AGI - Non di solo woke vive il campo largo, avverte Conte.
Servono investimenti per rilanciare la crescita, interviene Elly Schlein. In attesa di capire se le primarie si faranno ed eventualmente con quali regole e quando, il confronto dentro il centrosinistra è già nel vivo, a dispetto della pausa estiva
Il "woke" e il campo largo
Arriva così la 'mossa' di Conte che sfrutta l'assist da Oltreoceano della dem radicale Alexandra Ocasio-Cortez, secondo la quale "il primo Woke è stato una follia".
Conte sottoscrive: "Alla sinistra non serve il woke, il nemico da combattere è questa società di diseguali". È avviso comune nel Pd che le parole del presidente M5s siano un messaggio, se non una vera e propria sfida, alla segretaria. Elly Schlein di quella cultura woke è considerata la campionessa.
E questo nonostante dall'inizio del suo mandato abbia dedicato la maggior parte della sua attenzione ai temi economici e sociali, a cominciare dal salario minimo e dal caro energia, prima ancora che su quelli civili.
La posizione di Schlein
La segretaria non si fa pregare e, pur senza citare Conte o accennare al dibattito sulla cultura woke, rilascia una intervista a Milano Finanza (e anche il vettore non sembra scelto a caso) per soffermarsi su temi come la crescita, l'industria, il lavoro.
Dopo quattro anni di governo Meloni, dice Schlein, il Paese non è più forte di prima, ma più fragile". Per Schlein sono tre le priorità: "Ridurre i costi dell'energia, aumentare i redditi e fare ripartire gli investimenti". Parole che non sono nuove nel vocabolario della leader dem: Schlein ha avviato da tempo, assieme all'ex ministro Andrea Orlando, un tour per i comparti industriali del Paese e, di recente, ha incontrato il numero uno di Confindustria Emanuele Orsini con il quale si è soffermata proprio su economia e crescita.
Ma non solo: gli operai di Pomigliano d'Arco, quelli di Ilva e Stellantis, di Electrolux e Natuzzi. "Sto girando l'Italia, stiamo seguendo le vertenze complesso, al fianco dei lavoratori", dice.
Un confronto che si riaccende
Lo scenario che ne trae la leader dem è quello di un Paese "in difficoltà, con la povertà assoluta che tocca il record del 9,8 per cento delle famiglie, milioni di persone che faticano ad arrivare a fine mese e pagano l'aumento del costo della vita e ora anche il rialzo del carburante che si riflette sui generi alimentari". Altro che woke, insomma. Ma nel centrosinistra la lettera di Conte ha riacceso il confronto. "E adesso si svegliano tutti. A cominciare dai dem americani", dice Renzi che rivendica di essere stato tra i primi a denunciare "l'ubriacatura woke".
Di avviso diverso è Riccardo Magi, convinto che in Italia questa "ubriacatura" non ci sia stata: "Siamo tra gli ultimi in Europa sui diritti civili. Non abbiamo una legge sul fine vita nè una che ampli l'accesso alla procreazione medicalmente assistita. Le coppie gay non possono adottare, l'educazione sessuoaffettiva nelle scuole è consentita solo con il consenso informato preventivo dei genitori. A più di 40 anni dalla legge sull'aborto abbiamo il 70 per cento di medici obiettori".
Tuttavia, per il segretario di Più Europa, temi sociali e temi civili non devono essere considerati in contrapposizione: "Dobbiamo fare battaglie progressiste, come per il salario minimo e per abbattere le tasse sul lavoro, spostandole sulle rendite. Ma mantenendo contemporaneamente la barra dritta sui diritti civili".


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