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Il fantacalcio è una cosa seria, 10 consigli per l’asta - Fast.it

Il fantacalcio è una cosa seria, 10 consigli per l’asta

1 ora fa 5

AGI - L'asta di fantacalcio è una storia che si ripete, sempre uguale, ogni anno. Le Gazzette aperte sul tavolo e un foglio Excel per tenere i conti, per i più romantici; algoritmi e strumenti di intelligenza artificiale, per chi preferisce affidarsi alla tecnologia e pensa di aver messo a punto una nuova strategia vincente. Eppure, da oltre trent'anni, l'asta resta sostanzialmente la stessa: si fanno i nomi, si rilancia, si battono i pugni sul tavolo, si scherza e, inevitabilmente, ci si arrabbia. È un appuntamento fisso, con frasi e accuse, quasi sempre bonarie, che si ripetono puntuali. "Hai contato troppo in fretta", "ma no, lo avevo già scritto quel nome!", "ma devi fare la guerra solo a me?". E così via.

Chi gioca da anni con lo stesso gruppo conosce ormai ogni dettaglio degli avversari: un'esitazione nella voce, una poker face un pochino troppo studiata e un rilancio fatto solo per disturbare, magari per vendicare situazioni che si sono verificate anni prima. L'obiettivo per tutti è arrivare a decifrare ciò che si nasconde dietro bluff, preferenze e obiettivi preparati in anticipo, quasi sempre ordinati nelle immancabili fasce di 'potenza'.

Negli ultimi anni, poi, i giocatori si sono divisi in due categorie. Chi aspetta la fine del mercato prima di organizzare l'asta e chi, invece, cascasse il mondo, deve iniziare tassativamente prima del calcio d'inizio della prima giornata di Serie A. Poi cambiano le regole: quanti crediti, quanti rilanci, quanti giocatori in rosa (il jolly, grande classico), quante sessioni di mercato durante la stagione. E poi a chi affidarsi per i voti, il listone e i ruoli dei calciatori (altro grande tema di discussione) e quali premi e soldi assegnare al primo o ai primi in classifica. Poi, alla fine di una giornata estenuante, stremati dai numeri e dai calcoli, si generano calendari e sfide. Da quel momento è solo sfottò, trionfi, sconfitte ed emoji nelle chat whatsapp dedicate.

Ma come si fa una buona asta di fantacalcio?

Sono più o meno vent'anni che non salto una stagione, con risultati altalenanti ma sempre con la stessa identica voglia di farla pagare, sportivamente parlando, a quel gruppo di compagni di gioco che sono quasi una famiglia parallela. Quella voglia che spinge ogni fantallenatore a sfidare insieme la sorte, i pronostici e i propri desideri verso giocatori scelti solo per simpatia.

Perché il fantacalcio, in fondo, è una religione: ti porta a guardare con attenzione partite come Lecce-Frosinone o Venezia-Cagliari soltanto perché quel pomeriggio hai schierato il terzino destro di una delle due squadre. O, peggio, perché il tuo avversario ha avuto l'ardire di schierare un attaccante che consideri, sbagliando, uno scarponaro e che, proprio quel pomeriggio, ti punirà. 

In vent'anni, nel frattempo, è cambiato quasi tutto. A vedere le novità di quest'anno ci sono il mercato dei prestiti, un sistema di analisi delle abitudini dei fantallenatori, gli highlights dei propri giocatori, un nuovo modificatore legato al modulo e un regolamento degli assist che distingue tra soft, standard e gold. È previsto, persino, anche l'arrivo del fantacalcio della Serie B. Insomma, come le migliori startup, anche il fantacalcio è uscito da tempo dai garage per diventare un business a tutto tondo.

La bellezza del fantacalcio

L’attesa per quelle dieci o dodici ore in cui, di solito, otto o dieci persone cercano contemporaneamente di costruire una squadra, risparmiare crediti, leggere le intenzioni degli altri e soprattutto evitare un rilancio di cui pentirsi cinque secondi dopo, è difficile da spiegare a chi non l’ha mai vissuta. Tra pizze, birre, bibite, ventilatori e aria condizionata sparata a tutta potenza, è un rito che resiste agli anni e tiene insieme persone, amicizie, abitudini e rivalità. Per molti, me compreso, il fantacalcio è anche una piccola boccata d’aria in un mondo che corre troppo veloce e tende a divorare tutto.

L'aspetto economico e la gestione finanziaria

E qui c'è forse il primo equivoco da eliminare. L'asta sembra un esame sulla Serie A ma, a guardarla bene, è invece un mercato con regole precise: un numero limitato di beni, compratori con lo stesso capitale iniziale e informazioni incomplete sulle intenzioni degli altri. Sembra quasi di essere a Piazza Affari. Non a caso esistono studi accademici dedicati specificamente alle strategie di offerta. E c'è chi se li legge tutti, salvo dimenticarsi tutto davanti al primo portiere chiamato. 

Consigli per un'asta non disastrosa

Un decalogo senza pretese, frutto dell'esperienza di chi, attorno a quei tavoli, si è sempre seduto. 

Il budget non è una Costituzione

"Il 5% ai portieri, il 15% alla difesa, il 25% al centrocampo...". È utile arrivare all'asta con una distribuzione teorica, ma diventa pericoloso considerarla intoccabile. Il prezzo di un calciatore dipende da quanto stanno pagando gli altri quel giorno. Se tutti stanno sottopagando i centrocampisti, continuare a seguire il proprio programma di spesa e risparmio, può essere un problema. Il mercato decide i prezzi.  Meglio preparare un budget iniziale, ma aggiornarlo durante l'asta. Se il mercato cambia, deve cambiare anche il piano.

L'importanza dei sostituti

Il vero valore di un calciatore deve essere rapportato all'alternativa che potresti prendere più tardi. È il principio del replacement value, che molti manuali di fantacalcio sottolineano. Se gli attaccanti sono pochi, spendere di più è una necessità. I vari giocatori "regalati" sono una chiave per una rosa equilibrata ma a volte spendere tanto può essere altresì decisivo. Soprattutto per i goleador. La scarsità, non intesa come dote calcistica, ha un prezzo.

 I crediti degli altri fanno parte del tuo budget

È probabilmente il numero più importante dell'asta e quello che alcuni smettono di controllare dopo mezz'ora: quanto può ancora offrire ciascun avversario. Se un fantallenatore possiede 41 crediti ma deve acquistare ancora cinque giocatori e il prezzo minimo è uno, il suo vero massimo per il prossimo calciatore non è 41: è 37. Se tu puoi arrivare a 38, in quel momento possiedi una piccola posizione dominante. Ecco perché, nel finale, un credito può valerne dieci.  

Ogni chiamata è un sondaggio

Non bisognerebbe mai esitare nel fare un nome. Ogni volta, infatti, stai facendo una domanda agli altri su quanto sono interessati e disposti a pagare per un giocatore. Chiamare presto un top player può servire a stabilire un prezzo di riferimento per tutta la fascia. Ma c'è un passo ulteriore: è necessario, vitale, osservare chi rilancia e di quanto. Dopo poche chiamate, se si è attenti, si comincia a capire chi cerca determinati giocatori, chi ha paura di rimanere senza attaccanti, chi sta accumulando crediti e chi ha una fissazione per una determinata squadra.

Metti una tassa sull'innamoramento

Un tasto dolente. "A 70 voglio. A 175 pure. Ormai sono arrivato a 282, non posso perderlo per pochi crediti". Ecco, fermarsi prima sarebbe stato molto meglio. Nella teoria delle aste esiste la winner's curse, la "maledizione del vincitore": chi si aggiudica un bene rischia di essere proprio la persona che ne ha sovrastimato maggiormente il valore.  Nel fantacalcio c'è una variante ancora più insidiosa: il calciatore preferito. Il tifoso che vuole a tutti i costi il giocatore della propria squadra, quello che "quest'anno esplode", quello che avevamo l'anno precedente e consideriamo ormai nostro. Lo so, noi allenatori siamo romantici.

Non aspettare "l'ultimo top"

Una delle strategie più diffuse è: lascio che gli altri spendano, poi prenderò l'ultimo grande attaccante rimasto. Può funzionare. A volte, pero, può anche essere un completo disastro. Gli studi sulle aste sequenziali mostrano che, in presenza di budget limitati e più beni da acquistare, l'ordine delle vendite può cambiare gli equilibri e le strategie dei partecipanti. Insomma, se perdete Lautaro-Kolo Muani-Malen-Ramos-Hojlund... potrebbe portarvi a pagare tantissimo attaccanti meno quotati alla vigilia.

Scegli anche giocatori noiosi

Ogni agosto ci innamoriamo del ventenne che potrebbe esplodere, dell'ala che "se trova continuità..." o del nuovo acquisto che "può giocare in tre ruoli". Poi a novembre scopriamo che gioca venti minuti alla volta. Una rosa ha bisogno, come il pane, di giocatori noiosi.

Il titolare quasi certo di una squadra media, con pochi bonus ma un voto disponibile ogni settimana, può valere più di una collezione di potenziali sorprese che faticano a vedere il campo. 

Le scommesse vanno diversificate

Tre giovani della stessa squadra, un giocatore sempre in ballottaggio e un attaccante appena arrivato dall'estero si trasformano da scommesse a tanti rischi tutti insieme. Meglio ragionare come un piccolo portafoglio. Un giocatore ad alto potenziale ma con dubbi sulla titolarità può essere accompagnato da uno meno appariscente ma stabile. Un attaccante molto dipendente dai gol può essere affiancato da un centrocampista che produce bonus in modi diversi. Ci vuole una ricetta con tanti ingredienti per fare un buon piatto. 

Prima studia il regolamento 

La stessa Serie A può produrre valori fantacalcistici completamente diversi a seconda delle regole di ogni singola lega. Con il modificatore difesa cambia il prezzo dei difensori; con il 'clean sheet' cambia quello dei portieri. Figuriamoci con gli assist soft e gold. Un modificatore che premia o penalizza il modulo utilizzato può farti perdere o vincere. Anche solo per quel maledetto 0,5 in più o in meno.

 Non tutti vogliono il giocatore che vuoi tu

Arriviamo al'ultimo consiglio. Uno degli errori più curiosi dell’asta è credere che gli altri ragionino come noi. Se abbiamo studiato per settimane un giocatore e siamo convinti che possa esplodere, tendiamo a immaginare che anche gli avversari gli attribuiscano lo stesso valore. Non è necessariamente così. Gli economisti chiamano questo meccanismo taste projection: nelle aste, la tendenza a proiettare i propri gusti sugli altri può farci sovrastimare la concorrenza e quindi rilanciare più del necessario. Parti basso, stai attento e, sfrutta ogni momento di distrazione degli avversari. Alla sesta o settima ora di asta, soprattutto se accompagnata da alcol, tutti possono commettere errori. 

Buona asta a tutti

L'augurio è il più banale: che i crediti vi bastino, i vostri pupilli non vengano strapagati e nessuno vi rilanci il difensore da un credito, o il secondo portiere di una big, solo per dispetto. Poi, qualunque cosa succeda, ricordatevi la regola più importante: è il gioco più bello del mondo e vive di sfottò. Si può discutere per ore su un bonus, maledire un rigore sbagliato e una sirena di calciomercato (ve lo ricordate quando Cristiano Ronaldo lasciò la Juve, no?). Tanto lo sappiamo già: ad agosto dell'anno prossimo saremo di nuovo lì, intorno allo stesso tavolo, pronti a ricominciare, a calcolare, a ridere e rinfacciare. 

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