AGI - Roma ha accolto l’anteprima di “Idoli – Fino all’ultima corsa”, film dedicato al mondo della MotoGP diretto da Mat Whitecross, da una sceneggiatura di Jordi Gasull, Inma Cánovas e Ricky Roxburgh. Interpretato da Óscar Casas, Claudio Santamaria e Ana Mena. Coproduzione ispano-italiana, in sala dal 19 marzo, porta sul grande schermo adrenalina, rivalità e il lato più umano dei piloti. Un evento, quello romano, che ha riunito il cast al completo per presentare la pellicola davanti a ospiti del cinema e dello sport, trasformando il red carpet in un omaggio al Motomondiale con la voce ufficiale delle gare Guido Meda a presentare la serata.
A rendere ancora più spettacolare l’arrivo degli ospiti, proprio sul red carpet era esposta una moto di Aprilia Racing, uno dei simboli più iconici del campionato mondiale. Una presenza scenografica che ha scatenato i flash dei fotografi, nonostante nella storia raccontata dal film la scuderia del protagonista sia invece la Prima Pramac Racing, team satellite Ducati nel Motomondiale. Un dettaglio curioso che ha aggiunto ulteriore fascino alla serata, celebrando comunque il mondo delle due ruote.
La trama e il cast internazionale
Diretto da Mat Whitecross, il film racconta l’ascesa del giovane pilota Edu Serra, interpretato da Óscar Casas, talento emergente del motociclismo che cerca di conquistare il titolo mondiale mentre affronta rivalità, paure e il peso di un passato difficile. Accanto a lui un cast internazionale che comprende tra gli altri Claudio Santamaria, Ana Mena e Matteo Paolillo.
Claudio Santamaria e la passione per le due ruote
Tra i protagonisti più attesi sul red carpet proprio Santamaria, che nel film interpreta Antonio Belardi, ex campione e padre del protagonista, segnato da un trauma che continua a influenzare il rapporto con il figlio e con le corse. L’attore ha raccontato all'AGI quanto l’esperienza sul set lo abbia avvicinato ancora di più al mondo delle due ruote: "Guardo le corse, mi piacciono molto ed è uno sport che mi appassiona, dopo questo film mi ha appassionato ancora di più perché abbiamo girato tantissimo durante le tappe del campionato sia in Spagna che in Italia. Dorna ci ha dato questa grande opportunità di girare nel paddock, quindi abbiamo conosciuto tutti i piloti, i direttori sportivi, i meccanici, insomma è stata un’immersione in questo mondo fantastica. Sono stato in pista con Fonsi Nieto sulla two seats, la due posti, prima della gara di MotoGP a Misano fanno fare questa esperienza ed è stata l’esperienza sportiva più incredibile della mia vita, lì ho capito perché un pilota corre a 360 all’ora rischiando la vita di fatto, per un’adrenalina che non ha uguali in nessun altro sport che ho fatto nella vita".
La sfida cinematografica della velocità
Portare sul grande schermo la velocità della MotoGP è stata una sfida anche dal punto di vista cinematografico, un po' come lo è stato per la Formula 1 nell'omonimo film uscito lo scorso anno e candidato all'Oscar. Il regista Mat Whitecross ha spiegato quanto lavoro ci sia stato dietro le sequenze di gara, soprattutto per riuscire a raccontarle da una prospettiva diversa da quella televisiva: "Era molto difficile cercare di ricreare la gara finale, sapevamo che avremmo dovuto raccontare la storia in 10-15 minuti di tempo di scena, ma come arrivi all’interno della prospettiva dei piloti, come racconti le gare in un modo che non è lo stesso di quello che le persone fanno su televisione? Quindi abbiamo studiato tutto, abbiamo passato molto tempo con i veri piloti, molto tempo guardando video archiviati, molto tempo parlando con i visual effects, cercando di capire come raccontare la storia, e questo ha cambiato la messa in scena. Inizialmente dovevamo filmare la gara finale in Valencia, ma ci sono state le alluvioni. Abbiamo finito filmando in Barcellona".
Óscar Casas e il motomondiale
Il giovane protagonista Óscar Casas ha raccontato il suo rapporto con il Motomondiale, nato grazie alla passione del padre e cresciuto durante la preparazione al film: "Mio padre ha sempre guardato MotoGP da quando ero molto piccolo, quindi ricordo che c'era un background in casa mia, e poi quando sono diventato più grande ho cominciato a guardare MotoGP con lui. Ho fatto alcuni stunt in pista allenandomi per due mesi con i piloti di MotoGP, e ho fatto molte scene. Non mi hanno permesso nemmeno di toccare le MotoGP, ma ho girato con le Moto 2".
Ana Mena e la storia d'amore
Nel film c’è spazio anche per una storia d’amore. La cantante e attrice Ana Mena interpreta Luna, una tatuatrice di cui il protagonista si innamora: "Io vedevo le corse quando ero piccola, e mi ricordo che giocavo un giochettino nella PlayStation di MotoGP, quindi conoscevo ogni circuito benissimo. Mi sentivo un po' persa prima di fare il film, ma ora siamo diventati fan, i miei idoli sono Marc Marquez e Jorge Martin".
Matteo Paolillo, il rivale in pista
A mettere ulteriore tensione nella trama è il personaggio interpretato da Matteo Paolillo, rivale in pista del protagonista. L’attore ha raccontato quanto sia stato sorprendente entrare in un universo che fino a quel momento conosceva solo da spettatore occasionale: "Ho fatto parte di un mondo che quasi non conoscevo e stare lì è veramente molto affascinante. Valentino Rossi era un po’ un idolo per me come per tutti i bambini, ogni tanto con mio zio ho visto qualche corsa, non sono mai stato un grande appassionato, però devo dire che starci dentro è stata un'emozione forte".
Un film tra velocità e umanità
Tra scene girate direttamente nei paddock dei Gran Premi e sequenze spettacolari in pista, “Idoli – Fino all’ultima corsa” promette di portare al cinema non solo la velocità della MotoGP, ma anche il lato umano di uno sport fatto di sacrificio, rivalità e passione assoluta.







·
·
·
·
·
·
·