Il grande ritorno degli Oasis sarà all'Olimpico di Roma il 29 e 30 luglio 2027

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AGI - Ormai è ufficiale: gli Oasis, la band icona del genere britpop degli anni Novanta, torneranno a esibirsi sui palcoscenici europei e americani nel 2027. E saranno all'Olimpico di Roma il 29 e 30 luglio 2027.

L'annuncio ufficiale è stato diffuso sul profilo Instagram con un video, accompagnato dalla didascalia: "INIZIANO LE CELEBRAZIONI!!! Dopo una pausa di riflessione, 'La più devastante forza culturale pop della storia recente britannica' tornerà ancora una volta a sollevare gli spiriti delle persone. Gli Oasis saranno in tour nel Regno Unito, parte dell'Europa, Stati Uniti e Irlanda nel 2027!".

Le date del tour

Nel Bel Paese, la band suonerà allo stadio Olimpico di Roma il 29 e 30 luglio 2027. La band ha comunicato le date sui suoi profili social: Glasgow (21-23-25-28-29 maggio), Manchester (4-6-8-11-12-15-18-19-22-25-26 giugno), Monaco di Baviera (2-3 luglio), Barcellona (10-11 luglio), Amsterdam (16-17 luglio), Parigi (23-24 luglio), Roma (29-30 luglio), Boston (10-13-14 agosto), Las Vegas (20-21-24 agosto), Slane Castle (4-5 settembre), Knebworth (11-12-18-19 settembre). 

La trattativa con l'Olimpico

"Gli Oasis hanno scelto l'Olimpico, un grande palcoscenico internazionale capace di portare Roma nel mondo e il mondo a Roma". Lo ha detto Diego Nepi Molineris, amministratore delegato di Sport e Salute, società proprietaria dello Stadio Olimpico e del Parco del Foro Italico, commentando il doppio concerto degli Oasis a Roma, in programma il 29 e 30 luglio 2027. "Non è soltanto - ha aggiunto Nepi - l'arrivo a Roma di una delle band che hanno segnato la storia della musica, ma di un fenomeno capace di parlare a più generazioni e di accendere ancora oggi un'energia unica. Gli Oasis hanno costruito un immaginario che ha superato i confini della musica e, con il loro ritorno, porteranno all'Olimpico milioni di storie, emozioni e quella voglia di 'Live Forever' che è diventata parte della loro leggenda".

A questo risultato, ha sottolineato Nepi, "lavoravamo da mesi, con la serietà, la determinazione e la discrezione che un'operazione di questa portata richiede. I primi contatti con gli Oasis sono iniziati a febbraio e il 31 marzo avevamo già firmato un accordo di riservatezza. Da lì la trattativa è proseguita fino alla sua definizione, nel rispetto della riservatezza concordata, perché il grande evento potesse diventare realtà. Abbiamo dovuto gestire anche momenti delicati, legati alle indiscrezioni e alle notizie che circolavano, tutelando un'operazione che richiedeva massima attenzione e serietà. Abbiamo scelto di non alimentare il rumore, lasciando che fossero i fatti a parlare".

L'Olimpico, ha spiegato ancora l'amministratore delegato di Sport e Salute, "non è semplicemente uno stadio dove accadono grandi eventi, ma una macchina capace di attrarre, generare e moltiplicare valore. Un luogo internazionale in cui sport, musica, cultura, arte, turismo ed economia si incontrano e diventano nuove opportunità per Roma. Perché un grande stadio non può essere soltanto un contenitore. Deve essere un acceleratore. Una vera 'Wonderwall' di emozioni, persone, valore e futuro".

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