginari che siano, poco importa".

Un fenomeno destinato a durare

Una 'bolla' destinata a tramontare con l'arrivo di un altro fenomeno? "Non credo. Lo si poteva pensare all'inizio, quando il fenomeno era ancora sul punto di esplodere. Personalmente - sottolinea l'autore - e lo racconto nel libro, ho capito che ci trovavamo di fronte a qualcosa di importante al suo primo concerto all'Olimpico, nel 2019, quando cantò 'Sogni appesi' travolto dal boato dei 63 mila. Sono passati sette anni e la favola ha assunto dimensioni epiche. Credo che nell'era dei sold out gonfiati, a proposito di bolle, la favola di Ultimo sia realtà. Di fenomeni ne abbiamo visti passare anche in questi dieci anni: nessuno è riuscito a costruire con il proprio pubblico un legame così autentico e solido come Ultimo".

Il racconto di una storia unica

Mattia Marzi presenta dunque in queste pagine un fenomeno musicale senza precedenti, dagli esordi del cantautore ai tour di impressionante successo degli anni recenti. Marzi ricostruisce tappa per tappa e canzone per canzone una storia unica, raccoglie le testimonianze dei fan, restituisce con partecipazione emotiva e slancio narrativo l'intensità del legame fra un popolo e il suo cantore.

La presentazione del libro

Cosa augurare alla fine, al 'fenomeno' Ultimo? "Di restare puro. È la sua forza e ciò che lo rende un riferimento generazionale", conclude Marzi. "Il popolo di Ultimo" verrà presentato il 22 giugno alle 18,30 alla Feltrinelli di Via Vittorio Emanuele Orlando, a Roma.

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