Il Paperino fortunato, asso del volo in guerra e mercenario in Africa

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AGI - Lo chiamavano scherzosamente Paperino (ovvero Donald Duck) e allora scelse il personaggio disneyano come personale distintivo facendolo dipingere sulla fusoliera del suo Hawker Hurricane e poi sul suo Spitfire V con RF-D ai lati della coccarda della Raf. Per i piloti tedeschi però c’era assai poco da scherzare quando l’aereo da caccia di Jan Eugeniusz Ludwik Zumbach li intercettava sui cieli inglesi. Oltre all’immancabile Paperino fece ben presto dipingere in successione 13 croci nere: una per ogni velivolo della Luftwaffe abbattuto. Nato in un villaggio nei pressi di Varsavia nel 1915, Zumbach aveva la cittadinanza svizzera che ereditava tramite il padre Eugeniusz dal nonno che si era stabilito in Polonia, e per tutta la vita si avvalse del passaporto elvetico. Questo non gli impedì di diventare un famoso asso dell’aviazione polacca incorporata nella Royal Air Force britannica.

Volontario in aeronautica falsificando la firma della madre 

La passione per il volo gli era venuta sin da bambino osservando le evoluzioni di un triplano Fokker sui cieli della tenuta di famiglia a Brunowo, vicino a una fabbrica di aerei. Pur essendo al riparo dal servizio militare perché cittadino svizzero, falsificando la firma della madre Halina si arruola volontario nel 1934 ma nell’esercito, in fanteria, per essere poi ammesso alla scuola allievi ufficiali dell’aviazione nel 1936, dove si brevetta pilota ed è assegnato nel 1938 a un’unità da caccia d’élite, il 111° squadrone. Quando nel settembre 1939 la Polonia è aggredita da Hitler lui è convalescente per le gravi conseguenze di un incidente avvenuto a maggio che l’aveva portato a schiantarsi con l’aereo contro un’auto di servizio a bordo pista durante l’atterraggio dopo un’esercitazione notturna. Ma “Paperino” Zumbach, contrariamente al personaggio di Walt Disney, è sempre fortunato, e nessun incidente successivo lo penalizzerà nella sua travolgente carriera di asso. Perso il contatto con la sua unità, irraggiungibile con una gamba ingessata, con un piccolo aereo da turismo ripara in Romania dove evita l’internamento, e successivamente in Francia, dove entra nell’Armée de l’Air, ma il 12 giugno 1940 alla cloche di un Morane-Saulnier 406 viene abbattuto da un Messerschmitt Me 109. Si lancia col paracadute e atterra illeso.

Eroe pluridecorato della Battaglia aerea d’Inghilterra
 

Viene evacuato in Gran Bretagna dove il sottotenente polacco morde il freno fino a ottenere un Hurricane del 303° squadrone col quale il 7 settembre ottiene la prima vittoria abbattendo un bimotore Dornier Do 17, seguito nello stesso giorno da un altro bombardiere; il 9, l’11 e il 15 butta giù tre Me 109, il 26 un Heinkel He 111 e un altro Me 109, e il giorno dopo ancora un caccia Messerschmitt. Paperino è implacabile, arrabbiato e deciso come compare nello stemma dipinto sul lato sinistro della fusoliera. A dicembre gli viene conferita la Victoria Medal e a febbraio 1941 la Warrant Knight Medal. Zumbach continuerà ad abbattere aerei della Luftwaffe, ad aggiungere croci nere al suo caccia, decorazioni sul petto e avanzamenti di grado, diventando nel maggio 1942 anche comandante del già mitico 303° squadrone dei record della Raf. Sarà il primo pilota a ingaggiare un duello col temibilissimo Focke Wulf FW 190, col suo Spitfire Mk V RF-E dove vicino alla cabina di pilotaggio campeggia l’immancabile Paperino arrabbiato con un bastone in mano e la sigaretta nel becco. Non a caso: Zumbach è un fumatore incallito. Assegnato al quartier generale polacco con le mostrine da tenente colonnello, il 7 aprile 1945 durante un trasferimento in Olanda per un’ispezione all’84° Gruppo i due aerei leggeri da collegamento Auster, su uno dei quali c’è Zumbach, perdono l’orientamento e sono costretti a un atterraggio di fortuna in una zona occupata dai tedeschi che fanno tutti prigionieri. La carriera di cacciatore dei cieli di Paperino finisce così: le croci nere degli abbattimenti confermati rimarranno 13, e così le cinque Balkankreutz rosse bordate di bianco per quelli non confermati, sotto i piedi del papero furioso. I piloti saranno rilasciati a maggio, alla fine della guerra, e nell’ottobre del 1946 l’asso polacco viene congedato dalla Raf.

Il passaporto elvetico di Mister Brown e i raid spettacolari per Katanga e Biafra

Poiché era impensabile un ritorno nella Polonia comunista, a differenza dei suoi colleghi connazionali divenuti apolidi Zumbach si avvale del passaporto svizzero per muoversi liberamente in Europa e avviare così sottotraccia una proficua e lucrosa attività di contrabbando di oro, danaro, sigarette, diamanti, orologi svizzeri e persino di ebrei aiutati a entrare clandestinamente in Palestina, oltre che del traffico di armi agevolato dall’enorme disponibilità sul mercato nero, con sponde nel turbolento Medio Oriente. Apre pure nel 1951 un locale notturno a Parigi, il Club de l’Etoile. Negli Anni ’60 Zumbach, che ha fatto fortuna, chiude il night club, liquida i suoi affari e riparte per l’Africa come mercenario: nel ‘62 il Katanga che vuole staccarsi dal Congo affida a lui, che commerciava in aerei usati, l’incarico di creare un’aviazione (Avikat) partendo da aerei da turismo, con cui compie spericolati raid di mitragliamento a bassa quota. Altrettanto avverrà nel 1967 col Biafra secessionista dalla Nigeria. L’ex asso della seconda guerra mondiale, che si fa chiamare John Brown o Mister Brown, non solo allestisce una miniflotta di pochi obsoleti aerei reperiti avventurosamente lungo le insondabili vie dei traffici africani, aggirando i controlli internazionali, ma comanda lui stesso un residuato bimotore Douglas B-26 Invader artigianalmente riconvertito a bombardiere, da cui sgancia ordigni artigianali realizzati anche con pentole come contenitori. È clamoroso l’attacco a sorpresa all’aeroporto di Makurdi, in Nigeria, con la distruzione di diversi mezzi fermi sulla pista e l’uccisione del capo di stato maggiore la cui perdita improvvisa paralizza l’esercito nigeriano.


I misteri sulla morte a Parigi e l’iconico Spitfire con Donald Duck sulla fusoliera

Nello stesso anno, comunque, Zumbach rientra in Francia, dove trascorre il resto della vita in attività mai ben chiarite. Muore settantenne il 3 gennaio 1986 e, con un curriculum così avventuroso alle spalle e misteriose relazioni con i servizi segreti di numerosi Paesi, viene persino ipotizzato da chi lo conosceva bene che potesse essere stato ucciso, ma la autorità francesi archiviano in fretta e furia l’inchiesta, senza rivelare neppure l’esito dell’autopsia. Le spoglie del pilota saranno accolte con tutti gli onori nel Cimitero militare Powązki di Varsavia. Zumbach era stato insignito della Virtuti Militari e di quattro croci di valoroso, oltre alla Distinguished Flying Cross britannica con ben due barre. Nessuno ha mai saputo perché fosse stato soprannominato Paperino, né lui lo ha lasciato scritto nelle sue memorie “L’ultima battaglia” tradotte in più lingue che, considerato anche il personaggio e il suo popolare vissuto, ebbero all’epoca un certo successo editoriale. Il suo Spitfire Mk V contrassegnato dalla sigla RF-D e con Paperino arrabbiato dipinto sulla fusoliera è una vera e propria icona della seconda guerra mondiale.

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